la nomina in un cdm lampo

Il prefetto Guido Longo nuovo commissario alla Sanità della Calabria. Conte: «Uomo delle istituzioni a difesa della legalità»

Il nome è giunto sul tavolo del Consiglio dei ministri dopo l’ultima bocciatura di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, che aveva chiesto superpoteri al governo

di Donata Marrazzo

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Il nome è giunto sul tavolo del Consiglio dei ministri dopo l’ultima bocciatura di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, che aveva chiesto superpoteri al governo


3' di lettura

Un Consiglio dei ministri convocato in fretta e in furia per nominare, dopo 20 giorni di flop, il commissario ad acta al piano il rientro della Sanità calabrese. Per superare veti incrociati e trovare la quadra con l’affidamento definitivo dell’incarico a Guido Longo, prefetto di Vibo Valentia, ex questore di Palermo, è stato invocato, a più voci, anche l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Così, dopo imbarazzanti tentennamenti, rinunce, rinvii, si chiude una partita che ha mostrato tutta la fragilità politica del Governo.

Conte: «Longo è uomo delle istituzioni, a difesa della legalità

«Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità», ha scritto su Twitter il premier Giuseppe Conte. Longo, dirigente generale di polizia, era stato nominato nel 2017 prefetto di Vibo Valentia, dopo aver lavorato per dieci anni nella questura di Reggio alla squadra mobile. In Campania sferra un colpo al clan dei Casalesi con l’arresto dei super latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria.

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Longo da sempre si misura con le infiltrazioni della criminalità nei comuni

Tocca a Longo adesso, che da sempre si misura con le infiltrazioni della criminalità nei comuni sciolti per mafia, sbrogliare la matassa della sanità in Calabria. Prima di lui sono stati bruciati in sei, nonostante alcuni avessero manifestato gradimento e disponibilità. L'ultimo a essere cancellato dalla lista quando sembrava ormai cosa fatta è stato Agostino Miozzo, coordinatore del Cts per l'emergenza Covid. Lo hanno scaricato a un passo dalla nomina per aver preteso troppo in termini di “superpoteri”. Un ennesimo buco nell'acqua che ha aggravato l'impasse del Governo: dal 7 novembre, ovvero dal giorno delle dimissioni dell'ex generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli, alla guida della sanità in Calabria dal 2018, nominare il commissario ad acta è stata un'impresa. Anche una farsa.

Respinti Mostarda e Varratta

Stessa sorte per Narciso Mostarda, direttore della Asl Roma 6. Neuropsichiatra infantile, con una specializzazione in management sanitario, 58 anni, è stato dirigente psichiatra alla Asl Rm/C e alla Asl di Frosinone. Nel 2009 è stato assessore del Pd nel comune ciociaro. Respinto. Come il prefetto Luigi Varratta che si era detto disponibile a ricoprire il ruolo di commissario alla sanità in Calabria. Varratta, nominato prefetto il 1° settembre 2008, ha svolto le proprie funzioni a Crotone, dal 30 dicembre 2009 è stato prefetto di Reggio Calabria, per poi andare a Firenze dal 2 aprile 2012. Dal 29 giugno 2015 svolge le funzioni di capo del Dipartimento per le politiche del personale dell'Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del Viminale. Veti e divergenze lo hanno bloccato.

Gaudio si è tirato indietro da solo

Eugenio Gaudio si è tirato indietro da solo: appena nominato ha rinunciato per motivi di «natura familiare». L' ex rettore de La Sapienza ha dichiarato: «Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare». Sui social è partito il tormentone. Fra i papabili, almeno nelle intenzioni del ministro della Sanità Roberto Speranza, c'era anche Gino Strada, che però non ha voluto incarichi di Governo. In ogni caso non ha mai ricevuto proposte ufficiali. Con Giuseppe Zuccatelli eravamo agli albori della vicenda: passando da una gaffe all'altra, è stato silurato in meno di una settimana. In un video diventato virale il manager sosteneva, tra l'altro, che «le mascherine non servono a un ca...o». Così si è dimesso, su richiesta del ministro Speranza. E ha mollato anche l'incarico di commissario delle aziende ospedaliere di Catanzaro.

Il caso Cotticelli

Ma a creare il caso è stato l'ex generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli: nel corso di un'intervista televisiva alla trasmissione TitoloV, aveva dichiarato di non sapere che fosse sua la responsabilità di redigere il piano Covid (che pure esisteva e portava la sua firma) in una regione in zona rossa.

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