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Il procuratore del Texas apre un’indagine sugli account falsi di Twitter

Elon Musk trova un alleato nella sua richiesta di fare chiarezza sul numero dei profili “fake” del social che intende acquistare

di Franco Sarcina

Twitter, Elon Musk: "E' stato sbagliato e stupido bandire Trump"

2' di lettura

Il procuratore generale dello stato Usa del Texas, Ken Paxton, ha dichiarato che sta indagando su quanti sono gli account di Twitter che provengono da bot e utenti falsi, affermando che la società potrebbe travisare il numero per gonfiarne il valore e aumentare le entrate. Lo riporta un giornale texano, The Texas Tribune.
La segnalazione di utenti falsi potrebbe essere considerata «falsa, fuorviante o ingannevole» ai sensi del Texas Deceptive Trade Practices Act, ha affermato Paxton, che ha inviato a Twitter una richiesta di investigazione, richiedendo alla società di social media di consegnare documenti relativi al modo in cui calcola e gestisce i dati degli utenti.

L’indagine arriva dopo che il Ceo di Tesla, Elon Musk, ha chiesto più volte il numero di account falsi su Twitter. Musk, che è in trattative per l’acquisto della società di social media, ha minacciato di abbandonare l’accordo dicendo che Twitter non ha fornito i dati richiesti.

La lettera di un avvocato di Musk

«Si tratta di una chiara violazione materiale degli obblighi di Twitter ai sensi dell’accordo di fusione e Mr. Musk si riserva tutti i diritti che ne derivano, incluso il suo diritto di non portare a termine la transazione e il suo diritto di rescindere l’accordo di fusione», ha comunicato un avvocato che rappresenta Musk in una lettera al responsabile legale di Twitter.

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Musk aveva precedentemente affermato che l’acquisizione «non può andare avanti» fino a quando la società non fornisce la prova delle sue metriche di spam.

Paxton e i social media

Non è la prima volta che Paxton si interessa di società di social media. In passato, aveva citato in giudizio Meta, la società madre di Instagram e Facebook, affermando che alcune delle pratiche dell’azienda in merito alla biometria violavano la privacy dei texani. Meta, in risposta, aveva temporaneamente sospeso queste pratiche.

Paxton inoltre aveva inviato a Twitter una richiesta di indagine civile nel 2021, dopo che il social aveva bandito l’ex presidente Usa Donald Trump dalla sua piattaforma. Twitter, all’epoca, aveva fatto ricorso contro Paxton, chiedendo l’interruzione delle indagini.

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