ONAV-UICI

Il progetto pilota per formare sommelier non vedenti

di Giambattista Marchetto


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2' di lettura

C’ è un’attenzione crescente che il mondo del food indirizza ai diversamente abili. Ora anche quello della sommellerie ha intrapreso un’iniziativa per chi è colpito da handicap visivo. È di pochi giorni fa la firma del primo protocollo d'intesa nazionale tra l'ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) e l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Il primo corso omologato
Dopo il successo dei corsi sperimentali attivati a Verona e Brescia nel 2018, con una proposta curricolare speciale riservata a non vedenti e ipovedenti, le due associazioni hanno infatti deciso di confermare la collaborazione.
I responsabili del progetto hanno studiato dunque il primo corso per assaggiatori di vino omologato in tutta Italia dedicato ai soci UICI. Si tratta di moduli composti da 9 lezioni di 3 ore, dove docenti qualificati guideranno gli aspiranti sommelier alla scoperta del mondo del vino, supportati dal testo di studio tradizionale tradotto in braille o in formato audio. Il tutto a un costo ridotto.

“La scelta di avviare una collaborazione – dichiara il presidente UICI Mario Barbuto – nasce dal desiderio di offrire a tutti i nostri associati la possibilità di accedere a un percorso formativo degustativo su una delle eccellenze del nostro Paese, il vino. La disponibilità e la sensibilità con cui i dirigenti dell'ONAV si sono avvicinati al nostro mondo porterà alla nascita di un nuovo sbocco occupazionale con percorsi aggiuntivi specializzanti”. La collaborazione Onav-Uici prevede al momento l'attivazione di corsi speciali di avvicinamento al vino dedicati a ciechi e ipovedenti.

“Tutto è nato da un evento organizzato da Onav in occasione di Vinitaly 2016 – ricorda la vicepresidente Pia Donata Berlucchi, che si dedica con passione al coordinamento dei progetti sociali – L'esperienza di degustazione guidata per alcuni gruppi di non vedenti arrivati da Brescia e da Verona è stata entusiasmante e da quel momento abbiamo iniziato a lavorare su un progetto comune”. Al momento è stato adeguato solo il primo livello, ma non si esclude di evolvere (con manuali in braille e docenti specializzati) anche i livelli successivi.

“Per il momento accontentiamoci di apprendere i primi rudimenti per riconoscere gli aromi e il gusto di quello che molto spesso ci servono a tavola”, dichiara Barbuto, “ma il sogno di evolvere le competenze per chi ha spesso una sensibilità più acuta dei normo-vedenti potrebbe essere a portata di mano”.

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