Nobel Prize 2020

Premio Nobel per la letteratura a Louise Glück

Va alla poetessa statunitense il premio per la sua “indimenticabile voce poetica che con austera bellezza sa rendere universale l’esistenza individuale”.

di Stefano Biolchini e Alberto Fraccacreta

Il Premio Nobel per la Letteratura va a Louise Gluck

Va alla poetessa statunitense il premio per la sua “indimenticabile voce poetica che con austera bellezza sa rendere universale l’esistenza individuale”.


2' di lettura

Va alla poetessa statunitense Louise Glück il premio Nobel per la Letteratura 2020 per la sua “indimenticabile voce poetica che con austera bellezza sa rendere universale l’esistenza individuale”.

Premio Pulitzer

Glück, che nel 1993 aveva già ricevuto il Premio Pulitzer per la poesia con Wild Iris (L'iris selvatico, traduzione di Massimo Bacigalupo, Giano Editore 2003).

Una notizia che lascia – come al solito – pubblico, esperti e bookmakers abbastanza sorpresi. Dopo la doppia nomina dell'anno scorso con Olga Tokarczuk e Peter Handke (quest'ultimo nell'occhio del ciclone per il suo passato politically scorrect), il difficile 2020 riserva un'ultima sorpresa: classe '43, newyorkese, docente a Yale, la Glück è nota per la sua rivisitazione del mito, in una sorta di progressiva discesa agli inferi, segnalata in particolare nella sua decima raccolta “Averno”, pubblicata negli Stati Uniti nel 2006 ed edita in Italia l'anno scorso (traduzione di Massimo Bacigalupo, postfazione di José Vicente Quirante Rives, Libreria Dante & Descartes, pp. 159, € 12). La catabasi e il ritorno alla luce, nelle vesti di Persefone, è anche un auspicio per questi tempi durissimi: «Non sei sola / diceva la poesia, / nel buio del tunnel».

Nata nel 1943 a New York,e vive a Cambridge, nel Massachusetts dove insegna inglese alla Yale University, New Haven, Connecticut. Ha debuttato nel 1968 con Firstborn ed è stata presto riconosciuta come uno dei poeti più importanti della letteratura contemporanea americana. E' già stata premiata con prestigiosi Premi tra cui il Pulitzer nel 1993 e il National Book Award nel 2014. Nel 2003 è stata insignita del titolo di poeta laureata.

L’infanzia e la vita familiare

E' autrice di dodici raccolte di poesia e di alcuni volumi di saggi sulla poesia, tutti caratterizzati dalla ricerca della chiarezza. Al centro delle sue opere, l'infanzia e la vita familiare, lo stretto rapporto con genitori e fratelli. Nelle sue poesie affronta le illusioni del sé. Gluck cerca l'universale, e in questo si ispira ai miti e ai motivi classici, presenti nella maggior parte delle sue opere. Le voci di Didone, Persefone ed Euridice - gli abbandonati, i puniti, i traditi - sono maschere di un sé in trasformazione, tanto personale quanto universalmente valido.

Tra le sue raccolte, che l'hanno fatta paragonare a Emily Dickinson, “Il trionfo di Achille” (1985) e “Ararat” (1990), “The wild Iris” (1992, uscito in Italia per Giani Editore con il titolo L'iris selvatico), “Averno”(2006, edito in Italia da Dante & Descartes).

Gluck è rimasta sorpresa e contenta quando di primissima mattina ha ricevuto la telefonata dell'annuncio del Nobel: lo ha detto Mats Malm dell'Accademia Svedese che ha chiamato la poetessa per farle sapere che aveva vinto. “Il messaggio è stato una sorpresa, ma una buona sorpresa, per quel che posso dire, perché per lei era veramente di mattina presto”.

“A volte il mondo fa la cosa giusta”, ha detto l'ex poeta laureato degli Stati Uniti e traduttore di Dante Robert Pinsky, alla notizia del Nobel per la letteratura a Louise Gluck: “E spero di non essere indiscreto, ma un suo nuovo superbo libro di poesie sta per arrivare presto”.

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