intervista

Il presidente del Tribunale di Catania: «Prudenza sulle attività online»

Francesco Mannino: «Soprattutto nel penale, bisogna valutare bene se ha senso fare un processo con la spada di Damocle di una possibile nullità»

di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei

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Francesco Mannino, presidente del Tribunale di Catania (Imagoeconomica)

Francesco Mannino: «Soprattutto nel penale, bisogna valutare bene se ha senso fare un processo con la spada di Damocle di una possibile nullità»


2' di lettura

«Sui videocollegamenti ho consigliato prudenza: se gli avvocati dovessero sollevare eccezioni fondate i magistrati dovranno valutare con attenzione se proseguire». Francesco Mannino, presidente da poco più di due anni del Tribunale di Catania ha disegnato un ripartenza divisa in due step: il primo fino al 30 giugno seguito da un secondo (fino al 31 luglio) in cui ampliamenti o riduzioni saranno valutati in base all’esperienza fatta.

La telematica non è un aiuto?
Certo. Ma, soprattutto nel penale, bisogna valutare bene se ha senso fare un processo con la spada di Damocle di una possibile nullità. E purtroppo i continui cambiamenti normativi non aiutano. Nelle linee guida ho chiarito che sono applicabili se compatibili con la legislazione vigente al momento del processo. E poi non va dimenticato il lavoro delle cancellerie che non diminuisce. Anzi.

Cosa riparte dal 12 maggio?
Nel civile ogni presidente di sezione ha stilato un elenco dettagliato dei procedimenti trattabili. Come udienze, dovremmo riuscire a svolgere il 25-30% dell’attività ordinaria (oltre a quella indifferibile proseguita anche nella precedente fase di sospensione).

Quante aule permettono il rispetto delle distanze?
La situazione immobiliare è drammatica. Nel civile, non vi sono aule per le udienze, che devono essere tenute nelle stanze dei giudici. Ora ho fissato un limite massimo ai processi e orari differenziati per evitare affollamenti negli atri e nei corridoi.

E nel penale?
Abbiamo 13 aule, ma 7 garantiscono le distanze e tre sono dotate di impianti di videoconferenza. In questa fase saranno trattati solo procedimenti urgenti e con un tetto massimo di sei imputati (ognuno può avere due difensori e con giudici e cancellieri e si arriva comunque a 23 persone).

Aumenterà l’arretrato?
«Stavamo seguendo un piano di smaltimento che si è bloccato. In autunno arriverà una marea di istanze, pratiche, iscrizioni a ruolo: avremo le macerie nei ruoli dei magistrati. Già a luglio dovremo cominciare a ragionare su come affrontare il problema».

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