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Il progetto di Damac su Cavalli. Manovra da 160 milioni

di Carlo Festa


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2' di lettura

Vale 160 milioni di euro il piano di rilancio del gruppo del Golfo Persico, Damac Properties, sulla griffe della moda, Roberto Cavalli. Di questi 160 milioni, una sessantina saranno destinati a un aumento di capitale a favore dell’azienda, mentre un centinaio circa potrebbero essere destinati al rimborso dei creditori (bancari e commerciali) a seconda della percentuale di rimborso che verrà pattuita all’interno della procedura concorsuale.

Il piano è stato approvato anche dal Tribunale di Milano, dopo il via libera del consiglio di amministrazione la scorsa settimana e il parere positivo del commissario Giorgio Zanetti.

Secondo indiscrezioni, il piano del gruppo di Dubai, il cui azionista di riferimento è stato fino ad oggi il fondo di private equity Clessidra, si sviluppa sotto quattro differenti direttrici: un aumento di capitale da 60 milioni dedicato appunto esclusivamente al rilancio del marchio, il mantenimento della sede e delle strutture in Italia, la conferma dell'attuale management con Gian Giacomo Ferraris amministratore delegato e il pagamento anche del 100% ai creditori se non venisse trovato un accordo per lo stralcio. A questo punto Damac disporrà di 15 giorni per presentare tutta la documentazione bancaria a garanzia dell'operazione, anche se sarebbe stata già data garanzia della disponibilità dei fondi per la transazione.

Il piano di rilancio del marchio ha inoltre una forte componente immobiliare. La società mediorientale è già partner di Roberto Cavalli in un progetto da 500 milioni di dollari per la costruzione di cinque hotel extra-lusso in dieci anni. Il primo sorgerà nel 2023 a Dubai.

C’è poi l'aspetto occupazionale e collegato all'italianità del marchio. Damac ha presentato un piano che prevede il mantenimento delle sedi italiane, anche se probabilmente verrà rivisto il perimetro dei negozi del gruppo a livello globale in modo da ridurre i costi.

Infine il piano prevede, all'interno di una procedura concorsuale, una trattativa con i creditori che potrebbero arrivare ad essere rimborsati al 100 per cento. Si lavora anche a un 182-bis, ma se non dovesse essere trovato un accordo, Damac sarebbe disposta a pagare il 100 per cento.Roberto Cavalli è infatti esposto per circa una cinquantina di milioni di euro con il mondo bancario.

L’intesa con Damac ha avuto la meglio rispetto ad altre offerte: quella dell’americana Bluestar Alliance e soprattutto quella del gruppo Otb di Renzo Rosso. In particolare, quest’ultimo avrebbe chiesto una proroga (non concessa) negli ultimi giorni, con l’approssimarsi della scadenza delle offerte.

L'accordo con Damac, che ha avuto il via libera del Tribunale di Milano, è stato raggiunto con l'assistenza degli advisor Rothschild, Gattai, Minoli Agostinelli, Alonzo Committeri & Partners per la parte fiscale e Pwc per la parte contabile.

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