la strategia del governo

Il premier Conte: i verbali del Cts? Nulla da nascondere. Messo in sicurezza il Sud e l’intero Paese, penso al Ponte sullo Stretto

Da Ceglie Messapica il presidente del Consiglio traccia un bilancio della gestione dell’emergenza. «Se Italia è modello, è merito di tutti gli italiani, abbiamo agito con ponderazione e responsabilità»

La conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Da Ceglie Messapica il presidente del Consiglio traccia un bilancio della gestione dell’emergenza. «Se Italia è modello, è merito di tutti gli italiani, abbiamo agito con ponderazione e responsabilità»


5' di lettura

Dai verbali del Cts al lockdown, dal Recovery Plan al Ponte sullo Stretto (che potrebbe diventare anche un tunnel sottomarino), dai migranti al possibile “partito del premier”. Il presidenter del consiglio Giuseppe Conte ha parlato a 360° dal palco di Ceglie Messapica, in Puglia, domenica sera.

«Io il bilancio lo farò alla fine. Ma nelle ultime settimane il bilancio lo stanno facendo tanti quotidiani internazionali e mi sembra sia positivo. Ed è motivo di grande orgoglio. E se questo bilancio è positivo è merito di tutti voi. Il rispetto delle regole ci è costato molto ma se possiamo essere additati come modello per altri Paesi questo è un grande obiettivo». È partito da un bilancio dell’emergenza coronavirus Conte intervistato dal direttore del quotidiano online Affaritaliani.it. Angelo Maria Perrino per la terza edizione de “La Piazza”, la kermesse politica organizzata dalla testata web.

Il presidente del Consiglio, già intervenuto nella città del brindisino nelle precedenti edizioni del 2018 e del 2019, approfitta così del palco della cittadina pugliese per tornare sulla gestione della crisi pandemica da parte dell’esecutivo, ma annuncia anche che voterà a favore del taglio dei parlamentari al prossimo referendum.

Decisioni prese con grande ponderazione e responsabilità

Il cuore del suo intervento è come detto la gestione della crisi pandemica. «Abbiamo compiuto uno sforzo veramente significato per le analisi di sierovalenza e anche qui stiamo fornendo all’estero tantissime informazioni che potranno essere condivise dalla comunità scientifica internazionale». Fin qui, ha proseguito il premier, «abbiamo preso delle decisioni, anche i famosi Dpcm a monte avevano dei decreti legge e li abbiamo assunti sempre avendo alla base le valutazioni di tutti gli esperti, con grande condivisione di tutti i ministri e dei rappresentanti degli enti locali. Le decisioni le abbiamo sempre prese con grande ponderazione e responsabilità».

«Il lockdown ha sempre consentito lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali e tramite un meccanismo derogatorio ben dosato di preservare attività funzionali a quelle più rilevanti sul piano nazionale». Conte torna quindi sul verbale del Cts del 7 marzo finito al centro delle polemiche negli ultimi giorni. «Vorrei ricordare che dopo il verbale del giorno 7 del Cts, quando il Cts si è convinto che ci voleva una misura più radicale per Alzano e Nembro è successo un fatto nuovo, che molti si sono recati da Nord a Sud. A quel punto abbiamo ritenuto fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese. E di questo sono orgoglioso

Nel Recovery Plan anche misure per migliorare la sanità

Il premier ha quindi ricordato le misure messe in pista anche nell’ultimo decreto di Agosto per sostenere il sistema sanitario, a cominciare dai nuovi fondi per tagliare le liste d’attesa. Quanto al nodo dell’edilizia sanitaria, Conte ha spiegato che «dobbiamo completare alcuni ospedali, dobbiamo migliorare l'efficienza di alcune strutture. Ma molti di questi progetti rientreranno anche nel piano di rilancio. Il Mes? No, frattanto abbiamo chiesto il fondo Sure, che sono 28,5 miliardi». I medici, ha quindi aggiunto, «sono stati una grande risorsa per il paese, insieme al personale infermieristico e sanitario, dobbiamo molto a loro».

Verbali mai secretati, pubblicheremo tutto

Conte ha poi rivendicato le decisioni assunte dalla politica nel corso dell’emergenza. «Ho sempre detto che avremmo lavorato fianco a fianco con gli scienziati ma mai che avremmo ceduto delle responsabilità, c'è un compito della politica. Non ho mai detto che avremmo seguito alla lettera le loro valutazioni». Quanto ai verbali, il premier ha assicurato «che quando c'è un processo decisionale così delicato io rivendico che quei verbali restino riservati. Ma non significa secretati, non ho mai posto un segreto di Stato. E vi annuncio che sono il primo che consentirà la pubblicazione di tutto, non abbiamo nulla da nascondere». Non si è sbilanciato, invece, sul caso del governatore lombardo Attilio Fontana: «Sarà la magistratura a fare le sue valutazioni».

Il vaccino non deve essere obbligatorio

Poi, alla domanda se ci saranno rischi di un nuovo possibile ritorno del virus in autunno, Conte replica in modo molto netto. «Non abbiamo la palla di vetro per predire quello che succederà, non lo sanno nemmeno gli scienziati. Ma noi dobbiamo evitare di tornare in una situazione che risulta di difficile controllo e dobbiamo continuare a utilizzare la mascherina». Sui tempi del vaccino, poi, il premier aggiunge «che in Italia e in Europa è stato fatto molto» e «se mi dovessero confermare queste proiezioni ottimistiche c'è la possibilità di mettere il vaccino presto a disposizione di tutti e anche di altri Paesi Ue. Quanto presto? Mesi diciamo. Entro l'anno? Speriamo». Il vaccino, ha aggiunto, «non dovrà essere obbligatorio, ma deve essere messo a disposizione».

Per il Ponte sullo Stretto penso a miracolo dell’ingegneria

L’intervista vira quindi sul Recovery Plan Italiano. «Molte delle risorse saranno dedicate alle infrastrutture, cercheremo molto di migliorare il piano delle infrastrutture, ferroviario e viario», ha spiegato Conte che torna quindi sul nodo del Ponte sullo Stretto di Messina. «Non posso dire che faremo il Ponte, dobbiamo realizzare prima l’alta velocità fino a Reggio Calabria, ma dobbiamo porci il tema di questo collegamento. Sullo stretto dobbiamo pensare, quando si realizzeranno le condizioni, a un miracolo dell’ingegneria, dovrà essere una struttura leggera, che tuteli l’ambiente e, se nel caso, anche sottomarina».

Obiettivo del governo non è la banca pubblica

Quanto all’intervento dello Stato imprenditore nell’economia, Conte ha sottolineato che questa possibilità dovrà essere valutata soprattutto con riferimento ad asset strategici per il Paese. Mentre sull’ipotesi di una banca pubblica al servizio delle attività del governo. «L’obiettivo del governo non è la banca pubblica - ha precisato il premier -. Abbiamo fatto un intervento molto significativo in Mps e anche qui siamo intervenuti per mettere in sicurezza una banca importante per il tessuto economico pugliese». E, davanti alle accuse di un governo troppo meridionalista, il presidente del Consiglio parla «di sciocchezze». Per la prima volta con Dl agosto prevediamo questo sistema di decontribuzione del 30% per tutte le imprese che sono al Sud, è una misura di grande impatto ma non è una misura di vantaggio per il Sud. Faremo in modo che sia strutturale, ma man mano che il deficit di produttività si riequilibrerà noi andremo a diminuire questo vantaggio del Sud perché non sarebbe più giustificato. E se riparte il Sud riparte tutta l’Italia e non sarà più la zavorra del Paese».

Serve rete unica per la banda larga, non possiamo attendere

Il direttore di affariitaliani.it lo sollecita quindi sulle frizioni con la Cina sul 5G, ma la risposta di Conte è molto chiara. «Prima di valutare se dire no alla Cina sul 5G c'è il problema di portare la banda larga in tutto il Paese. Questo è uno dei dossier a cui mi sono dedicato con molta attenzione nelle ultime settimane e troverà spazio nel piano di rilancio. Siamo convinti che non abbia funzionato finora perché occorre una rete unica, vogliamo coinvolgere tutti gli operatori in un progetto unico e non possiamo più attendere. Confido che le trattative di queste settimane si traducano entro la fine di questo mese nella definizione molto chiara di questo percorso».

Migranti: Di Maio non è salviniano

L’intervista ha toccato anche il tema tornato di attualità dell’immigrazione. E Conte ha sottolineato che «dire che Di Maio sia “salviniano” sull'immigrazione significa fargli torto perché la sua posizione e quella del governo è molto più complessa, non si limita a dire “porti chiusi-porti aperti”. Stiamo collaborando con le autorità tunisine, dobbiamo prevenire le radici di questi flussi, contenerli. Io non posso chiedere il sacrificio agli italiani e tollerare che arrivano migranti positivi e vadano in giro liberamente». Lo dice il premier Giuseppe Conte.

Non voglio fare un partito politico

Sul fronte politico futuro il premier ha escluso la possibilità di un “partito del presidente”. «Il mio orizzonte è quello di fine legislatura. C'è un programma politico di riforma del Paese, quindi questo è il mio unico orizzonte temporale. Una volta ho dichiarato che non mi vedevo totalmente disinteressato alla politica. Si è voluto fraintendere: “Conte vuole fare un partito”, si diceva. Lo escludo, non voglio fare un partito. La politica si può fare in mille modi. Questo sì, non mi vedo un domani a non dare un contributo di idee al dibattito pubblico».

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