Il bilaterale

Draghi incontra il premier libico Dbeibah: «Sui migranti Italia fa sua parte, ma serve azione Ue»

Abdel Hamid Dbeibah è giunto nella capitale alla guida di una delegazione di sei ministri. Sulla gestione dei flussi migratori Draghi può contare sull’asse con Macron, sempre più preoccupato dalla instabilità del Sahel. Di Maio: imprese italiane protagoniste ricostruzione Libia

di Andrea Carli

Il premier Mario Draghi ha incontrato a Palazzo Chigi il suo omologo libico Abdel Hamid Dbeiba(Afp)

6' di lettura

Più stabilità in Libia, con un sostegno italiano al processo di transizione politica in vista dell’appuntamento elettorale del 24 dicembre. Stabilità che consenta al Paese del Nord Africa di lasciarsi alle spalle l’esperienza della guerra civile, e di creare le condizioni per una ricostruzione economica che coinvolga anche le aziende italiane.

Draghi, l’Italia è al fianco della Libia nella transizione

A meno di due mesi dalla visita del presidente del Consiglio italiano a Tripoli, nel pomeriggio Mario Draghi e il suo omologo libico Abdel Hamid Dbeibah, a capo di un esecutivo di transizione, sono tornati a vedersi per un faccia a faccia quasi tutto orientato sul rilancio della partnership economica e sul dossier migranti. «La collaborazione tra il governo del primo ministro Dbeibah e l’Italia continua a essere sempre più fertile e viva. L'attuazione completa dell'accordo sul cessate il fuoco, a partire dal ritiro di tutte le forze e i mercenari stranieri e dalla riapertura della strada costiera Sirte-Misurata; la riunificazione delle istituzioni politiche, economiche e di sicurezza e la realizzazione delle necessarie riforme socio-economiche; la tenuta delle elezioni di fine anno e lo sviluppo del processo di riconciliazione nazionale. L'Italia è determinata a continuare ad aiutare la Libia insieme ai partner internazionali», ha detto Draghi, in occasione della conferenza stampa al termine dell’incontro.

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Nostre società pronte a collaborare nelle rinnovabili

Sono due i dossier affrontati in occasione del bilaterale tra i due paesi. «L’Italia - ha spiegato il presidente del Consiglio italiano - si impegnerà nella costruzione di ospedali e nell’invio di personale sanitario. Il secondo tema, oltre a quello della collaborazione sanitaria, è stato quello di una collaborazione nell’ambito delle energie rinnovabili», con «le nostre società pronte a collaborare nelle rinnovabili», ha continuato Draghi. «Alla base di tutti i progetti» di cooperazione tra Italia e Libia, ha poi aggiunto, «c’è una necessità, quella di mettere in sicurezza coloro che dovranno mettere a terra questi progetti».

Dbeibah, vogliamo ricostruire la Libia meglio di prima, Italia partner migliore

Rispetto all’inizio di aprile, lo slancio del nuovo governo di unità nazionale guidato da Dbeibah ha subito un considerevole rallentamento tra nodi politici interni - come l’approvazione del bilancio, non ancora arrivata -, un certo attivismo dei gruppi armati e il rapporto, tutt’altro che risolto, con l’uomo forte della Cirenaica, Khalifa Haftar. Sul fronte migranti, invece, è massimo lo sforzo dell’Italia per far sì che il dossier divenga soprattutto europeo. «Ritengo sia un dovere morale ma anche un interesse della Libia assicurare il pieno rispetto dei diritti di rifugiati e migranti», ha sottolineato Draghi.

Per il libico è la prima visita ufficiale in Italia

Per Dbeibah è la prima visita ufficiale in Italia da quando ha assunto la carica di primo ministro. «L’Italia dista solo un’ora e dieci minuti da Tripoli», ha ricordato, intervenendo in mattinata al business forum tra Italia e Libia alla Farnesina. All’incontro ha partecipato il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio. Nell’occasione il premier libico ha ricordato che ora «occorre rilanciare tutti i settori della nostra economia», «vogliamo ricostruirla meglio di prima, l’Italia è il partner migliore. Faremo tutto il possibile perché i progetti che la Libia ha elaborato insieme all’Italia in questa visita di carattere economico per eccellenza possano «concretizzarsi, diventare realtà». Secondo il presidente della Camera di commercio italo-libica Gianfranco Damia si parla di 150 miliardi per le ricostruzione della Libia. Di questi almeno 30-40 potrebbero essere per le aziende italiane.

Migranti, Draghi: Italia fa sua parte ma serve azione Ue determinata e rapida

Economia, ma non solo, Dbeibah ha messo al contempo in evidenza l’«importante sostegno di Italia e Ue in lotta a migrazione illegale». «Il supporto che l’Italia fornisce in Ue sull’immigrazione - ha spiegato - è molto importante e lo abbiamo ribadito nei diversi incontri avuti al livello italiano ed europeo». «Abbiamo preso in esame il controllo delle frontiere libiche, anche meridionali, il contrasto al traffico di esseri umani, l'assistenza ai rifugiati, i corridoi umanitari, e lo sviluppo delle comunità rurali - ha spiegato Draghi -.
L'Italia intende continuare a finanziare i rimpatri volontari assistiti e le evacuazioni umanitarie dalla Libia. Ritengo sia interesse anche libico assicurare il pieno rispetto dei diritti di rifugiati e migranti. L'Italia - ha continuato il presidente del Consiglio italiano - continuerà a fare la sua parte in termini di risorse e capacità formative, ma serve un'azione dell'Ue determinata e rapida. Al Consiglio Europeo di giugno, su proposta italiana, la migrazione tornerà al centro dell'attenzione politica in tutte le sue dimensioni - interna ed esterna».

Il cambiamento di equilibri dalla rivoluzione del 2011 a oggi

Dal punto di vista economico c’è da recuperare il terreno perso. Ai tempo di Gheddafi e fino alla rivoluzione del 2011 la Libia rappresentava il quinto fornitore mondiale dell’Italia, mentre il nostro Paese si attestava al primo posto tra gli esportatori verso il Paese africano. L'Italia, inoltre, era il terzo investitore tra i Paesi europei, se si escludono gli investimenti petroliferi, ed il quinto a livello mondiale. La caduta di Gheddafi e la guerra civile hanno stravolto le dinamiche. Questa mattina Di Maio ha tuttavia ricordato che «anche nel 2020, a dispetto dell'emergenza pandemica, l'Italia è stata il primo cliente della Libia e il suo primo fornitore europeo. Il nostro interscambio ha superato i 2 miliardi e mezzo di euro e contiamo di riportarlo ai ben più alti livelli precedenti alla fase di instabilità politica. Ricordo che nel 2012 i nostri scambi commerciali hanno raggiunto la cifra record di 15 miliardi di euro». Si punta pertanto a creare le condizioni affinché il processo di ricostruzione, politica ed economica del paese, si consolidi. Roma punta a esercitare il ruolo di partner economico per la Libia. La visita a Roma di Dbeibah diventa dunque un tassello del percorso di rilancio del partenariato bilaterale che l'Italia e la Libia hanno intrapreso sin dai giorni immediatamente successivi alla formazione dell'autorità transitoria unificata.

La collaborazione nella gestione dei flussi migratori

Tre giorni fa il ministro degli Affari esteri italiano si è recato a Tripoli (per la nona volta) assieme al collega maltese e al commissario Ue per il Vicinato, Oliver Várhelyi. Il dossier migranti è giunto sul tavolo del bilaterale a Palazzo Chigi. I due Paesi sono accomunati dal problema dei flussi migratori. Per la Libia la priorità è proteggere i confini meridionali, quelli del Fezzan dove, negli ultimi mesi, l’Italia sta concentrando l’attenzione. La priorità è anche italiana ed europea, tant’è che Roma sta spingendo per un impegno anche finanziario di Bruxelles.

L’asse con Macron per la stabilizzazione del Sahel

Sul dossier gestione dei flussi migratori da qualche giorno Draghi può contare sull’asse con Emmanuel Macron, sempre più preoccupato dalla crescente instabilità del Sahel, all’origine della partenza di migliaia di profughi. Nei prossimi giorni il titolare della Farnesina si recherà in Niger, tra i Paesi che presentano le maggiori criticità nella regione. Lo stesso Dbeibah, conclusa la trasferta romana, raggiungerà Parigi.

Il Forum economico alla Farnesina

La delegazione libica giunta in Italia è nutrita: hanno accompagnato Dbeibah sei ministri libici, da quello dagli Esteri all’Interno, dai Trasporti all’Economia. Al Forum di questa mattina, oltre a Di Maio e alla delegazione di Tripoli, hanno partecipato le imprese italiane: Snam, Saipem, Terna, Ansaldo Energia, Fincantieri, PSC Group, Italtel, Leonardo, WeBuild, Gruppo Ospedaliero San Donato, Cnh Industrial, Eni. Sul piatto innanzitutto la riattivazione di alcuni macro-investimenti italiani in Libia, come la costruzione dell’Autostrada della pace inserita negli accordi siglati da Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi nel 2008. «Il rilancio della collaborazione - ha ricordato Draghi - passa anche attraverso l'effettivo avvio di alcuni progetti infrastrutturali. Penso in particolare alla realizzazione dell'autostrada costiera e al ripristino delle infrastrutture aeroportuali per la riattivazione dei collegamenti aerei, non appena gli standard di sicurezza saranno soddisfatti». Un altro dossier è quello dei debiti dello Stato libico nei confronti delle aziende italiane.

La partita con la Turchia

Centrale il tema energetico, con l’Italia che comincia a puntare con decisione sul Fezzan. Tentando, così di frenare l’influenza economica della Turchia in Tripolitania. La Turchia è intervenuta, con successo, per evitare che Haftar avesse la meglio sul governo riconosciuto dalla comunità internazionale di Tripoli. Una presenza quella turca che Roma spera di arginare ribadendo, al nuovo premier, il suo impegno alla stabilizzazione della Libia, e rafforzando la sua presenza. L’Italia punta, anche con la collaborazione degli Usa, di ribilanciare gli equilibri nel paese. Il 26 maggio il console Carlo Batori si è insediato nel consolato generale italiano di Bengasi. Peraltro l’Italia ha mantenuto aperta l’ambasciata a Tripoli anche nei giorni più difficili dello scontro tra Al-Serraj e Haftar. In occasione di una recente informativa alla Camera, Di Maio ha annunciato l’apertura di un consolato onorario a Sebha, nel Sud del Paese.

Di Maio, imprese italiane protagoniste ricostruzione Libia

«Le migliori forze produttive italiane - ha sottolineato Di Maio aprendo la plenaria del business forum alla Farnesina - vogliono essere protagoniste del rilancio del nostro partenariato industriale e del processo di ricostruzione del Paese, a partire dalle esigenze che i nostri amici libici considerano prioritarie». «Ho voluto fortemente - ha aggiunto - che la prima visita ufficiale del primo ministro Dabaiba in Italia fosse arricchita da un segmento economico di alto livello. Vogliamo che i nostri imprenditori possano costruire interazioni privilegiate con il governo di unità nazionale».

Verso la riunione del “formato Berlino”

L’Italia si muove in un contesto europeo. Il 23 giugno si terrà una riunione a livello ministri degli Esteri del cosiddetto “formato Berlino”, ovvero un seguito della conferenza di Berlino che si tenne nel gennaio del 2020 e che da allora è diventata il principale “canale” di negoziato politico fra le parti libiche e tutte le potenze regionali interessate alla Libia.

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