Interventi

Il Pnrr e i nuovi alloggi virtuosi per gli studenti

di Vincenzo Salvatore

(Halfpoint - stock.adobe.com)

3' di lettura

L’istruzione universitaria, la ricerca, la valorizzazione delle competenze e la formazione professionale, spesso relegati in secondo piano nei piani di sviluppo economico, assumono oggi una rilevanza decisiva nel superamento della stagione emergenziale. Investire sui giovani, sul capitale umano, diventa (finalmente) prioritario nella consapevolezza che saranno le giovani generazioni, con le loro capacità, a perseguire la crescita e a guidare il Paese di domani.

Non può allora che essere accolta con favore l’attenzione dedicata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) alla missione relativa all’istruzione e alla ricerca. In particolare il Pnrr stanzia 960 milioni di euro per la realizzazione di nuovi alloggi per gli studenti. Ciò si rende necessario se solo si consideri che su 1,7 milioni di universitari, i “fuorisede” sono circa 450mila e, escludendo i pendolari e quelli che trovano alloggio in appartamenti in locazione, i rimanenti sono alla ricerca di soluzioni abitative nella città in cui ha sede l’università alla quale sono iscritti. Obiettivo dichiarato del Pnrr è quello di triplicare i posti per studenti fuorisede, portandoli da 40mila a oltre 100mila entro il 2026. La realizzazione dei nuovi alloggi sarà agevolata e resa possibile attraverso la revisione della legislazione esistente, prevedendo l’apertura della partecipazione al finanziamento anche a investitori privati e a partenariati pubblico-privati.

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L’auspicato ritorno alla normalità, con il ripristino delle lezioni in presenza, dovrà consentire agli studenti non solo di tornare a frequentare le aule universitarie, ma anche di riconquistare la possibilità di sviluppare rapporti personali che le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno gravemente sacrificato. L’esperienza universitaria non può essere limitata al trasferimento e all’acquisizione di conoscenze, ma si alimenta anche attraverso relazioni interpersonali che rappresentano un ingrediente essenziale di qualsiasi percorso formativo. A stimolare la vita di comunità, lo scambio di esperienze e la competizione virtuosa tra studenti meritevoli concorrono i 53 Collegi universitari di merito, offrendo la possibilità di crescere in un contesto che non si limita alla residenzialità, ma che consente agli studenti di beneficiare di percorsi di formazione integrativa (che arricchiscono i programmi curricolari tradizionalmente offerti dalle università), investendo nelle soft skills, in strutture dotate delle più moderne attrezzature informatiche, di aule studio e biblioteche, di servizi di ristorazione, nonché, sovente, di palestre e impianti sportivi

È il modello di campus che, laddove possibile, dovrà allora prevalere nella realizzazione di nuove strutture ricettive. Laddove invece le caratteristiche del tessuto urbano non consentiranno tale tipologia di strutture, potranno e dovranno essere privilegiati interventi che coniughino la realizzazione di nuovi alloggi per gli studenti con interventi di recupero del patrimonio edilizio, soprattutto nei centri storici, riqualificando comparti oggi ammalorati che potranno essere opportunamente rivalorizzati attraverso l’attrattività che sapranno esercitare nei confronti degli studenti universitari. Occorre tuttavia fare in modo che i progetti candidati al finanziamento siano sottoposti a una valutazione accurata da parte di organismi competenti che assicurino da un lato il coordinamento e la coerenza delle iniziative e, dall’altro, la gestione oculata delle risorse disponibili, evitando che l’improvvida previsione di una mitigazione dei requisiti di legge, che oggi garantiscono la disponibilità di spazi comuni per gli studenti, possa legittimare la realizzazione di strutture che finiscano per penalizzare la vita di relazione e di comunità.

La Conferenza dei Collegi universitari di merito si candida a concorrere alla realizzazione di questo obiettivo, mettendo a disposizione l’esperienza talora plurisecolare degli enti a essa associati (l’Almo Collegio Borromeo di Pavia celebra quest’anno 460 anni dalla fondazione) nella gestione dei 53 Collegi universitari di merito presenti sul territorio nazionale. La collaborazione tra le autorità ministeriali, la Conferenza dei Rettori, la Conferenza dei Collegi universitari di merito e l’Anci si rivela indispensabile per evitare l’utilizzazione indiscriminata e spregiudicata delle risorse e assicurare che le stesse vengano correttamente utilizzate per promuovere interventi che privilegino la realizzazione di progetti qualificanti, volti a realizzare strutture rispondenti a modelli di gestione collaudati e di successo, che consentano di valorizzare l’offerta formativa e gli spazi relazionali, arginando interventi meramente speculativi che portino alla realizzazione di alloggi alveare.

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