Opinioni

Il rapporto degli economisti di Macron e il nuovo Washington/Bruxelles consensus

di Fabrizio Pagani

3' di lettura

Oltre 500 pagine di proposte su tre temi cruciali: clima, ineguaglianze, demografia. E' il documento presentato in questi giorni al Presidente francese Macron da due economisti di grande autorevolezza, Olivier Blanchard, già al Fondo Monetario, e Jean Tirole, premio Nobel. Il Rapporto, commissionato mesi fa dall'Eliseo, è stato oggetto di un lavoro collettivo di molti nomi di fama dell'economia, francesi e non.
Per sua natura, il documento rimane ad un livello più alto e di prospettiva rispetto alla quotidianità del policy-making delle cancellerie e dei gabinetti ministeriali. Infatti affronta temi che vanno ben oltre l'uscita dalla crisi pandemica e la ripresa in atto, guardando invece a questioni strutturali che hanno impatto sulle generazioni a venire. L'Eliseo lo ha definito « un contributo importante al dibattito pubblico ».
Diversi sono gli elementi di interesse, molti dei quali risuonano ampiamente con il dibattito italiano, a partire dalle riflessioni su una revisione delle tasse di successione.
Costituisce ovviamente parte importante del Rapporto lotta al cambiamento climatico, decarbonizzazione e sostenibilità. Il Rapporto, che ha come background l'insieme di misure, risorse e investimenti « verdi » decisi a Bruxelles nell'ambito di Next Generation EU, è stato ampiamente commentato per la proposta sulla carbon tax.
Si tratta di una misura ad alto rischio politico ovunque, ma particolarmente in Francia : erano stati infatti gli aumenti della tassazione sui carburanti ad aver scatenato negli anni scorsi il movimento di protesta dei gilets jaunes. Il Rapporto, evidenziando l'impopolarita' di questa tassa, largamente percepita come punitiva e regressiva, propone dei meccanismi di compensazione, quale un « assegno energia » per gli strati sociali più toccati dalla misura. Il costo della tassa sarebbe quindi sopportato principalmente dagli azionisti di quelle imprese che più lentamente hanno affrontato la transizione energetica. Si riconosce peraltro come questa tassa possa funzionare solo in presenza di un meccanismo di aggiustamento carbonio alle frontiere al fine di evitare la concorrenza di beni ad alto contenuto di CO2 prodotti in Paesi dove quella tassa non c'è. Come è noto, questo meccanismo è allo studio dell'Unione europea come nuova risorsa propria destinata a finanziare proprio Next Generation EU.
Un'ampia sezione del Rapporto è quindi dedicata alle misure per contrastare le ineguaglianze, con proposte su : scuola, formazione, miglioramento della qualità del lavoro. Si riprendono peraltro le idee su una tassazione minima delle multinazionali discusse in ambito G7 e prossimamente G20, nell'incontro di Venezia dei Ministri delle Finanze. L'attenzione dell'opinione pubblica si è però concentrata sulla trasmissione del patrimonio. Qui la proposta è affascinante : calibrare il livello di tassazione sul beneficiario, invece che sul donatore. Si potrebbe, per esempio, prendere in conto, per il calcolo dell'imposta, l'insieme delle donazioni ricevute dal beneficiario nel corso della propria vita. Come nella proposta recentemente discussa anche in Italia, il Rapporto prevede di allocare in maniera chiara e trasparente i proventi di questa tassa a finalita' redistributive, anziche' alla fiscalità generale.
In materia di demografia, le misure sono in gran parte dedicate al tema delle pensioni, in un Paese in cui l'età pensionabile rimane ben sotto la media europea e i regimi pensionistici multipli e disomogenei. Sono invece tema meno pressantI in Francia di quanto lo siano nel nostro Paese i bassi tassi di natalità.
Le proposte del Rapporto Blanchard / Tirole riflettono l'emergere negli ultimi anni di un nuovo quadro concettuale di politica economica. I movimenti societari di protesta, i populismi e ora gli effetti della pandemia hanno spinto, dagli Stati Uniti all'Europa, economisti e policy makers ad un'attenzione nuova e sempre piu' insistente su temi ambientali, sociali e di equita'. L'OCSE, e piu' recentemente anche il Fondo Monetario, molto ha lavorato su questi temi definiti « oltre la crescita ».
Visti gli echi sulle due sponde dell'Atlantico, e le recenti linee di azione dell'Amministrazione Biden e dell'Unione Europea, lo si potrebbe definire un « Washington / Bruxelles consensus ».
Si tratta di un dibattito affascinante. Esso diventa particolarmente fruttuoso quando - come peraltro fanno Blanchard e Tirole - si pone al centro delle scelte pubbliche non tanto rivendicazioni egalitarie, ma questioni di equità intergenerazionale : la garanzia delle condizioni di partenza e la mobilità sociale, il rapporto tra « millenials » con poche sicurezze e « boomers » protetti dallo Stato sociale tradizionale, l'irrevocabilità delle conseguenze sul pianeta delle scelte dell'oggi e la necessità di agire subito su problemi che pero' appaiono lontano nel tempo.
La sfida finale è coniugare questo approccio con il mantenimento e rafforzamento di un'economia di mercato libera, dinamica e innovativa, basata sul valore dell'impresa e del lavoro. Ma per questo servira' un altro Rapporto…

Fabrizio Pagani, Capo economista Muzinich & Co, gia' Direttore OCSE e Sherpa G20

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