INFRASTRUtTURE

Il porto di Trieste ai cinesi, sbocco per il made in Italy a Est

L’accordo con Pechino: punti franchi doganali e collegamenti ferroviari (25mila treni) in cambio di piattaforme logistiche per la vendita dei prodotti italiani nel Paese del Dragone

di Raoul de Forcade


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La scommessa di Trieste. L'accordo con i cinesi di Cccc per spingere il Made in Italy

5' di lettura

Il porto di Trieste punta a sviluppare piattaforme logistico-industriali in Cina per l’import dei prodotti italiani nel Paese del dragone. È su questo punto che si sta concentrando, in modo particolare, l’attenzione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale, nel quadro dell’accordo firmato a marzo con China communications construction company (Cccc), all’interno della più vasta intesa siglata tra lo Stato italiano e il presidente cinese Xi Jinping. Ma la spinta sulla Cina è solo un aspetto della corsa del porto giuliano verso l’internazionalizzazione, che si esplicita soprattutto attraverso l’offerta di punti franchi doganali e lo sviluppo di collegamenti ferroviari, con l’obiettivo di raggiungere, nel tempo, il traguardo di 25mila treni movimentati l’anno (oggi lo scalo è appena sotto gli 11mila).

«Il futuro del porto non è il porto stesso – afferma provocatoriamente Zeno D'Agostino, presidente dell’Adsp di Trieste e Monfalcone - ma quello che riusciamo a sviluppare fuori. I porti sono destinati a essere grandi complessi automatizzati in cui ci sarà poco di umano; noi invece abbiamo bisogno di valore e occupazione. Quindi il nostro vero obiettivo è l’operazione, che stiamo mettendo in piedi, di sviluppo della zone industriali, dei punti franchi e degli interporti».

Per quanto riguarda l’Oriente, è sempre in ballo l’interesse di China merchants port per la Piattaforma logistica di Trieste (Ptl), in fase terminale di realizzazione e che si è recentemente fusa con lo Scalo legnami, arrivando così a una dotazione maggiore di spazi. «Lì – dice D’Agostino – c’è una trattativa in corso da molto tempo coi cinesi. Al momento però non è stato ufficializzato nulla. Credo che i cinesi vogliano vedere, al pari di altri che sarebbero interessati a investire, il terminal finito e una regolarizzazione della situazione concessoria. Oggi ci sono due concessioni, una per Plt e una per lo Scalo legnami. Ma penso che a breve il concessionario (gruppo Parisi, Icop e Interporto Bologna, ndr) presenterà un piano di investimenti unitario».

Sul fronte del già attivo accordo con Cccc, invece, spiega il presidente dell’Adsp, «due mesi fa sono stato in Cina. E, al contrario di quanto si aspettano un po’ tutti, quel che sta correndo, che sta andando abbastanza bene, è la nostra idea di sviluppo di piattaforme logistiche in Cina. L’accordo con i cinesi, come abbiamo sempre detto, è un accordo di reciprocità totale. La nostra idea è di sviluppare, come porto di Trieste, piattaforme logistico-industriali per l’import di prodotti italiani in Cina. Se i cinesi dicono di voler fare una cosa, vogliono fare proprio quella. E quando sono venuti qui hanno detto che intendono aumentare le esportazioni italiane in Cina».

I punti dell’accordo firmato con Cccc a marzo erano tre: il primo riguarda il progetto Trihub, inserito nella China connectivity platform, che comprende investimenti sul sistema delle infrastrutture ferroviarie a Trieste, Villa Opicina, Monfalcone e Cervignano; il secondo attiene alla costruzione in Slovacchia, da parte di Cccc, di un mega impianto logistico-ferroviario al quale vuole partecipare anche l’Adsp triestina; terzo punto, dice D’agostino, «è proprio aiutare l’esportazione dei prodotti italiani in Cina, costruendo una logistica internazionale tra Cina e Italia, con un ruolo importante del porto di Trieste, e che prevede sviluppi importanti in Cina. Al momento si sta sviluppando maggiormente quanto abbiamo scritto nell’accordo con Cccc, con una velocità del terzo punto che non è paragonabile a quella degli altri, che non l’arrivo dei cinesi sulle banchine di Trieste».

I NUMERI

Periodo gennaio/marzo - (*) Esprimendo in Teu equivalenti anche il traffico di semirimorchi e casse mobili movimentati su navi RO-RO, e sommandolo al traffico marittimo containerizzato (Teu) si ottengono i Teu totali

I NUMERI

Se gli accordi con la Cina si stanno concretizzando, altre intese sono già operative. Come lo sbarco del Governo ungherese sulle aree portuali dell’ex raffineria Aquila, con il contratto firmato il 5 luglio scorso, che consente agli ungheresi di investire (circa 100 milioni) sulla realizzazione di un terminal multipurpose in uno spazio di 32 ettari sul mare. «Gia oggi – afferma D’Agostino – il porto di Trieste conta 28 treni a settimana con Budapest. Gli ungheresi avevano bisogno di aree logistiche sul mare dove gestire loro le merci in import ed export. E quelle di cui hanno acquistato la concessione, dai privati Teseco e Seastock, fanno al caso loro. Lì avranno dei magazzini in porto franco, perché quella zona è punto franco doganale dal 2017. Inoltre avranno banchine per l'attracco di navi con pescaggio fino a 13 metri e un terminal ferroviario interno».

D’Agostino ricorda anche che l’Adsp ha ideato un piano di sviluppo delle ferrovie del porto. «Nello scalo – chiarisce - ci sono binari di proprietà di Rfi, altri dell’Adsp e altri ancora del consorzio Coselag, controllato dall'Autorità di sistema portuale. Per quelli dell’Authority e del consorzio abbiamo già sul tavolo un mutuo Bei da circa 50 milioni che consente di procedere al riassetto dei binari. Se poi mettiamo insieme quello che Rfi ha già destinato alle ferrovie dello scalo, arriviamo a circa 200 milioni di investimenti. Con queste somme e quelle investite sui terminal apriremo la strada a una nuova generazione di treni, da 750 metri (oggi sono da 550, ndr) che potranno trasportare il 40% di merci in più. E se è vero che il traffico di navi ro-ro dalla Turchia ha perso il 30% a causa della crisi economica turca, con ricadute anche sul trasporto ferroviario, l’aumento del traffico container va a coprire quella flessione. L’anno scorso abbiamo movimentato 9.750 treni; stavamo puntando sugli 11mila quest’anno e forse non riusciremo a raggiungerli. Ma tutti gli investimenti previsti, compresi quelli sui terminal, porteranno a una capacità del sistema complessivo del porto pari a 25mila treni». Del resto, spiega, «siamo l’unica Adsp ad avere un direzione ferroviaria, che macina progetti tutti i giorni, nonché un’impresa ferroviaria, Adriafer, che, oltre alle manovre, gestisce treni shuttle che si muovono sui nuovi soggetti del sistema portuale: interporto Fernetti, Cervignano, Villa Opicini, Monfalcone».

Secondo D’Agostino «si parla sempre di infrastrutture. Ma io penso - aggiunge - che il vero elemento che ha caratterizzato il lavoro di Trieste sia l’organizzazione, ferroviaria; un elemento su cui abbiamo investito molto. È costosa, perché per averla occorrono persone in più che lavorano; però la ferrovia è il vero motore delle dinamiche si vedono sulle banchine».

Sempre su tema del trasporto su rotaia, recentemente il porto di Trieste ha presentato un nuovo servizio ferroviario con l’hub di Norimberga, attivo da fine luglio con una frequenza bisettimanale, destinata a essere incrementata entro la fine del 2019.

Inoltre l’Authority e il gruppo Kombiverkehr hanno siglato un memorandum con l’obiettivo di promuovere un corridoio intermodale tra il porto di Trieste e il terminal di Neuss Trimodal, collocato sul Reno, vicino a Düsseldorf, e gestito, appunto, da Kombiverkehr.

Un altro memorandum è stato sottoscritto, inoltre, per consolidare gli scambi tra il porto di Trieste e il polo logistico lussemburghese di Bettembourg, una delle più grandi piattaforme ferroviarie europee.

«Stiamo costruendo – conclude D’Agostino - un rapporto di integrazione, anche tecnologica, con Bettembourg che è il terminal intermodale del Lussemburgo col quale movimentiamo 12 coppie di treni a settimana. Stiamo lavorando per integrare i nostri sistemi informativi con quelli di Bettembourg e la stessa cosa la si sta costruendo con Zeebrugge, con cui ancora non abbiamo un treno ma contiamo di farlo partire a breve».

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