Maggio Musicale fiorentino

Il “Requiem” di Verdi dedicato alla memoria delle vittime del coronavirus

Alexander Pereira insegue il rilancio cercando di catturare il pubblico internazionale a suon di stars dell'ugola

di Valeria Ronzani

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Alexander Pereira insegue il rilancio cercando di catturare il pubblico internazionale a suon di stars dell'ugola


4' di lettura

Ha un sogno Alexander Pereira, approdato alla guida del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in un momento che si sarebbe palesato come il più tragico degli ultimi decenni.Con pandemia in arrivo, teatro chiuso e cartellone giubilato.

Alla realizzazione del sogno, un messaggio forte che farà parlare tutto il mondo, si sta lavorando alacremente: il 30 e 31 agosto, in piazza Signoria a Firenze, orchestra e coro del Maggio sotto la bacchetta del suo storico direttore Zubin Mehta a eseguire il “Requiem” di Verdi dedicato alla memoria delle vittime del coronavirus. Il pubblico sarebbe formato dai parenti di tali vittime.

Se prima si parlava di vittime toscane, il sindaco Dario Nardella apre all'abbraccio a tutte le vittime nel mondo. “Il quartetto di solisti sarà formato dai più prestigiosi nomi dei nostri giorni”, assicura Pereira. Eccoli infatti: Krassimira Stoyanova, Elīna Garanča, Francesco Meli e Ildar Abdrazakov. Davvero il meglio del meglio. “Evento gratuito a cui abbiamo iniziato a lavorare ben prima del Requiem che sta organizzando La Scala”, ci tiene a precisare.

Zubin Mehta

Approdato a Firenze dopo gli anni scaligeri con la precisa missione di riportare il Maggio ai suoi storici fasti, nonostante il momento terribile, ha già messo a segno alcuni eclatanti risultati. Intanto il Teatro del Maggio è stato il primo teatro in Italia a riaprire col pubblico in sala (si parla di fondazioni lirico sinfoniche, chiariamo). Il 17 giugno, infatti, è tornato sul podio del Maggio l'ever green Zubin Mehta, in procinto di festeggiare i 50 anni alla guida dell'Orchestra fiorentina. “Siete la mia famiglia”, ha dichiarato commosso. Il 6 ottobre nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio dirigerà “La creazione” di Franz Joseph Haydn nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Altro compleanno eccellente quello di Riccardo Muti che festeggerà i suoi 80 anni dirigendo nel teatro che lo halanciato il “Don Giovanni” di Mozart in un nuovo allestimento firmato dalla figlia Chiara (dal 21 luglio, 5 recite).

Perché Pereira, celebre sovrintendente che ha fatto la gloria del teatro di Zurigo, lustrato il mito del Festival di Salisburgo, rendendolo “in e glamour come non mai”, dopo la Scala di Milano, evidentemente ama le sfide. Approdato al Teatro del Maggio con l'obbiettivo di rilanciarlo ai massimi livelli mondiali, ha presentato nei giorni scorsi il suo cartellone monstre.

11 mesi, da fine agosto a fine luglio 2021, per una programmazione 'monstre'. Ben 10 titoli operistici in stagione e 6 per il Maggio, tutti nuovi allestimenti. Grandi direttori, grandi interpreti, grandi registi. James Levine per la prima volta alla guida di un'orchestra italiana, 3 settimane dall'11 gennaio. Si inizia con “La damnation de Faust” di Hector Berlioz. Ma anche “Ein deutsches Requiem” di Johannes Brahms il 17gennaio e le ultime tre sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart il 21. Mehta sul podio per 32 serate, poi Daniele Gatti, Myung-Whun Chung, James Conlon, Christoph von Dohnányi, Christoph Eschenbach, Adam Fischer, Riccardo Frizza, Manfred Honeck, Eliahu Inbal, Ingo Metzmacher, Gianandrea Noseda. Divine come Sonja Yoncheva, protagonista della rarissima “Siberia” di Umberto Giordano e il 27 giugno recital verdiano di Anna Netrebko diretta da Marco Armiliano. Rudolf Buchbinder, Amanda Forsyth, Maurizio Pollini,Frank Peter Zimmermann, Pinchas Zukerman fra i solisti di eccellenza, Roberto Andò, Sven Erich Bechtolf, Valerio Binasco, Robert Carsen, Jurgen Flimm, Denis Krief, Cesare Lievi, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Carlus Padrissa, Pier Luigi Pizzi registi. Sono 160 serate, impossibile citare tutto e tutti, meglio consultare il sito del Teatro.

Fin da subito aveva fatto capire come si sarebbe mosso: cercare di catturare il pubblico internazionale a suon di stars dell'ugola e non solo.

Il prezzo dei biglietti

Aumentado il prezzo dei biglietti non di poco. Scatenando, ovviamente, match sanguinosi di uno degli sport in cui i fiorentini eccellono, la polemica. Ce lo dice espressamente: “Qui c'è un problema talmente eclatante che non avevo mai riscontrato in nessun teatro. Vengono dati un numero impressionante di biglietti omaggio. Facendo la somma coi biglietti a pagamento e dividendo per il numero dei posti, ottengo la cifra di 25 euro medi a biglietto. Lei capisce che non è assolutamente sostenibile. Per me il sociale è importantissimo, se non riuscirò a equilibrare l'offerta del teatro permettendo a tutti di goderne, avrò fallito, ma ho bisogno di un po' di tempo. Se un giapponese benestante se ne viene da Tokyo per ascoltare Domingo, credo che si possa permettere di spendere più di 25 euro”.

Allertato dalla reprimenda che gli ha fatto l'assessore alla cultura della Regione Toscana Monica Barni. “A Pereira ricordo solo che l'80% dei soldi del Teatro vengono da finanziamenti pubblici”. Alla sua voce si è aggiunta quella del consigliere di opposizione Marco Stella, che gli fa i conti in tasca su stipendio e rimborsi spese (”Un compenso da 240mila euro l'anno e quasi 3mila euro mensili di rimborsi spese, da dicembre a febbraio, sono assolutamente ingiustificati”). Ma lui ribatte ricordando che nella sua carriera ha portato almeno 350 milioni di sponsorizzazioni.

Intanto però la stagione e il Maggio avranno biglietti per tutte le tasche. Da 200 a 25 euro, e questa è un'ottima notizia. Restano molte questioni aperte, dal teatro da finire (“E' fatto al 65 %”, ci dice) agli organici. Il Maggio è stato infatti massacrato in tutti i modi negli anni della crisi nera. “Ci vorranno almeno 2 anni per rimarginare le ferite” ci dice. E un sogno davvero mirabile: ricostituire il corpo di ballo, giubilato negli anni della rottamazione selvaggia.

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