da Belluno

Il richiamo di Mattarella sull'ambiente. «Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale»

di Nicola Barone

Mattarella sul clima: siamo sull'orlo di una crisi globale


3' di lettura

«Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello globale». Dice così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Belluno, dove si svolge la cerimonia di commemorazione per le vittime della tempesta "Vaia" che ha colpito le montagne venete a fine ottobre scorso. È il senso della sollecitazione sottoscritta, nell'autunno scorso, da alcuni capi di Stato europei. Ma «gli sforzi compiuti nelle conferenze internazionali che si sono succedute hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti».

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Il suo è un duro, esplicito ammonimento. Sui disastri «limitarsi a evocare la straordinarietà di fatti che si affacciano prepotentemente, per giustificare noncuranza verso una visione e progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti». Per la tutela dell'ambiente vanno respinte secondo Mattarella con decisione «tentazioni dirette a riproporre soluzioni già ampiamente sperimentate in passato con esito negativo, talvolta premessa per futuri disastri». Opere di contenimento e regimentazione «se non suffragate dall'apprendimento delle precedenti esperienze, non ottengono risultati positivi ma al contrario opposti a quelli prefissati, violando equilibri secolari che vanno difesi», avverte il capo dello Stato. «Diversamente, rischiamo di ritrovarci altre volte a piangere vittime, frutto non della fatalità ma drammatica conseguenza di responsabilità umane. L'amara e indimenticabile esperienza del Vajont ce lo insegna ogni momento».

Sciagure come quella pesano nella storia di un Paese intero. «La Repubblica è in qualche modo responsabile di quanto avviene sul suo territorio, e quindi ha motivo di scusarsi con chi ha sofferto le conseguenze di disastri di questo genere. Ma la Repubblica è anche, al contempo, vittima anch'essa delle scelte e dei comportamenti di coloro che hanno concorso a causare di immani sciagure come quella e io, rappresentando la Repubblica nel porgere le scuse a quei rappresentanti mi colloco accanto a chi avverte il dolore di quei lutti immani e sono tra coloro che ne conservano la memoria». Il territorio del nostro Paese «è fragile e le conseguenze dell'abbandono dei territori, verificatosi sulle Alpi e sugli Appennini, vengono pagate a caro prezzo anche dagli insediamenti urbani e produttivi in pianura». Dunque «occorre proseguire sulla strada di iniziative per la salvaguardia degli assetti idro-geologici. Queste iniziative sono state ampiamente delineate dal Parlamento in questi decenni ed è necessario un impegno condiviso delle istituzioni ai vari livelli per svilupparli e attuarli concretamente. La tutela ambientale e idro-geologica è amica delle persone, ne salvaguarda la vita e difende così il futuro delle nostre comunità, accompagnata, come deve essere, da un uso razionale e sostenibile delle risorse esistenti nell'area».

Per Mattarella quindi «il rilancio di una politica per la montagna e le popolazioni che la abitano vanno non solo nella direzione della effettiva affermazione della eguaglianza tra cittadini della Repubblica, ma rappresenta una sfida per il recupero pieno di aree abbandonate o sottoutilizzate, preziose per il processo di crescita dell'intero nostro Paese». È una consapevolezza «che trova diffusione anche a livello continentale, confermata dalla collaborazione nell'ambito di "Euregio senza confini" della Regione Veneto, di quella del Friuli Venezia Giulia, con il Land della Carinzia. Quest'anno, inoltre, sarà esercitata dalla Lombardia la presidenza di Eusalp che costituisce, sin qui, l'ambito più ampio di cooperazione tra Regioni, Stati e Unione Europea in materia di montagna».

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