Sviluppo a due facce / 1

Il rischio della gestione dei rifiuti

Nelle aree del Centro smaltimento difficile

di Sara Monaci

Nelle aree del Centro smaltimento difficile


2' di lettura

C’è una Toscana che viaggia a ritmi più veloci. È quella centrale, rappresentata dalle città e dalle province di Firenze, Prato e Pistoia, fino ad arrivare ad una parte del Senese e dell’Aretino. Ma in queste terre dove la produzione e l’export crescono, insieme all’occupazione, esistono anche alcune criticità da risolvere. Due le questioni fondamentali: la congestione dovrebbe spingere a maggiori investimenti in infrastrutture; la maggiore presenza industriale sta portando ad una difficoltà nella gestione dei rifiuti. Per la precisione, tutta la Toscana è arrivata quasi al limite della sua autonomia, ma in questa zona il problema dello smaltimento è più sentito.

La divisione tra centro e costa è storica. Nelle province “forti” i due settori che hanno fatto da traino sono il farmaceutico e la moda, con un’export che raggiunge i 10 miliardi all’anno. L’occupazione è al 65%, il dato più alto della regione, superiore alla media nazionale. Il turismo vale tra il 7 e l’8% del Pil.

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Ricorda il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti che «alcune aziende importanti, come l’americana General Electric, hannovisto momenti di crisi e sono ripartite. Sono cresciuti gli occupati, per quanto si tratti di posti di lavoro fragili, dal part-time alle partite Iva».

Firenze spicca come città più attrattiva, sia dal punto di vista industriale che turistico. Ma è proprio in questa zona che emergono i problemi maggiori. Prima di tutto tra un anno la discarica di Terranova Braccioli (Arezzo), di cui Firenze si sta servendo, arriverà al limite, e inoltre a Firenze non c’è ancora un inceneritore. Questo sul fronte dei rifiuti. Poi c’è la questione delle infrastrutture, tra cui la tanto attesa nuova pista dell’aeroporto. «Un sistema infrastrutturale moderno ed efficiente è indispensabile per avere un territorio competitivo - dice Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze, 119mila imprese iscritte. «Per questo stiamo investendo circa 50 milioni nella Fortezza da Basso, dove ha sede Firenze Fiera, e sempre per questo motivo siamo impegnati a sostenere la battaglia per il potenziamento dell’aeroporto Vespucci con la nuova pista – aggiunge -. Ma è l’intera rete regionale d’infrastrutture che deve essere completata e ammodernata».

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