I nodi della viabilità

Il raddoppio della Paullese slitta a causa dell’emergenza sanitaria

Resta chiuso metà del ponte ultimato nel 2015 da Tangenziale Esterna Spa

di Marco Morino


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Il ponte inutilizzato a scavalco della Teem (tangenziale est esterna di Milano)

2' di lettura

L’allarme coronavirus rischia di allungare l’attesa dei pendolari che percorrono il tratto di Paullese tra «Cerca» e la Teem (la tangenziale est esterna di Milano) e che, almeno dal 2010, aspettano, spesso in coda, la realizzazione delle due corsie per senso di marcia promessa assieme all’apertura dell’autostrada, avvenuta, secondo programma, nel 2015.

Stando alle considerazioni fatte da alcuni amministratori locali, l’emergenza sanitaria potrebbe costringere, infatti, la Città Metropolitana a rinviare l’avvio dell’intervento di sua competenza in programma per marzo. L’eventuale slittamento dei lavori comporterebbe, fra le altre conseguenze, pure il perdurare di una fruizione parziale del ponte che permette alla Provinciale di scavalcare la Teem e che Tangenziale Esterna Spa ha ultimato da un lustro al duplice scopo di accelerare la costruzione della Paullese-bis e di favorire l’accessibilità all’autostrada.

Tale viadotto, a causa del mancato potenziamento mirato a garantire la fluidificazione dell’ex statale, che avrebbe dovuto coincidere proprio con l’inaugurazione della Melegnano-Agrate (33 chilometri raccordati con A1 Milano-Napoli, A35-Brebemi e A4 Torino-Trieste), rimane, del resto, off-limits per la metà delle migliaia di utenti incolonnati.

Gli automobilisti bloccati sulle due corsie di ponte (una per senso di marcia) aperte al traffico sopportano, dunque, sia il danno provocato dalle code sia la beffa innescata dal constatare che, in parallelo con la porzione di Paullese sovrastante l’autostrada, corrono altre due corsie di viadotto non transitabili in assenza del raddoppio tra «Cerca» e Teem.

Alla luce di questa situazione risulta più facile comprendere, dunque, perché, nel 2019, 10mila pendolari imprigionati nel caos viabilistico abbiano tentato di evadere dalle file avventurandosi, in qualsiasi giorno feriale, nel centro storico di Paullo e incorrendo nelle multe derivanti dagli ingressi vietati nella Ztl monitorata dalle telecamere del Comune. Alla storia infinita della 415-bis, per ora effettivamente realizzata dagli enti territoriali preposti solo riguardo al tratto Crema-Spino (14 chilometri) e a quello tra Peschiera e «Cerca» (cinque chilometri) nonostante l’intero raddoppio sia stato concepito nel 1984, potrebbe aggiungersi, insomma, la vicenda del ponte-ombra e del cantiere-fantasma causa allerta coronavirus.

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