intervista

Il presidente romeno Iohannis: «Più rapporti d’affari con l’Italia»

di Gerardo Pelosi

Il presidente della Romania Klaus Werner Iohannis. (Ansa)

7' di lettura

ROMA – È ormai entrata in una fase matura ricca di nuove prospettive la collaborazione economico-commerciale tra Italia e Romania. Entro la fine dell'anno l'interscambio raggiungerà i 15 miliardi di euro. Roma e Bucarest stanno collaborando in settori come la robotica e Industria 4.0. Aziende italiane si candidano a realizzare progetti di infrastrutture in energia e trasporti con forte impatto sulla interconnettività regionale europea, nell'agroalimentare, nel turismo e nei servizi finanziari, mentre sono ormai 22mila le società di capitale romeno in Italia attive nei più diversi settori.

Sui rapporti bilaterali e sulle prospettive di una maggiore integrazione economica tra i due Paesi il presidente della Romania, Klaus Werner Iohannis, si confronterà da domani con i vertici del mondo politico, istituzionale e imprenditoriale italiano nel corso di una visita di Stato (la prima dopo 45 anni) che cade nell'anniversario dei 100 anni dalla nascita della Romania. Ma con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e con il premier Giuseppe Conte, Iohannis parlerà anche di politica come il presidente della Romania anticipa in quest'intervista a “Il Sole 24 Ore”.

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Le prossime elezioni europee segneranno un punto di svolta per il futuro stesso dell'Europa. I partiti populisti cercano il sorpasso rispetto alle formazioni più tradizionali sfruttando il fallimento delle politiche di austerità che avrebbero dovuto superare la crisi dell'Eurozona. Come si sta sviluppando il dibattito politico in Romania in vista di quell'appuntamento?
Tutti noi coinvolti nell'attività politica seguiamo le dinamiche e gli sviluppi nella politica europea. Anche le tendenze degli elettori hanno subito cambiamenti e i momenti critici sono sempre stati un'opportunità per analizzare le cause profonde. È importante essere consapevoli che questo momento di “crisi” può diventare un'opportunità storica per riflettere sul ruolo fondamentale dell'UE e per parlare di Europa in termini relativi all'oggettività storica e alle opportunità offerte dall'Unione ai suoi cittadini.

Come mostra l'Eurobarometro 2018, il 67% dei romeni sono ottimisti riguardo al futuro dell'UE. Sono fermamente convinto che la nostra prosperità dipende da come saremo in grado di contribuire, a lungo termine, a innalzare il tenore di vita di tutti i cittadini dell'Unione. Le sfide attuali, sia se si tratta di globalizzazione o di migrazione, ci impongono di essere solidali e di collaborare per aumentare la convergenza economica e la coesione sociale. La sicurezza e il benessere dei cittadini europei sono i nostri obiettivi comuni e solo attraverso l'unità e la solidarietà possiamo raggiungerli.

La Romania non fa parte del gruppo di Visegrad e quindi non condivide le politiche dei “muri”. Da anni il vostro Paese ha messo in campo politiche di integrazione per i migranti. Con quali risultati?
Come in ogni democrazia, anche nell'UE ci sono approcci diversi ma è importante rapportarci ai valori fondamentali dell'Unione nelle decisioni che prendiamo, facilitare il dialogo, la coesione e la conoscenza all'interno della nostra società e avere la capacità di offrire risposte e soluzioni ai problemi comuni. Il problema dell'immigrazione illegale si risolve sviluppando il dialogo con i Paesi di origine e di transito, attraverso il sostegno che diamo a questi Paesi per eliminare le cause che generano i flussi migratori (povertà, instabilità, conflitti, corruzione, cambiamenti climatici). È cruciale inoltre combattere il traffico di esseri umani attraverso operazioni di cooperazione delle forze di polizia e scoraggiare che le persone indifese diventino fonte di reddito per le reti criminali. Il numero di migranti che attualmente vivono in Romania è molto basso ma la Romania è un partner europeo responsabile nell'attività di FRONTEX. La Romania e l'Italia sono Stati di frontiera dell'Unione europea e abbiamo l'interesse a cooperare e a mettere in sicurezza i nostri confini.

Per quanto riguarda la situazione nel Mediterraneo, la Romania è stata solidale nel partecipare agli sforzi congiunti degli Stati membri per ridurre la pressione dell'immigrazione clandestina. Nel 2015 la Romania ha adottato una Strategia Nazionale sulla Migrazione per il 2015-2018, che fornisce i meccanismi per l'integrazione dei migranti arrivati nel nostro Paese. È prematuro trarre conclusioni su come è stata attuata questa strategia.

In Italia sono presenti oltre un milione di cittadini romeni molti dei quali perfettamente integrati. Le politiche restrittive del nuove Governo italiano rappresentano un rischio per una loro maggiore integrazione nella società italiana?
La comunità romena - quasi un milione e duecentomila persone - è la più importante comunità straniera in Italia. I cittadini romeni in Italia sono apprezzati per il loro contributo alla vita culturale ed economica dell'Italia, e i residenti romeni in Italia godono degli stessi diritti dei cittadini italiani, nella conduzione delle attività economiche. Sono lieto di notare un aumento dell'iniziativa imprenditoriale dei residenti romeni in Italia, in tutte le regioni e in settori diversificati. Negli ultimi anni è aumentata la presenza di società di capitale romene in Italia, raggiungendo oggi la cifra di 22.000.

Inoltre, un elemento che rende speciale la nostra relazione è il numero di famiglie miste. Pertanto, la continuazione della politica di integrazione, che le autorità italiane hanno finora attuato con successo, è l'opzione migliore.

In venti anni i rapporti economici bilaterali tra Italia e Romania si sono sviluppati un clima di grande collaborazione. Alla fine dell'anno passato il valore complessivo dell'interscambio tra i due Paesi ha superato i 14 miliardi di euro con un aumento del 7,6% rispetto all'anno precedente. Quali sono le prospettive delle relazioni economiche tra Roma e Bucarest?
L'Italia è il secondo partner commerciale della Romania, in un rapporto bilaterale equilibrato, caratterizzato anche da un aumento notevole degli investimenti stranieri in entrambe le direzioni. Prevediamo, per esempio, il superamento della soglia dei 15 miliardi di euro di scambi bilaterali quest'anno, un record degli ultimi dieci anni. Senza dubbio, uno sviluppo di questa portata è dovuto molto alla comunità di uomini d'affari provenienti dall' Italia, attivi in Romania e viceversa, la spina dorsale delle relazioni economiche tra i nostri Paesi. Considerando il valore e la diversità delle relazioni commerciali e di investimento, è evidente che abbiamo raggiunto un importante traguardo della maturità della nostra relazione, che riflette l'appartenenza comune al mercato unico europeo. L'interesse che vedo da parte degli imprenditori dei due Paesi per l'espansione delle attività commerciali e produttive mi rende fiducioso nello sviluppo ulteriore della nostra cooperazione economica. In futuro, vogliamo rafforzare le esportazioni romene nei settori tradizionali sul mercato italiano in settori come l'automotive, macchine e apparecchiature elettriche ed automazione, abbigliamento o mobili, aggiungendo l'ingrediente essenziale del mondo moderno, il settore digitale. In Romania, incoraggiamo l'interesse delle aziende italiane in settori come IT & C, bio-agro-alimentare, turismo o servizi finanziari.

Nei prossimi giorni ho intenzione di parlare agli imprenditori italiani e romeni su alcuni temi di riflessione che ritengo di vitale importanza per il futuro, legate alla politica industriale per l'Unione europea e al potenziale di cooperazione in settori quali la robotica e l'industria 4.0, il Mercato Unico dei dati digitali o l'intelligenza artificiale.

Grandi imprese italiane come Enel da anni sono presenti in Romania dove svolgono un ruolo importante per lo sviluppo stesso di un'imprenditoria locale. Quali politiche si stanno perseguendo per attirare nuovi investimenti dall'estero? Si discuterà anche di questo nel Business Forum organizzato da Confindustria martedì prossimo 16 ottobre?
I settori dell'energia e dell'infrastruttura offrono molte opportunità di collaborazione al di là delle opportunità di sviluppo delle attuali partnership. Le autorità romene hanno in corso o intendono avviare un numero significativo di progetti a livello di sviluppo di infrastrutture stradali ed energetiche.

Faccio riferimento qui ai progetti di infrastrutture, con un impatto sulla interconnettività regionale europea, in settori chiave come l'energia e i trasporti, adottati al più alto livello politico durante il Summit dell'Iniziativa dei Tre Mari, tenutosi a Bucarest a metà settembre. In tutte queste direzioni, esiste un reale potenziale di cooperazione con l'Italia in settori di interesse comune. Per quanto riguarda le opportunità di investimento e i vantaggi competitivi della Romania, questo è un argomento che intendo affrontare al Forum Economico Bilaterale Italia-Romania, al quale parteciperò il 16 ottobre a Roma, organizzato da Confindustria e dalla Camera di Commercio e Industria della Romania, con il supporto dell'Ambasciata di Romania in Italia. Al di là dei vantaggi offerti dal mercato interno e dell'accesso a una forza lavoro istruita, vale la pena menzionare qui le agevolazioni per gli investitori che scelgono le future fabbriche o i business centers situati nei 84 parchi industriali, scientifici o tecnologici in Romania.

Le piccole e medie imprese italiane continuano a guardare ad Est per le loro produzioni non solo alla ricerca di costi del lavoro più bassi ma anche di maggiore qualità e professionalità della manodopera. Si sta sviluppando anche nel vostro Paese un tessuto di piccole medie imprese che insieme a quelle italiane possono operare su mercati terzi?
Sappiamo che l'Italia gode di una forte tradizione imprenditoriale, esperienza che vogliamo condividere nel miglior modo, reciprocamente vantaggioso. Mi fa piacere parlare delle PMI, perché rappresentano una parte dell'economia che personalmente considero un settore chiave per la prosperità delle nostre società. Rimango e continuerò ad essere un sostenitore dell'imprenditorialità e dei valori dell'economia di libero mercato. La qualità del mondo imprenditoriale in Romania ha avuto un'evoluzione qualitativa costante, concretizzata in investimenti, posti di lavoro e aumento della prosperità. Come in Italia, le PMI della Romania si confrontano con le sfide del contesto economico, sia con riferimento alla necessità di migliorare l'accesso ai finanziamenti, alla forza lavoro altamente qualificata, che al bisogno di internalizzazione delle imprese. Tutto ciò è all'attenzione delle autorità romene, a beneficio del mondo imprenditoriale e della competitività della nostra economia.

Al di là delle opportunità disponibili per gli investitori stranieri in Romania, il mio invito e l'incoraggiamento delle autorità romene per gli imprenditori italiani è di non evitare le opportunità di partenariato con gli imprenditori romeni che si trovano qua, in Italia. Credo che l'expertise e il capitale umano impegnato in questo modo possono essere estremamente utili sia sul mercato europeo che su quello internazionale.

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