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Il Private equity torna ai livelli pre-crisi nel 2018

di Mara Monti


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2' di lettura

Un fatturato medio di 44,5 milioni di euro, quote di maggioranza rilevate almeno del 74% e soprattutto imprese familiari ubicate in prevalenza in Lombardia. È la fotografia del private equity in Italia che nel 2018 è stata particolarmente intensa al punto da tornare ai livelli pre crisi: sono state 175 le operazioni portate a termine lo scorso anno contro 123 nel 2017 (+42%) e bisogna tornare al 2008 per trovare livelli simili. Sono alcuni dei dati contenuti nel diciottesimo rapporto dell’Osservatorio Private Equity Monitor (PEM )della LIUC Business School: «Il settore del private equity conferma ed anzi consolida nel 2018 l’eccellente stato di salute già evidenziato ormai da un triennio», ha affermato Anna Gervasoni, presidente dell’Osservatorio.

I buy out si confermano essere le operazioni a cui gli investitori hanno fatto più ricorso, a discapito dei deal di minoranza. «Tale categoria di operazioni risulta essere ancora una volta leader all’interno del mercato domestico», si legge nel rapporto. Aumentano sensibilmente i multipli di ingresso con l’enterprise value mediano delle società oggetto di acquisizione passato a 95,5 milioni di euro dai 90,1 milioni del 2017.

In termini di deal origination, non emergono particolari inversioni di tendenza rispetto all’anno precedente. Le imprese private e familiari, registrando anche un incremento delle preferenze (78% nel 2018, rispetto al 67% nel 2017), continuano a rappresentare larga parte delle opportunità di investimento. Le cessioni di rami d’azienda di imprese italiane scendono dal 5% al 2 per cento. Si attenua la rilevanza dei Secondary Buy out che evidenziano un calo significativo rispetto al 2017 (17% vs 24%). In lieve riduzione, inoltre, le cessioni di rami d’azienda di imprese straniere, mentre risulta stabile al 2% il passaggio di quote di minoranza tra operatori.

Sull’aspetto della distribuzione regionale, la Lombardia si conferma essere la regione che da sempre è il principale bacino per gli operatori e nel corso del 2018 ha rappresentato il 34% del mercato. Seguono Emilia Romagna (17%), Veneto (13%) e Piemonte (11%). Nel Mezzogiorno, si sono chiuse nove operazioni (quattro nel 2017), di cui quattro in Puglia, due, rispettivamente, in Campania e Sardegna ed una in Sicilia. Tra gli operatori più attivi nel 2018 risulta Xenon Private Equity che ha chiude 10 operazioni davanti a Ardian con 7 investimenti. Diminuisce il livello di concentrazione con 29 operatori che hanno raccolto il 50% dell'attività d’investimento, rispetto ai 22 del 2017.

LO SHOPPING DEL PRIVATE EQUITY

Tutte le operazioni condotte in Italia nel 2018

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