Europa

Il programma di Emmanuel Macron


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(Afp)

2' di lettura

L'outsider, la maggior sorpresa di questa campagna elettorale, Emmanuel Macron ha 39 anni ed è un classico rappresentante dell'élite repubblicana. Laureato dell'Ena (la prestigiosa scuola pubblica di amministrazione), è stato per i primi anni ispettore delle finanze (periodo durante il quale ha fatto il co-relatore della commissione Attali sulla liberalizzazione dell'economia) ed è poi passato al settore privato, nel 2008, come banchiere d'affari presso Rothschild. Nato ad Amiens e sposato con la sua ex insegnante di francese (più anziana di lui di 24 anni), nel 2012 è diventato segretario generale aggiunto dell'Eliseo, come consigliere economico di Hollande.

E nel 2014 ministro dell'Economia in occasione della svolta riformista con il Governo Valls. Dopo aver fondato, poco più di un anno fa, il movimento “En Marche!”, a fine agosto dell'anno scorso si è dimesso per poi candidarsi (in novembre) alle presidenziali come indipendente. Riformista, europeista convinto, non ha mai partecipato a un'elezione e la sua collocazione è al centro dello schieramento politico (“Né di destra né di sinistra”, come lui stesso dichiara). Al primo turno del 23 aprile è arrivato nettamente in testa, con il 24% (8,7 milioni di voti).

I principali punti del programma:
-Piano d'investimenti da 50 miliardi (incentrato sulla formazione e l'aumento delle competenze, la transizione energetica e la modernizzazione dello Stato)
-Calo della pressione fiscale sulle imprese, dal 33,3% al 25%
-Fondo da 10 miliardi destinato a finanziare l'innovazione nell'industria
-Trasformazione del Cice (il credito d'imposta da 20 miliardi per le aziende) in esonero contributivo sulle retribuzioni più basse
-Riduzione di 60 miliardi della spesa pubblica, per farla scendere dall'attuale 57% del Pil al 52%
-Taglio di 120mila dipendenti pubblici
-Prelievo unico del 30% sui redditi da capitale
-Attenuazione della tassa patrimoniale, che verrebbe applicata solo sui redditi immobiliari e non più su quelli da capitale
-Dieci miliardi di alleggerimento fiscale sulla casa
-Varo di un “Buy european act” perché le commesse pubbliche siano riservate a imprese che hanno in Europa almeno la metà della loro attività
-Realizzazione di un'Europa della difesa con un fondo specifico
-Creazione di un mercato unico europeo dell'energia e dell'economia digitale
-Trasferimento a livello di azienda delle decisioni sulla durata dell'orario di lavoro (mantenendo quella legale a 35 ore)
-Sospensione dell'indennità di disoccupazione a chi rifiuta più di due offerte di lavoro
-Aumento del budget della difesa dall'1,7% al 2%
-Apertura degli uffici pubblici la sera e il sabato
-Creazione di un servizio militare obbligatorio universale di un mese
-Varo di una riforma delle pensioni che preveda una sola cassa e regole uguali per tutti, con l'abolizione dei regimi speciali
-Legge di moralizzazione della vita pubblica che preveda per i parlamentari il divieto di retribuire dei familiari e di avere attività di consulenza

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