innovazione

Il polo Agrofood Bic scommette sull’acido nucleico delle piante

La piattaforma della food valley entra nella startup Mirnagreen e punta sul brevetto per sviluppare la nutraceutica

di Ilaria Vesentini

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La piattaforma della food valley entra nella startup Mirnagreen e punta sul brevetto per sviluppare la nutraceutica


3' di lettura

Dall'agricoltura alla nutraceutica, da Genova a Bolzano: la piattaforma emiliana per l'innovazione Agrofood BIC (Business innovation center) lanciata l'anno scorso da cinque big della food valley (Granarolo, Camst, Conserve Italia, Cuniola Società agricola ed Eurovo) e dalla newco digital Gellify mette a segno il suo secondo investimento in start-up di frontiera. Dopo l'ingresso, lo scorso maggio, in Cynomys in virtù di un brevetto sull'IoT applicato al monitoraggio ambientale e all'analisi dei consumi in allevamento, ora è la volta di Mirnagreen, primo spinoff della Fondazione Edmund Mach, che sta sviluppando un brevetto internazionale per estrarre dalle materie prime vegetali microRna, ovvero acidi nucleici con proprietà antinfiammatorie. Elisir del futuro per prevenire e trattare in modo naturale malattie di persone, animali e piante.

Il pluripremiato brevetto bolzanino

Agrofood Bic non è la prima società ad accorgersi del valore di Mirnagreen, fondata nel 2015 dal biologo ricercatore Roberto Viola, che dopo esperienze internazionali è approdato alla Fondazione Mach (un riferimento storico nella ricerca agraria, di San Michele all'Adige in Trentino) e ha già ottenuto per la sua newco il supporto dell'acceleratore Industrio Ventures (fondo di Venture Capital di Rovereto) e gli spazi per insediarsi nel NOI Techpark di Bolzano: la start-up è stata premiata, unica italiana, tra i finalisti della competizione globale Hello Tomorrow di Parigi per le soluzioni deeptech nel benessere e pure nella gara G4A Generator di Bayer a New York.

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Ma i partner emiliani di Agrofood possono giocare un ruolo chiave anche dal punto di vista dello sviluppo operativo, a dispetto di fondi e acceleratori: non apporteranno infatti solo capitali – nessuna disclosure sulle cifre – ma metteranno a disposizione le loro aziende e le materie prime delle lavorazioni per sperimentare le potenzialità dei tre brevetti in mano a Mirnagreen, dove lavorano oggi otto persone, tra ricercatori e manager internazionali.

La panacea dei microRna vegetali

Che frutta e verdura facciano bene alla salute è noto a tutti, ma è improbabile poter assumere ogni giorno le quantità (che si misurano in chilogrammi) di vegetali necessari per poter sfruttare i benefici terapeutici e immunostimolanti delle piante. Mirnagreen sta sviluppando tecnologie proprietarie uniche proprio per estrarre su larga scala microRna vegetali in alta concentrazione e rendere disponibili e facilmente assimilabili queste molecole naturali, che vantano proprietà benefiche sia dal punto di vista nutraceutico che medico e cosmetico. «L'interesse per i microRna, importanti componenti bio-attivi, è oggetto di grande interesse scientifico - spiega Gianpiero Calzolari, presidente di Agrofood BIC e di Granarolo - e l'orizzonte cui guardiamo è di possibili utilizzi nel settore alimentare sia per la produzione di alimenti funzionali sia di integratori alimentari. Molti studi confermano l'attività antinfiammatoria anche nei microRNA di origine vegetale. Non è domani, ma in un orizzonte a medio termine che guardiamo con molto interesse a queste soluzioni innovative».

«La partnership con Agrofood BIC è per noi della massima rilevanza. Rappresenta infatti un'ottima opportunità per valorizzare gli asset di Mirnagreen nel settore food grazie alla sinergia con alcuni dei migliori attori industriali della filiera agroalimentare italiana - commenta il presidente di Mirnagreen, Roberto Viola -. L'Italia è leader mondiale nell'agroalimentare e da sempre le aziende della filiera innovano per rimanere competitive e offrire ai consumatori nazionali ed esteri prodotti di eccellenza. Questa partnership si tradurrà in nuovi percorsi produttivi in grado di coniugare innovazione scientifica e consolidate competenze agroalimentari, con l'obiettivo di generare prodotti di valore per il benessere delle persone, in un'ottica di massima ecosostenibilità».

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