Le mosse

Il risiko delle partecipate Tutti i dossier sul tavolo, una newco per la casa

Comune di Milano e Regione potrebbero essere coazionisti
nella gestione dell'edilizia pubblica. Per la Lombardia meglio una collaborazione

di Sara Monaci

Farmacie. Con il cambio dell'azionista di maggioranza il Comune ritiene di dover mantenere la sua quota di minoranza

3' di lettura

È partito un nuovo riassetto delle partecipate lombarde: Explora è stata inglobata dalla centrale acquisti Aria. Ma potrebbe non essere l’unica mossa che vedremo quest’anno: il Comune di Milano vorrebbe migliorare la gestione delle case popolari di sua proprietà (30mila), la Regione Lombardia pure, almeno per quanto riguarda quelle che possiede sul territorio milanese (40mila). Il risultato potrebbe essere: o una nuova società con Palazzo Lombardia e Palazzo Marino coazionisti, secondo gli auspici del Comune, o una sinergia più stretta tra le due società che se ne occupano attualmente, la milanese Mm e la regionale Aler, secondo quanto sperato dalla Regione.

Infine, è in arrivo una riorganizzazione dell’assetto proprietario delle farmacie comunali (marchi Lloyds e Farmacia comunale): cambierà l’azionista di riferimento nel giro di pochi mesi, con l’arrivo dei tedeschi di Phoenix al posto degli americani del gruppo Mckesson. Un’operazione decisa lo scorso, il cui closing è previsto per la prossima primavera. Il Comune dovrebbe rimanere con il suo 20% ma potrebbe servire un’interlocuzione con i nuovi proprietari.

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Exlpora e Aria

Explora è sempre stata considerata una controllata minore della Regione Lombardia, che si è occupata di promozione turistica del territorio regionale attraverso il brand “in Lombardia”. Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato a metà dicembre, in seno al collegato al bilancio 2022-24, la sua fusione per incorporazione dentro Aria Spa, la centrale acquisti già nota per i disagi nella prima fase della vaccinazione anticovid, frutto a sua volta della fusione tra Infrastrutture lombarde e Lombardia informatica. L’operazione ha visto l’opposizione del Partito democratico, che reputa necessaria l’azienda promozionale in vista delle Olimpiadi invernali 2026. Il problema è che in effetti Aria ha già avuto difficoltà a ingranare, avendo assorbito due società già complesse e con centinaia di dipendenti. Aggiungerne un’altra potrebbe portare ulteriore complicazione. Ma è ancora una sfida da vedere.

I dubbi sulle case popolari

C’è un dossier lasciato dalla giunta Sala 1, quando c’era Roberto Tasca al Bilancio, ed è quello sull’evoluzione della gestione delle case popolari, oggi affidate a Metropolitana milanese, che nel frattempo si occupa di molto altro (dalla gestione idrica alla progettazione ingegneristica fino alla manutenzione delle scuole). Nel dossier veniva immaginata una nuova società, formata da Palazzo Marino e Regione Lombardia insieme.

La situazione delle case popolari a Milano negli ultimi cinque anni è migliorata, con una riduzione delle liste di attesa: ad oggi sono circa 14mila le famiglie che aspettano, nel 2017 erano 20mila. Ma ancora molto va fatto evidentemente. Miglioramenti anche sul fronte della lotta alle occupazioni legate alla criminalità, che oggi sono qualche centinaio, contro le oltre mille di un quinquennio fa. Ma non è sufficiente. Ecco dunque che si potrebbe pensare ad una società interamente dedicata, che superasse anche in modo più pratico la divisione tra ciò che è di proprietà comunale e ciò che appartiene al comune, tanto per i cittadini sarabbe la stessa cosa. L’idea del Comune è una vera e propria newco con due azionisti, in grado di lavorare insieme per gestire 70mila appartamenti a Milano (30mila del Comune, 40mila della Regione).

Ovviamente un’operazione del genere ha bisogno di un clima politico disteso tra i due diversi schieramenti politici, mentre in questo momento la gestione del denaro per la realizzazione degli ospedali di prossimità e delle case di cura vede sindaco e governatore non allineati. La Regione comunque preferirebbe fare una mossa più soft, con una collaborazione tra le due società.

Infine l’operazione farmacie comunali. Il Comune in teoria è solo uno spettatore del cambio del pacchetto azionario di maggioranza, passato di mano da Admenda (Mckesson) a Phoenix. E tuttavia sarà necessario confrontarsi con i nuovi padroni, visto che il Comune ritiene di dover mantenere la sua quota di minoranza.

la fusione - Explora e Aria
Explora si è occupata di promozione turistica del territorio regionale attraverso il brand “in Lombardia”. Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato a metà dicembre la sua fusione per incorporazione dentro Aria Spa, la centrale acquisti già nota per i disagi nella prima fase della vaccinazione anticovid, frutto a sua volta della fusione tra Infrastrutture lombarde e Lombardia informatica. L'operazione ha visto l'opposizione del Partito democratico, che reputa necessaria l'azienda promozionale in vista delle Olimpiadi invernali 2026

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