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Il raddoppio di Fiumicino riparte dalla Via

L’ad De Carolis: «A gennaio avvio della nuova progettazione. Indicazioni dalla valutazione di impatto ambientale che ha bocciato il precedente piano»

di Laura Serafini


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A Fiumicino il prossimo anno inizieranno i lavori per Uptown, la business city all'interno dell'area del sedime aeroportuale

4' di lettura

Partirà con l’inizio del prossimo anno la progettazione dell’ampliamento dello scalo di Fiumicino. Come fosse un’araba fenice, lo sviluppo del maggiore aeroporto nazionale prenderà le mosse proprio dalla valutazione d’impatto ambientale con la quale, qualche settimana fa, il ministero dell’Ambiente ha bocciato il vecchio progetto di raddoppio nella zona a Nord dello scalo, dove però nel frattempo era stata costituita un’area naturalistica protetta.

«Proprio nella valutazione d’impatto ambientale che ha fermato il precedente piano sono contenute le indicazioni che al tempo stesso legittimano la necessità di espansione dello scalo e indicano la strada da intraprendere - spiega Ugo De Carolis, ad di Aeroporti di Roma -. Esse confermano che questo aeroporto è una struttura strategica per il Paese e che è necessario assicurare lo sviluppo e la crescita dello scalo e lo sviluppo aereo per l’Italia. C’è inoltre la sollecitazione che per noi è uno stimolo a progettare l’aeroporto in modo da ridurre l’impatto sul territorio. Ora dobbiamo cominciare a ragionare con Enac su un nuovo futuro. Da gennaio inizieremo a valutare le possibili alternative per un nuovo e diverso ampliamento e pensiamo di avere entro l’estate le idee chiare su come si svilupperà l’area per partire poi con la progettazione preliminare».

Le parole chiave saranno meno consumo del territorio, sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica (anche quella che consente agli aerei gestire gli spostamenti nello scalo in modo più efficiente): ingredienti che combinati assieme potranno supportare la crescita dei passeggeri garantendo gli alti livelli di confort e servizi con un minore impatto ambientale.

«L’aeroporto si svilupperà nella zona Est, dunque sostanzialmente nell’attuale sedime aeroportuale - continua De Carolis - in quel settore ci sono anche territori ancora da edificare, come i circa 62 ettari di prato a Pianabella. Stiamo ragionando su come sostituire aree oggi destinate a edifici tecnici di supporto dell’attività aeroportuale, come hangar e capannoni che potranno essere spostati altrove, per trasformarli in aree per passeggeri».

Il vecchio progetto prevedeva anche la realizzazione della quarta pista. È un’ipotesi rimasta in piedi? «È l’unica parte del progetto precedente che non ha subito prescrizioni e sulla quale la commissione non ha evidenziato criticità- prosegue il manager - noi pensiamo di realizzarla lì dove era già prevista prima, a ridosso della zona Nord. A onor del vero, non è stata bocciata, ma nemmeno approvata e quindi servirà una nuova valutazione di impatto ambientale». Rispetto a quando è stato elaborato il primo progetto di raddoppio, il mondo del trasporto aereo non è cambiato e le previsioni restano di grande crescita nei prossimi anni: le stime della Iata prevedono il raddoppio dei passeggeri nel mondo nel giro di 20-25 anni. La fase di progettazione richiederà diversi anni e l’obiettivo è completare le infrastrutture necessarie entro il 2030, con nuovi moli per i passeggeri e servizi annessi. «Anche quando sarà pronta, la nuova area sarà comunque un punto di partenza che potrà espandersi ulteriormente - dice De Carolis - per lo stesso principio, anche le tariffe aeroportuali necessarie per remunerare gli investimenti potranno essere tenute sotto controllo in funzione dell’aumento dei passeggeri o sviluppo del traffico non subiranno incrementi eccessi saranno graduali e modulati via via che le nuove infrastrutture vengono realizzare di pari passo con l'aumento dei passeggeri».

Nel frattempo il management di Adr non sta con le mani in mano e fervono lavori - per complessivi 1,2 miliardi di investimenti nel periodo regolatorio 2017-2021 - che consentiranno comunque da soli di portare lo scalo a sostenere volumi per 60 milioni di passeggeri.

È in corso la costruzione del nuovo Molo A, adiacente al Terminal 1 per i voli nazionali ed europei. È previsto l’ampliamento con la realizzazione di un grande area duty free con negozi, ristoranti e comfort analoghi a quelli già esistenti nel Molo E. Oltre a nuove aree di imbarco per i passeggeri. Le prime infrastrutture verranno inaugurate a metà 2020 e il completamento di questa zona è previsto entro il 2021, con un investimento complessivo superiori ai 300 milioni. Il prossimo anno inizieranno i lavori per Uptown, la business city all’interno del sedime aeroportuale. «È l’unico caso in Italia in cui gli uffici sono collegati alla città tramite autostrada, treno, taxi, carsharing e quant’altro e al contempo sono collegati al resto del mondo attraverso l’aeroporto - racconta De Carolis - le prime palazzine verranno consegnate nel corso del 2022; è prevista anche la realizzazione di un nuovo albergo». Dal prossimo anno partirà anche la ristrutturazione del Terminal 3, per un sostanziale aumento del confort e l’incremento dei banchi per il check in. Tutte le nuove infrastrutture verranno realizzate con un’elevata attenzione per la sostenibilità, nel rispetto delle certificazione Leed Gold.

«Ma la nostra attività non si conclude qui - osserva De Carolis - non ci sono solo le infrastrutture commerciali. C’è anche un grande lavoro di adeguamento degli impianti dello scalo: dal raddoppio delle linee di rullaggio, agli interventi sugli impianti idraulici perchè il clima cambia e dobbiamo smaltire meglio le acquee piovane, l’adeguamento delle piazzole di sosta degli aeromobili per poter gestire l’aumento del traffico, il rifacimento di tutti i sistemi di illuminazione delle piste».

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