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Il quotidiano Libération torna indipendente, entra in una società senza scopo di lucro

Altice France, la holding che fa capo al miliardario Patrick Drahi e controlla il giornale, trasferirà la proprietà a una società senza scopo di lucro

di Giuliana Licini

(NurPhoto via AFP)

2' di lettura

Il quotidiano francese Libération ritrova l'indipendenza. Questo l'obiettivo di Altice France, che controlla il giornale. La holding che fa capo al miliardario Patrick Drahi trasferirà la proprietà a una società senza scopo di lucro. «La nuova struttura garantisce a Libération la sua totale indipendenza editoriale, economica e finanziaria», indica il gruppo in una comunicazione interna di cui riferisce la Afp. «Gli attuali diritti della redazione saranno mantenuti integralmente e garantiti», aggiunge il testo. La nuova struttura fa per altro scattare la clausola di cessione che permette uscite volontarie dal giornale che ha circa 200 dipendenti.

Altice France, che è anche proprietaria di Bfm Tv, di Rmc e dell’operatore telecom Sfr, creerà un Fondo di Dotazione per una stampa indipendente, che acquisirà tramite una filiale il giornale e la sua società di sviluppo tecnologico. È un dispositivo che si ispira a quello utilizzato in Francia da Mediapart e dagli anni ’30 dal quotidiano britannico The Guardian. Il Fondo sarà dotato di risorse tali da permettere a Libération di rimborsare i suoi debiti e di dotarsi gradualmente dei mezzi finanziari necessari per la sua gestione, indica Altice.

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Abbonamenti digitali aumentate di 6 volte in due anni
I debiti di Libération si situano tra 45 e 50 milioni, secondo fonti interne. Il fatturato si è stabilizzato e gli abbonamenti digitali sono aumentati di sei volte in due anni. La diffusione lo scorso anno è cresciuta del 6% a 71.466 copie. Il giornale, che aveva inizialmente un'impostazione di estrema sinistra, attualmente ha una linea editoriale di centro-sinistra. In effetti nel 1973 i suoi fondatori, Jean-Paul Sartre e Serge July, puntavano a un giornale “libero” dalla finanza. Negli ultimi decenni, al capezzale del quotidiano, invece, sono giunti vari uomini d’affari, tra cui Edouard de Rotschild che lo ha ricapitalizzato nel 2005-2006. Dopo mesi di crisi e di quasi fallimento, Libè è stato soccorso nel 2014 dal magnate delle tlc Drahi che lo ha nuovamente ricapitalizzato diventandone principale azionista.

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(Il Sole 24 Ore Radiocor )


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