intervista

Il presidente del Tribunale di Milano: «Cancellieri più presenti in ufficio»

Roberto Bianchi: «Durante la sospensione delle scorse settimane si sono accumulati lavoro e ritardi. Per recuperare occorre aumentare la presenza»

di Valentina Maglion e Bianca Lucia Mazzei

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Roberto Bichi, presidente del Tribunale di Milano (Imagoeconomica)

Roberto Bianchi: «Durante la sospensione delle scorse settimane si sono accumulati lavoro e ritardi. Per recuperare occorre aumentare la presenza»


2' di lettura

«Durante la sospensione delle scorse settimane si sono accumulati lavoro e ritardi. Per recuperare, occorre aumentare la presenza negli uffici del personale amministrativo che, da remoto, non può accedere ai registri». Per Roberto Bichi, presidente del Tribunale di Milano, che il 7 maggio ha licenziato le linee guida per la Fase 2, la ripresa dell’attività nelle cancellerie è uno dei primi nodi da sciogliere.

Il lavoro agile non ha funzionato?
Mancano gli strumenti. Da casa il personale amministrativo non può accedere ai registri del processo civile telematico. Inoltre, per quel che riguarda le udienze penali, il lavoro da remoto non è idoneo a supportare il lavoro del giudice. Per questo abbiamo avviato un programma con i rappresentanti del personale amministrativo per aumentarne la presenza del personale amministrativo in Tribunale.

Finora lo stop è stato totale?
No, anche se il Tribunale di Milano, oltre a essere investito dall’emergenza sanitaria, è stato colpito a fine marzo da un incendio che ha devastato gli uffici Gip. Nonostante le difficoltà, a marzo e aprile, oltre ai procedimenti urgenti, ne sono stati definiti 1.287 civili e 1.341 nella sezione immigrazione. Nello stesso periodo dello scorso anno erano stati, rispettivamente, 5.610 e 6.014. Nel penale, oltre direttissime e urgenze Gip, sono stati chiusi circa 300 procedimenti dibattimentali (3.350 lo scorso anno) e le sentenze Gip sono state 60 (640 nel 2019).

Dal 12 maggio come si riparte?
Non possiamo tornare ai ritmi pre-Covid con un flusso di 7.000 persone al giorno: non sarebbe possibile garantire il distanziamento. Le udienze civili si faranno con la trattazione scritta o da remoto, compatibilmente con il contributo del personale amministrativo. Nel penale, invece, è prevedibile che i difensori chiederanno di celebrare in presenza i processi che richiedono una dialettica. Da remoto proseguiranno le direttissime e le convalide di arresto, che non si sono mai fermate, e si aggiungeranno alcuni processi più semplici, come quelli che prevedono la messa alla prova o l’estinzione per particolare tenuità del fatto. Per gli altri i tempi si allungheranno: abbiamo solo un paio di aule grandi e sono superprenotate.

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