New York

Il Ponte di Waterloo di Monet all’asta da Christie’s

L’opera offerta per 35 milioni di dollari l'11 maggio, potrebbe segnare un nuovo record mondiale. La società cambia la periodizzazione degli incanti

di Silvia Anna Barrilà

3' di lettura

Va all'asta uno dei più celebri dipinti della serie “Il ponte di Waterloo”, realizzati tra il 1899 e il 1904 a Londra dal pittore impressionista francese Claude Monet (1840-1926). Sarà offerto da Christie's a New York l'11 maggio con una stima di partenza su richiesta che, comunque, si aggirerà intorno ai 35 milioni di dollari. Secondo alcuni, potrebbe segnare un nuovo record mondiale per Monet; attualmente i prezzi più alti pagati per l'artista francese sono per due dipinti della serie dei Covoni di fieno, venduti nel 2019 per 110,8 milioni di dollari e nel 2016 per 81,5 milioni di dollari, seguiti da quadri di Ninfee venduti nel 2018 per 85,7 milioni di dollari e nel 2008 per 80,5 milioni.
Questo raro e importante quadro, spiega Christie's in un comunicato, è “un ottimo esempio della celebre serie di Monet, uno squisito esempio della sua capacità di catturare gli effetti effimeri e intangibili della luce sul fiume Tamigi. Con queste opere fondamentali Monet ha effettivamente aperto la strada alla traiettoria dell'arte del XX secolo”.

Martin Kippenberger, Martin, ab in die Ecke und schäm Dich (Martin, Into the Corner, You Should Be Ashamed of Yourself) , (1989). legno, metallo, polistirolo, gommapiuma e abbigliamento. 175 x 66 x 40 cm (69 x 26 x 15 pollici). Stima: $ 10.000.000-15.000.000. Offerto

L'opera esprime l'entusiasmo di Monet per la città inglese: “Adoro Londra, è una moltitudine, un insieme ed è così semplice – dichiarò una volta al famoso mercante d'arte René Gimpel –, Quello che mi piace di più a Londra è la nebbia ... Amo così tanto Londra!” Iniziata a Londra nel 1899, questa serie rimane uno dei più grandi successi dell'artista, poiché ha trasformato la città e i suoi famosi cieli pieni di nebbia in visioni eteree e senza tempo della città moderna. «Waterloo Bridge, effet de brouillard» è stato uno dei primi dipinti londinesi ad entrare in una collezione americana quando fu acquisito all'inizio del 1905 dalla pioniera poeta vincitrice del Premio Pulitzer, Amy Lowell. L’opera rimase per discendenza alla famiglia Lowell fino al 1978, ed è stato incluso nella retrospettiva dei capolavori di Claude Monet del Boston Museum of Fine Arts tenutasi in America l'anno dopo la morte dell'artista nel 1927.

Loading...

Andy Warhol, Nine Multicolored Marilyns (Reversal Series) (1979-1986). Acrilico e inchiostro serigrafico su tela. 50 x 40 pollici (127 x 101,6 cm). Stima: $ 6.500.000-8.500.000. Offerto

Si cambia la storicizzazione delle aste

Per affermare la modernità di Monet e dei suoi contemporanei, Christie's ha deciso di cambiare la periodizzazione delle aste. Con l'asta newyorchese di maggio, infatti, la casa d'aste abbandona la vecchia definizione di “Arte impressionista e moderna” e “Arte del Dopoguerra e contemporanea”: d'ora in poi si parlerà di “Arte del XX secolo” (1880-1980) e “Arte del XXI secolo” per sottolineare la continuità e l'influenza degli artisti del Novecento su quelli attuali.

Waterloo Bridge e il Tamigi, guardando a est dal Savoy Hotel verso la città e la Cattedrale di St Paul. Foto: Heritage Images, Hulton Archive / Getty Images

Moderno e contemporaneo

Nella stessa asta, accanto a Monet, ci sarà “Nine Multicolored Marilyns (Reversal Series)” di Andy Warhol, stimato intorno ai 7 milioni di dollari. Dipinta verso la fine della vita di Warhol, questa grande tela rappresenta un ritorno al soggetto che Warhol iniziò a dipingere per la prima volta nel 1962. La sua iconica «Gold Marilyn Monroe», ora nella collezione del Museum of Modern Art di New York, rimane una dei dipinti più iconici del XX secolo.

Jordan Casteel, Jiréh (2013). Olio su tela. 72 x 52 pollici (182,9 x 132,1 cm). Stima: $ 350.000-550.000. Offerto nella vendita serale del 21 ° secolo la settimana del 10 maggio 2021 da Christie's a New York

Nell'asta del XXI secolo, ci sarà una scultura importante dell'artista provocatore tedesco Martin Kippenberger, che rappresenta l'artista in punizione in un angolo, “Martin, ab in die Ecke und schäm Dich (Martin, Into the Corner, You Should Be Ashamed of Yourself)”, del 1989, stimata 10-15 milioni di dollari. È il primo esemplare di un'edizione di sei, di cui tre sono in collezioni museali; è stata realizzata in reazione ad un articolo negativo del critico d'arte Wolfgang Max Faust e rappresenta la quintessenza della ribellione dell'artista nei confronti del mondo dell'arte e della tradizione dell'autoritratto.

Amy Lowell (1874-1925) nel giardino della casa di famiglia Lowell, soprannominata “Sevenels”, a Brookline, Massachusetts, nel 1924. Foto: Fornita dall'Università di Harvard

Sempre nella stessa asta ci sarà un'opera del 2013 di Jordan Casteel, da poco entrata nella scuderia del gallerista milanese Massimo De Carlo, “Jiréh”, stimata 350-550.000 dollari. Si tratta del primo dei suoi grandi ritratti di nudo maschile di colore, nel quale l'artista utilizza una tavolozza di colori ricchi di tonalità per sfidare la nostra comprensione della natura della blackness. Già da questi accostamenti di opere si nota come la nuova periodizzazione cambi le carte in gioco nelle aste a favore di una visione più contemporanea. Certamente si deve anche al fatto che le case d'aste soffrono il calo delle consegne di opere importanti per via de Covid, per cui applicano nuove strategie

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti