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Il prezzo Creval resta sopra l’offerta di Agricole, al via l’opa a Piazza Affari

Si accende la partita sul destino del Credito Valtellinese che continua a viaggiare sopra il prezzo offerto dai francesi. Per Akros «il mercato sembra ritenere che il corrispettivo non esprima una valutazione adeguata». Banca Imi: «M&A ha senso ma a queste condizioni adesione non vantaggiosa»

di Enrico Miele

Aggiornato il 30 marzo 2021, ore 15:25

3' di lettura

Si accende a Piazza Affari la partita sul destino del Credito Valtell che, nel giorno dell’avvio ufficiale dell’opa di Credit Agricole, viaggia largamente sopra il prezzo offerto dai francesi. Il titolo Creval, infatti, è in rialzo fin dalle prime battute con le azioni scambiate sui 12 euro l’una. Si tratta di un valore superiore di oltre il 14% rispetto al corrispettivo di 10,5 euro a cui è stata lanciata l’opa da parte di Credit Agricole Italia. Il rialzo della banca valtellinese arriva il giorno dopo la bocciatura da parte dei vertici del Creval dell’opa, ritenendo «il corrispettivo dell’offerta pari ad 10,5 euro per azione Creval (cum dividendo) non congruo da un punto di vista finanziario». Un giudizio che si basa sul lavoro compiuto dagli advisor finanziari BofA Securities e Mediobanca che ha identificato come intervallo di valore per le azioni Creval una “forchetta” che va un minimo di 12,95 euro fino a un massimo di 22,7 euro.

Per Akros «mercato ritiene corrispettivo non adeguato»

Un valore condiviso anche dagli analisti di Banca Akros che spiegano come il loro target price di 13 euro sia, appunto, «in linea con il minimo del range di valutazione dei consulenti finanziari di Creval». Da qui la decisione del broker di confermare il giudizio "accumulate", ricordando come i valori a cui si muove il titolo in Borsa siano superiori al prezzo dell’opa: «Il mercato - scrivono gli analisti - sembra ritenere che il corrispettivo dell'offerta non esprima una valutazione adeguata per Creval». Per Akros, in un’ottica di M&A con Credit Agricole, Creval invece possiede diversi «elementi distintivi» che dovrebbero «essere adeguatamente valutati e considerati» come la conversione delle Dta in crediti d’imposta che ammonterebbe, considerando entrambe le banche, a circa 321 milioni «e sarebbe ottenibile a breve termine». In più, calcola potenziali sinergie a regime per 95 milioni di euro, il buffer di capitale aggiuntivo e un avviamento negativo (badwill) di cui può beneficiare Credit Agricole pari a oltre un miliardo di euro.

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Opposto, invece, il giudizio di Equita che è consulente di Credit Agricole e scrive in un report: «Consigliamo di vendere le azioni, che continuano a trattare a un prezzo superiore al prezzo dell’opa. Passiamo quindi a “reduce” in quanto vediamo un downside risk significativo per il titolo qualora l’opa non si dovesse materializzare».

Per Imi «M&A ha senso ma adesione non vantaggiosa»

All’indomani della “bocciatura” da parte del cda Creval del prezzo dell’opa, arriva anche l’analisi di Banca Imi, la divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, che in un report aumenta il “fair value” su base stand alone della banca da 8,7 euro per azione a 12,0 euro «a seguito – si legge – della revisione delle stime e della riduzione del costo del capitale». In particolare, il giudizio si basa «sull'accelerazione del business del credito al consumo e una maggiore rivalutazione del Dta» mentre gli analisti mantengono «un approccio più prudente sugli accantonamenti per perdite su crediti nel 2021» rispetto alla guidance del management. «Il nostro fair valuesu base stand alone – sottolinea Imi – supera il prezzo d'offerta che, a nostro avviso, non tiene conto delle sinergie derivanti dall'integrazione tra Credit Agricole Italia e Creval» ma, aggiungono, «non possiamo escludere che Credit Agricole Italia possa aumentare il prezzo» per concludere con successo l’opa ed «eseguire un'integrazione con Creval che avrebbe senso industriale».

Da qui la conclusione degli analisti di Imi: «In queste condizioni, riteniamo che l'adesione all'offerta di Credit Agricole Italia non sia vantaggiosa e portiamo il nostro rating su Creval a hold con un target price a 12,0 euro» mentre prima l’Investment banking di Intesa aveva una valutazione tender shares.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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