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Il polo tecnologico della cosmesi punta sull’innovazione

di Marika Gervasio

2' di lettura

Più di 60 aziende, concentrate nell’area di Crema, con un fatturato aggregato di circa 600 milioni di euro e più di 2.500 dipendenti: nato 2005 come aggregazione spontanea di imprese del settore cosmetico operanti nella provincia di Cremona, dal 2014 il Polo tecnologico della cosmesi è diventato un’associazione senza fini di lucro.

Rappresenta le aziende operanti nella filiera della cosmetica italiana: dalla produzione di cosmetici e di packaging al confezionamento per conto terzi, alla progettazione e produzione di macchinari ed impianti fino ai servizi.

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Il fatturato dell’anno scorso è cresciuto del 20%rispetto al 2015 con una quota di export del 65%. I principali paesi di destinazione sono: Francia, Germania, Usa e Regno Unito.

«Le aziende associate al Polo della Cosmesi - spiega Matteo Moretti, presidente dell’associazione - rappresentano l’eccellenza dell’intera filiera del mercato cosmetico e del make-up. Sono aziende che creano, sviluppano e producono per i più grandi e importanti brand della cosmetica mondiale».

Mediamente all’anno le aziende del Polo investono circa il 15% del fatturato per l’innovazione di prodotti, nella ricerca e nella qualificazione di servizio. Le principali produzioni sono: ombretti, emulsioni, mascara, fondotinta, cipria e terre, polveri, rossetti, smalti e matite per il viso, occhi e labbra.

Ma non senza difficoltà. «In un contesto in cui la concorrenza si fa progressivamente più pressante, in cui molti imprenditori si chiedono come portare nuovi clienti verso la propria attività e dove le tendenze dei consumatori sono in continua evoluzione - aggiunge Moretti -, è necessario raggiungere risultati ambiziosi nell’efficienza produttiva come formare elementi distintivi e di unicità di prodotti e servizi».

E le aziende del Polo non sono rimaste a guardare. «Proprio in questi anni di crisi, il settore ha saputo reagire con fermezza, rapidità e agilità - dice il presidente -, mantenendo e incrementando i piani di investimento, in diversi ambiti: prima di tutto puntando all’innovazione tecnologica, per migliorare la competitività; in secondo luogo studiando nuove formulazioni e prodotti e infine investendo in maggiore pressione commerciale, alla ricerca costante e attenta di nuovi mercati e clienti».

E continua: «I gusti e le tendenze dei consumatori, che esprimono esigenze sempre più differenziate e mutevoli nel tempo, fanno da sfondo a un panorama che tende a modificarsi di continuo e fanno sì che le imprese si trovino di fronte a una situazione di crescente complessità. Perciò è sempre più necessario prevedere e anticipare le richieste del mercato».

C’è poi una particolare attenzione alla localizzazione del prodotto, ovvero allo sviluppo di prodotti che, per colorazioni e texture, si adattino ai gusti e alle necessità di popolazioni differenti: «le aziende del Polo - conclude Moretti - hanno saputo utilizzare questa tendenza come leva per aprirsi nuovi sbocchi di mercato».

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