scontrini

Il quadro degli obblighi


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2' di lettura

I corrispettivi telematici dal 1° luglio 2019
Dal 1° luglio 2019, i soggetti, anche se minimi o forfettari, che effettuano «operazioni di cui all’articolo 22» del Dpr 633/1972, cioè i commercianti al minuto e assimilati (tranne quelli esonerati dal decreto 10 maggio 2019) e che hanno avuto nel 2018 un volume d’affari superiore a 400mila euro devono:
- installare un «registratore telematico» (istituito con il provvedimento 28 ottobre 2016, n. 182017), che rilasci al cliente il nuovo «documento commerciale», istituito dal decreto 7 dicembre 2016 (e non più lo scontrino o la ricevuta fiscale);
- memorizzare elettronicamente, ogni giorno, i dati relativi ai corrispettivi giornalieri nel «registratore telematico»;
- trasmettere telematicamente all’agenzia delle Entrate questi dati entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione (consegna del bene o pagamento anticipato per le cessioni e pagamento per i servizi, ai sensi dell’articolo 6 del Dpr 633/ 1972)

I piccoli dettaglianti dal 2020
Dal 1° gennaio 2020, gli adempimenti (registratore telematico, documento commerciale, memorizzazione giornaliera e invio dei corrispettivi entro 12 giorni) dovranno essere effettuati dai soggetti, che effettueranno «le operazioni di cui all'articolo 22» del Dpr 633/1972, anche se con volume d’affari del 2018 inferiore a 400mila euro (articolo 2, commi 1 e 6-ter, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, e decreti 7 dicembre 2016 e 10 maggio 2019)

L’alternativa alla e-fattura
In alternativa possono emettere, su base volontaria, una fattura elettronica (anche semplificata, per i corrispettivi fino a 400 euro; decreto 10 maggio 2019) «contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione» e non successivamente (circolari 4 aprile 1997, n. 97/E, paragrafo 4.3, e 24 giugno 2014, n. 18/E, e comunicato congiunto Associazione nazionale commercialisti e Confimi del 18 luglio 2019)

Le sanzioni
Se la memorizzazione o la trasmissione vengono omesse (o vengono effettuate con dati incompleti o non veritieri), si applica la sanzione del 100% dell’Iva corrispondente all’importo non documentato (articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 471/1997). Inoltre, se nel corso di un quinquennio, vengono contestate quattro distinte violazioni in giorni diversi, scatta la sospensione per un periodo da tre giorni a un mese della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività (se l’importo complessivo dei corrispettivi contestati eccede la somma di 50mila euro, la sospensione va da 1 a 6 mesi) (articolo 12, comma 2)

La moratoria sanzioni nei primi 6 mesi
Le sanzioni non si applicano nel primo semestre di vigenza dei nuovi adempienti, se i dati vengono inviati alle Entrate entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Quindi, non viene effettuata distinzione tra contribuenti mensili o trimestrali e la prima scadenza, per i corrispettivi del mese di luglio 2019, è il 2 settembre 2019 (il 31 agosto è un sabato)

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