l’ex procuratore di milano

Torna il «pool» Mani Pulite alla camera ardente di Borrelli. Colombo: corruzione non è finita

di Raffaella Calandra


Giustizia in lutto, morto Francesco Saverio Borrelli

3' di lettura

Torna chi faceva parte del pool Mani Pulite e chi, allora, scendeva in piazza per loro. Torna ad indossare la toga per qualche minuto Antonio Di Pietro, come Gherardo Colombo. E intorno al picchetto d’onore intorno al feretro di Francesco Saverio Borrelli, storico capo della Procura di Milano negli anni di Tangentopoli, morto sabato 20 luglio, si ritrovano insieme ai colleghi di allora, Francesco Greco, Piercamillo Davigo, Paolo Ielo e molti altri.

Per tutta la mattina, in tanti arrivano alla camera ardente al Palazzo di Giustizia di Milano, per portare un tributo, tra memorie di quella stagione e riflessioni sull'attualità.

Il pool - «Una stagione in cui il sostegno dell’opinione pubblica durò però solo finché si arrestavano i big», avverte Colombo, che ricorda come Tangentopoli «non ha cambiato niente dell’Italia, la corruzione è rimasta anche se in forme diverse». Non nasconde le lacrime Di Pietro, che si inginocchia davanti alla bara; confessa il suo dolore Paolo Ielo, resta a bocca serrata Davigo.

Antonio Di Pietro inginocchiato davanti alla salma di Francesco Saverio Borrelli. ANSA

Bonafede - In quegli anni '90, quando sotto i colpi di Mani Pulite crollò la Prima Repubblica, Borrelli – a detta del Guardasigilli, Alfonso Bonafede - è stato «esempio determinante per la lotta alla corruzione, in difesa della democrazia». Un esempio, per il ministro della Giustizia, importante soprattutto per le nuove generazioni. Ora che l’intera categoria è scossa da profondi scandali e la fiducia è crollata ai minimi.

Torna il «pool» Mani Pulite alla camera ardente di Borrelli

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Csm - «Ma la magistratura resta un cardine del sistema democratico, ci sono riforme in corso, qualcosa – ammette il vicepresidente del Csm, David Ermini - va cambiato nel modo di approcciarsi al lavoro anche al consiglio». Ai cittadini, però, manda messaggi di rassicurazione. Cittadini, come due anziani che entrano alla camera ardente con il tricolore dell'Anpi in torno al collo, perché «negli anni '90 eravamo orgogliosi di Borrelli e del suo pool e venivamo in bicicletta da fuori Milano, per scandirlo in piazza», commentano ora. Una signora urla “grazie”, mentre la salma esce dal Palazzo, accompagnata da un lungo applauso di magistrati e avvocati, schierati con la toga addosso e gli occhi lucidi lungo tutto lo scalone del Palazzo del Piacentini.

Magistrati applaudono quando il feretro di Francesco Saverio Borrelli viene portato fuori dal Palazzo di Giustizia dopo la chiusura della camera ardente, Milano, 22 Luglio 2019. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Anm – Insieme al loro «direttore d'orchestra», al loro «capo» e all'«amico», come ricorda lo storico cancelliere Franco Santoro, ora tutti salutano anche un pezzo della storia recente del nostro Paese. Con la consapevolezza anche «dell'attualità di quel suo triplice resistere, invocato alla sua ultima inaugurazione dell’anno giudiziario nel 2002: sempre valido, difronte alla decadenza e al progressivo sgretolarsi di valori fondamentali», ricorda l’attuale presidente dell'Anm, Luca Poniz. Parole pesate, in un momento difficile per la categoria, con alti rappresentanti indagati per corruzione. Ma la stessa «corruzione di quei magistrati è perseguita da altri magistrati», ricorda.

La città – Davanti al feretro, arrivano anche il ministro Alberto Bonisoli, l'ex premier Mario Monti, il presidente emerito della Consulta, Valerio Onida, l'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia con la moglie Cinzia Sasso, e a lungo resta in raccoglimento l’attuale primo cittadino, Beppe Sala, che con la fascia addosso ricorda «l’abitudine a una corrispondenza epistolare scritta con Borrelli», di cui vuole ricordare «professionalità, equilibrio, stile e cultura, valori oggi poco frequentati», commenta prima di criticare una «politica che vuole tirare tutti dalla propria parte».

I funerali – Nella Chiesa di Santa Croce, in via Sidoli, nel quartiere dove abitava, i funerali.

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