Costruzioni navali

Il recovery plan dell’Ue piace alla navalmeccanica italiana

Secondo Vincenzo Petrone, presidente di Assonave, il piano Next generation Eu potrà accelerare la produzione e l’utilizzo di navi moderne e green

di Raoul de Forcade

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Una nave in costruzione nello stabilimento Fincantieri di Marghera (Agf)

Secondo Vincenzo Petrone, presidente di Assonave, il piano Next generation Eu potrà accelerare la produzione e l’utilizzo di navi moderne e green


1' di lettura

«L’industria navalmeccanica italiana prende atto con soddisfazione del fatto che il recovery plan europeo annunciato dalla presidente Ue, Ursula Von der Leyen, menzioni espressamente la cantieristica navale come settore prioritario per gli investimenti che lo stesso recovery plan renderà possibili».

È quanto sottolinea, in una nota, Vincenzo Petrone, presidente di Assonave (l’Associazione nazionale dell’industria navalmeccanica), riferendosi al piano Next generation Eu, presentato dalla Commissione europea.

Secondo Petrone, gli obbiettivi del piano sono «accelerare la produzione e l’utilizzo di navi moderne di sicura sostenibilità ambientale, con ricadute importanti sull’occupazione e sulla mobilità».

Ma anche «colmare il deficit d’investimenti necessari per accelerare la transizione green delle navi europee, verso gli sfidanti obbiettivi di rispetto dell’ambiente che l’Europa intende raggiungere entro il 2030».

Assonave ritiene, insomma, che il recovery plan, «se snello e ben finanziato», possa essere «uno strumento efficace per realizzare gli obbiettivi di sviluppo della cantieristica europea nella sfida con l'agguerrita industria asiatica».

L’associazione, poi, «riconosce il ruolo determinante del commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, e del Governo italiano per una valorizzazione senza precedenti del settore navalmeccanico».

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