materie prime

Il Qatar aiuta Glencore e sale al 19% di Rosneft

di Sissi Bellomo


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(REUTERS)

1' di lettura

Si è fatto avanti il Qatar per risolvere l’impasse dell’investimento in Rosneft, che rischiava di creare difficoltà crescenti non solo a Glencore ma anche a Intesa Sanpaolo. Doha, attraverso suo fondo sovrano, si accollerà quasi per intero la quota della compagnia petrolifera russa che aveva acquistato nel 2016 insieme al gruppo svizzero e diventerà così il terzo azionista di Rosneft (dopo il Cremlino e Bp) con il 18,83%.

La joint venture tra Qatar Investment Authority (Qia) e Glencore è stata sciolta e la società guidata da Ivan Glasenberg verrà liquidata con 3,7 miliardi di euro, che userà per ripagare i prestiti con cui due anni fa ha finanziato l’investimento. Il maggior creditore, affiancata da banche russe, è l’italiana Intesa, che si era esposta fino a un massimo di 5,2 miliardi.

Glencore e Qia avevano acquistato il 19,5% di Rosneft per 10,2 miliardi di euro, venendo in soccorso del Governo russo in un momento molto difficile per il mercato del petrolio: a inizio 2016 il prezzo del barile era crollato sotto 30 dollari.

La joint venture – spinta anche dalle crescenti tensioni con la Russia, che hanno portato a sanzioni sempre più severe – lo scorso settembre si era accordata per cedere la maggior parte della quota a Cefc China Energy, ma l’operazione si è arenata quando la holding è finita al centro di indagini che hanno portato in carcere il fondatore e presidente del gruppo Ye Jianming.

A Glencore restano ora in mano lo 0,57% di Rosneft e il contratto grazie al quale commercializza 220mila barili al giorno del suo greggio.

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