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Il rilancio del territorio lombardo passa anche dagli Arest

Gli Accordi di Rilancio Economico, Sociale e Territoriale puntano alla valorizzazione del patrimonio pubblico combinata alla crescita economica e occupazionale

di Flavia Carletti

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Per il rilancio dei suoi territori, Regione Lombardia punta su una serie di misure tra cui l’Arest (Accordo di Rilancio Economico, Sociale e Territoriale), uno strumento di “scala territoriale” mirato a sviluppare interventi in grado di attuare una strategia complessiva. Si mira alla valorizzazione del patrimonio pubblico e contestualmente alla creazione di nuove opportunità di crescita economica e occupazionale. I progetti presentati dagli enti locali (Comuni, Comunità montane e province) devono infatti raggiungere determinati obiettivi in ambiti specifici come attrattività e competitività dei territori, competitività delle imprese e sostegno all’occupazione.

Valorizzare il patrimonio pubblico sviluppando l'economia

La cosa fondamentale di ogni progetto presentato è che ci «deve essere un miglioramento del patrimonio pubblico che crea sviluppo economico. Deve essere un vantaggio anche per le aziende del territorio o per attrarre nuove aziende. Si tratta di un progetto di sistema che crea grande sensibilità nei comuni ed enti locali rispetto a dare priorità alla situazione economica del loro territorio, al Pil della loro comunità e allo sviluppo occupazionale», ha specificato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi. I progetti ammessi alla fase negoziale dalla Regione devono avere una serie di caratteristiche come, per esempio, il legame con il territorio, inteso come lo sviluppo di progettualità pensate per rafforzare ed esaltare le peculiarità delle comunità cui sono destinate. Inoltre, i progetti devono dare una risposta concreta alla richiesta di servizi e di opere pubbliche, in modo da agevolare le realtà imprenditoriali, ma anche le persone e le famiglie, sia a rimanere sul territorio sia a sceglierlo quale sede per nuove attività e propria residenza. Altre due caratteristiche fondamentali sono la condivisione, intesa come risultato della collaborazione fra enti locali, realtà economiche ed imprenditoriali, associazioni di categoria, e il coinvolgimento concreto e fattivo del settore privato, in quanto destinatario ultimo di interventi pubblici pensati per migliorare la vita di cittadini e di imprese.

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Sono 56 i progetti in fase negoziale

In questa ottica, ha aggiunto Guidesi, «c’è un grande interesse da parte dei territori e la compartecipazione di aziende, istituti formativi crea un immediato moltiplicatore non che una responsabilizzazione del sistema economico-sociale delle singole comunità. Saremo per cui in grado di dimostrare che la valorizzazione del patrimonio pubblico se ben individuata e condivisa può diventare spinta per ulteriori investimenti privati migliorando il tessuto economico territoriale e creando nuove opportunità occupazionali». I progetti presentati e ammessi alla fase negoziale sono in totale 56. Per 10 di questi il percorso si sta concludendo e saranno finanziati già quest’anno con un 35% di anticipo sulla quota totale di cofinanziamento regionale.

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