DESTINAZIONE ITALIA

Il rilancio del turismo: no alle norme “aria fritta”, servono ora un’unica guida e protocolli comuni operativi

vano Bencini, presidente dell'associazione direttori d'albergo della regione Toscana ha le idee chiare su ciò che serve per mettere in moto la macchina turistica a cominciare da un nuovo ruolo per l’Enit

di Gianni Rusconi

default onloading pic
Turismo a Venezia foto d’archivio (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP)

vano Bencini, presidente dell'associazione direttori d'albergo della regione Toscana ha le idee chiare su ciò che serve per mettere in moto la macchina turistica a cominciare da un nuovo ruolo per l’Enit


3' di lettura

Per tutti gli operatori dell'hospitality l'imperativo è noto: mettere in atto soluzioni per fronteggiare la crisi ora e farsi trovare pronti quando scatterà la corsa alle nuove prenotazioni. Non c'è però una ricetta precisa per vendere le camere in questo periodo e non c'è neppure un “vademecum” da seguire alla lettera per ovviare al tracollo di domanda causato dal coronavirus. Ci sono però tante opzioni da considerare e una di queste è un'azione di “destination management” a livello di sistema Paese. “È l'unica soluzione che possa risultare efficace per consentire la ripresa più rapida possibile dei flussi turistici, il resto – come conferma in modo colorato al Sole24ore.com il presidente di Ethichotel (società fiorentina specializzata in servizi informatici per il settore alberghiero) e presidente dell'Associazione direttori d'albergo della regione Toscana, Ivano Bencini - è aria fritta”.

Mancano ancora i protocolli comuni da definire
Che ci sia bisogno di una presa di coscienza del problema a livello governativo è pensiero comune a tanti e dallo stesso Bencini ci arriva conferma che l'argomento è già stato condiviso da importanti gruppi alberghieri e dalle associazioni datoriali più rappresentative, trovando udienza anche presso istituzioni nazionali e amministrazioni locali. Al centro della crociata di Ethichotel c'è un fattore principale ed è la sicurezza, “un asset che dovrà essere, oltre che attuato, anche molto ben comunicato per accelerare al massimo la ripartenza dell'industria del turismo e dell'intera economia italiana”. Vanno definiti, in altre parole, chiari e semplici protocolli operativi e comportamentali, condivisi da tutti i soggetti interessati che le aziende del settore potranno/dovranno adottare per garantire ai turisti le dovute condizioni di sicurezza sanitaria ed ambientale. “Sarà questo, inevitabilmente, uno dei principali elementi critici che caratterizzerà tutti i processi di acquisto del prossimo futuro”, spiega ancora Bencini, “ed è quindi importante individuare quelle leve strategiche che risultino adeguate a fornire la migliore risposta a questa esigenza”.

Dalla sanificazione delle camere a come gestire il buffet
La ricetta stilata da Ethichotel è in tal senso esplicita. Si parla infatti di misure che vanno oltre la distanza minima da osservare all'interno di un albergo o di un ristorante e che stabiliscono, per esempio, le procedure sostanziali di confezionamento e di servizio di ogni singolo prodotto per garantire il più alto livello igienico o le modalità più idonee di riassetto e di sanificazione delle camere, che spiegano come accogliere un cliente e come servirlo al tavolo, come preparare una sala e come allestire un buffet. E tutto dovrà essere regolamentato in una logica di standard, rispetto a protocolli essenziali e non, come ammonisce Bencini, “rispetto a incomprensibili e inattuabili normative”. L'Italia turistica che uscirà dall'epidemia del Coronavirus, nella visione di Ethichotel, dovrà essere insomma una destinazione ricca di interessi culturali e paesaggistici ma soprattutto sicura dal punto di vista sanitario, e per farlo serviranno politiche condivise di destination management che le istituzioni dovranno prima definire e poi attuare.

Il contributo delle tecnologie
Per supportare le azioni di cambiamento necessario possono sicuramente tornare utili anche gli strumenti digitali, a cominciare da quelli (come gli algoritmi di machine learning) che permettono di misurare il sentiment dei viaggiatori su una destinazione e conseguentemente di orientare le strategie di Destination management organization al fine di ottimizzare gli investimenti per la promozione di un territorio e di coordinarne nel modo migliore le risorse. L'idea di un piano di incentivi a pioggia in stile Industria 4.0, invece, non entusiasma particolarmente Bencini. “In questa situazione specifica - conclude infatti l'esperto -, abbiamo bisogno di un unico interlocutore, che immaginerei essere l'Enit (l'Agenzia nazionale italiana del turismo, ndr), in cui far convergere ogni possibile disponibilità economica, anche recuperandola dalle Regioni. Il suo compito? Avviare un'enorme campagna di comunicazione per promuovere l'Italia come una destinazione sicura, per riaccendere il prima possibile il motore della nostra industria turistica, prima che il settore venga decimato e il tessuto economico e sociale che determina l'interesse dei viaggiatori sulla nostra destinazione venga irrimediabilmente frantumato”.

Per approfondire
Turismo, una ripresa è possibile ma con forti incentivi per chi viaggia in Italia

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti