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Il primo volo su Marte: pieno successo per l’elicottero Ingenuity della Nasa

Il dispositivo si alza di tre metri rimanendo in aria per 40 secondo, vincendo l’altisssima volatilità delle temperature e le tempeste marziane

di Leopoldo Benacchio

Spazio, upgrade al software di Ingenuity prima del volo su Marte

3' di lettura

Si è aperta una nuova via per esplorare i pianeti e i satelliti del sistema solare: Ingenuity, l'elicottero drone portato su Marte da Nasa, ha infatti spiccato il primo volo dimostrativo sul pianeta rosso stamattina.

Emozione e soddisfazione per un'impresa che non era per nulla scontata, le condizioni su Marte sono infatti proibitive: i mezzi devono sopportare temperature che variano in poche ore da -140 a +20, qualche strana tempesta di sabbia stagionale e soprattutto, nel caso dell'elicottero marziano, una atmosfera che è 1 centesimo, come densità, di quella terrestre.

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Ma Ingenuity, accento sulla seconda sillaba e “ingegno” come significato, è riuscito a spostare abbastanza aria marziana, diciamo così, da alzarsi per 40 secondi fino a tre metri e anche scattare un'immagine della sua ombra proiettata al suolo del pianeta.

Un risultato notevole, che tutti speravamo ma aspettavamo con timore, dato che si tratta di una prima assoluta per questa tecnologia che è considerata fondamentale per l'esplorazione dei pianeti rocciosi e dei satelliti naturali del sistema solare, su cui pensiamo ci sia una atmosfera adatta, come Titano, il satellite di Saturno ricoperto di laghi di idrocarburi.

Tutto da solo

Grande entusiasmo ovviamente nella sala controllo del Jpl, il Jet Propulsion Laboratory di Nasa responsabile del buffo mezzo spaziale.

L’elicottero Ingenuity ripreso dal rover Perseverance durante il suo volo (Nasa via Ap)

Arrivato su Marte settimane fa con il potente rover Nasa Perseverance, sulla sua pancia per la precisione tipo marsupio di canguro, si è poi staccato e ha passato vari giorni a caricare le batterie tramite le celle solari, a testare software e hardware. Dopo un reset iniziale, tutto è andato per il meglio e oggi ha potuto spiccare il primo, molto limitato volo, cui ora ne seguiranno altri, più audaci e lunghi.

Sospeso su quattro leggerissime gambe sta una specie di scatola da scarpe, come dimensioni, con il motore e il cervello di Ingenuity, che è dotato necessariamente di grande autonomia e intelligenza dato che deve fare tutto da solo, per via della distanza che rende impossibile governare i mezzi su Marte in tempo reale.

Meno di un metro il tutto in altezza, 1,8 chilogrammi il peso sulla Terra, ridotto su Marte ovviamente che ha una gravità pari al 38% di quella terrestre, 1,2 metri la misura delle due pale controrotanti.

Quindi: pesa meno che sulla Terra, ma lì l'atmosfera è molto più rarefatta e i conti fatti hanno richiesto che i due rotori girassero oggi a 2500 giri minuto, un'enormità se si pensa che gli elicotteri terrestri arrivano massimo a 500. Ma tutto è andato al meglio e anche l'assetto durante il volo è stato perfettamente mantenuto.

Prospettive marziane

Che ci aspetta ora, ci si può chiedere. Questo, è bene specificarlo, è solamente un esperimento, un dimostratore insomma, del costo di 85 milioni di dollari, e ora deve far capire ai tecnici Nasa se sarà possibile fare voli più lunghi per esplorare il pianeta.

Il fatto importante è infatti che i perfezionatissimi rover marziani, come Perseverance, pesanti sui 1.000 chili, grandi come un Suv terrestre e strapieni di strumenti scientifici di analisi del terreno marziano possono andare a qualche metro al giorno come velocità, mentre un drone può volare anche a qualche decina di chilometri ora.

Certo di nuovo un problema di equilibri: per analizzare il pianeta avrà bisogno di strumenti, e non solo di una piccola camera fotografica come quella che ora ha e con cui ha mandato l'emozionante prima immagine della sua ombra su Marte, e quindi peserà di più e quindi avrà bisogno di più potenza e così via.

Nello spazio la ricerca dell'equilibrio fra obiettivi tecnico scientifici e peso e propulsione è una costante fondamentale.«Abbiamo avuto la nostra prima volta, come i fratelli Wright», ha concluso sorridendo la simpatica MiMi Aung, la manager Nasa responsabile del progetto Ingenuity.

Il drone, infatti, ha portato sul pianeta rosso un piccolo pezzo di stoffa proveniente dalle ali dell'aereo dei due pionieri dell'aviazione, il Flyer 1, che spiccarono il loro primo storico volo a Kitty Hawk in Nord Carolina, 117 anni fa. Un volo traballante e breve, come quello di Ingenuity, ma che ci ha aperto la via del cielo. Questo speriamo faccia altrettanto.


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