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Il primo corso dedicato ai migranti vittime di tratta

di Barbara Ganz e Valeria Zanetti

Alcuni migranti hanno già trovato lavoro grazie alla formazione

2' di lettura

Nei campi veronesi da tempo si fatica a trovare potatori di vite, personale per le raccolte di frutta e verdura, a cominciare dalle fragole, e addetti alla vendemmia. Due anni fa l’ente bilaterale veronese Agribi, di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, ha lanciato un servizio innovativo per agevolare l’incontro trasparente tra domanda e offerta di lavoro, puntando su una formazione sempre più mirata. Ora la ricerca si allarga anche ai migranti, spesso senza fissa dimora, che nell’agricoltura possono trovare un’occasione di riscatto. «Due anni di pandemia hanno aggravato la carenza di manodopera – spiega il presidente, Luigi Bassani - Le aziende agricole hanno difficoltà a trovare lavoratori esperti, in grado di svolgere compiti con precisione, consapevolezza e conoscenza delle principali tecniche di base. Così abbiamo deciso di erogare direttamente la formazione, finanziando corsi gratuiti e aperti a disoccupati o a chi ha necessità di riqualificazione». I primi hanno già formato potatori della vite, molto richiesti nel vitivinicolo veronese. Un altro corso ha riguardato la raccolta delle fragole. A maggio si formeranno esperti nella potatura verde. Poche lezioni in aula sulla sicurezza, per scongiurare infortuni nei campi. Poi la pratica in campagna. Per contrastare il fenomeno del caporalato, Agribi ha anche strutturato il primo corso per i migranti vittime delle tratte con sede alla Ronda della Carità, organizzazione di volontariato che si occupa di senza dimora. L’iniziativa rientra nel progetto Farm, cofinanziato dall’Ue, modello di collaborazione a rete pubblico-privato che coinvolge Veneto, Trentino - Alto Adige e Lombardia e si propone di promuovere condizioni di regolarità lavorativa. Nel progetto saranno coinvolti 120 cittadini di Paesi terzi, suddivisi in sei corsi (info: 045 8204555 sabrina.baietta@agribi.verona.it).

«Vogliamo togliere spazio alle sacche di illegalità – prosegue Bassani – Per la formazione verranno utilizzate metodologie didattiche mirate e, al termine, sarà rilasciato un attestato valido per l’inserimento nel mercato del lavoro». A 40 migranti sarà riservato un ulteriore corso di specializzazione sulla coltivazione, raccolta e prima lavorazione dei piccoli frutti, con un’indennità di 4 euro all’ora. «Alcuni migranti hanno subito trovato lavoro – spiega Alberto Sperotto, presidente della Ronda –L’associazione supporta persone che non trovano accoglienza neppure nei dormitori, perché prive di permesso di soggiorno, e non possono fare altro che lavorare in nero. Si tratta perlopiù di giovani, dai 18 ai 25 anni, da poco arrivati in Italia, che hanno bisogno di un reddito per ripagare i soldi del viaggio o mandare denaro alle famiglie d’origine».

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