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Il prezzo del gas torna a correre, Europa di nuovo calamita per il Gnl

di Sissi Bellomo


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2' di lettura

Anche il prezzo del gas è tornato a correre in Europa insieme ai permessi per le emissioni di CO2, mettendo a rischio la competitività del combustibile rispetto al più inquinante carbone per la generazione elettrica.

Su quello che di gran lunga è il principale hub nel Vecchio continente, il Ttf olandese, il gas si è spinto fino a 14 euro per Megawattora sul mercato del giorno prima, un record da due mesi, in aumento di oltre il 60% rispetto ai minimi decennali di fine giugno. Nella sola seduta di ieri al Psv italiano il contratto day-ahead ha registrato rialzi fino al 7%, toccando un picco di 15 €/MWh.

Il rally si accompagna a quello della CO2 – che sempre ieri ha aggiornato il record da 11 anni a 29,50 €/tonnellata – e al recupero avviato nelle ultime settimane delle quotazioni del petrolio, anche se il Brent ha di nuovo ripiegato sotto 67 $/barile con la fine dell’allarme uragano nel Golfo del Messico e dopo i dati sul Pil cinese, che hanno evidenziato la crescita più bassa da 27 anni nel secondo trimestre (+6,2%)

I rincari del gas rispondono anche a fattori fondamentali (benché contingenti). Le forniture dalla Norvegia sono crollate per l’ennesima manutenzione imprevista al giacimento Aasta Hansteen, avviato solo lo scorso dicembre. I flussi, che si sono ridotti di 21,7 milioni di mc (circa il 7%), dovrebbero comunque tornare regolari già nella giornata di oggi secondo Gassco, l’operatore della rete norvegese.

Il prezzo del gas in Europa nel frattempo è tornato a salire – e parecchio – anche per le consegne più lontane nel tempo, tanto che sui principali hub ha di nuovo sorpassato il Gnl sul mercato spot asiatico: una circostanza piuttosto rara (benché si fosse già verificata la primavera scorsa), che promette di attirare nel continente un’altra ondata di gas liquefatto, in particolare dagli Stati Uniti, ma non solo.

Secondo un confronto effettuato dalla Reuters il prezzo del gas per agosto al Ttf ieri ha raggiunto l’equivalente di 4,56 dollari per milione di British thermal units (mmBtu), all’Nbp britannico si è spinto a 4,48 $/mmBtu, mentre il gas liquefatto in Asia è scambiato sul mercato spot a 4,40 $/mmBtu.

La curva forward per il prezzo al Ttf e per il Japan/Korea Marker (Jkm), preso a riferimento per il Gnl in Asia, mostra che il vantaggio dovrebbe rimanere per i prossimi tre mesi, secondo l’agenzia.

In Europa gli stoccaggi di gas sono tuttavia particolarmente alti: addirittura pieni all’80% nel Nord Ovest e in Italia, osserva S&P Global Platts, concludendo che presto – a differenza che nei mesi scorsi – potrebbe diventare fisicamente impossibile accogliere nuovi carichi di Gnl, in aggiunta alle forniture contrattuali via gasdotto.

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