cinema

Il ritorno degli Avengers nel film più spettacolare della saga

di Andrea Chimento

2' di lettura

La Marvel è ancora protagonista nelle nostre sale: dopo l'enorme successo di «Black Panther», uscito nel mese di febbraio, ora è il turno di «Avengers: Infinity War», uno dei titoli più attesi che siano mai stati prodotti dal noto franchise americano.
Gli Avengers, divisi dopo gli eventi avvenuti in «Captain America: Civil War», si vedono costretti a unire le loro forze con i Guardiani della Galassia per provare a fermare il potentissimo Thanos, intenzionato a impossessarsi delle sei gemme dell'Infinito che gli permetteranno di dominare l'universo.

Avengers: Infinity War

Diretto da Anthony e Joe Russo, «Avengers: Infinity War» è il più spettacolare lungometraggio del Marvel Cinematic Universe: le sequenze d'azione sono girate con maestria e valorizzate da effetti speciali all'avanguardia, perfettamente al servizio dell'affascinante storia che viene raccontata.

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A colpire, infatti, è anche un copione che riesce miracolosamente a risultare equilibrato nonostante i tantissimi personaggi in scena: il rischio di assistere a un'accozzaglia di supereroi messi gli uni accanto agli altri era alto, ma i registi e gli sceneggiatori lo evitano con saggezza e creano un prodotto coinvolgente, con pochissimi cali, e capace anche di far sorridere con numerosi momenti comici ben calibrati.

Notevole è soprattutto la sorprendente parte conclusiva, ricca di colpi di scena e di sequenze che i fan della Marvel non dimenticheranno facilmente.
Tra i tantissimi personaggi in scena, una menzione speciale la merita il villain di turno, Thanos, scritto con cura e ben interpretato da Josh Brolin.

I fantasmi d'Ismael

In uscita questa settimana nelle nostre sale c'è anche «I fantasmi d'Ismael», film del francese Arnaud Desplechin che è stato presentato al Festival di Cannes dello scorso anno.

Al centro c'è un regista, Ismael, che sta lavorando a un nuovo film ed è ancora traumatizzato dalla scomparsa della moglie, avvenuta vent'anni prima. L'uomo ha iniziato una nuova vita con un'altra donna ma, mentre sta passando qualche giorno in riva al mare, la moglie scomparsa ritorna improvvisamente dal “regno dei morti” e si stabilisce in casa con loro.

Raffinato regista di pellicole come «Racconto di Natale» e «I miei giorni più belli», Desplechin qui è meno incisivo del solito: dalla nostalgia del passato al tentativo di reinventarsi nel presente, passando per la lavorazione di un film (nel film) che prende fin troppo spazio nella narrazione complessiva, la carne al fuoco è davvero molta e il regista avrebbe forse fatto meglio a concentrarsi su meno aspetti.

Emozionante nella prima parte, «I fantasmi d'Ismael» si perde con il passare dei minuti a causa di una sceneggiatura che si fa man mano sempre più confusa e macchinosa. La durata è inoltre eccessiva per la vicenda che viene raccontata e, al termine della visione, rimangono impresse alcune sequenze visivamente ben congegnate e nulla più.

Il cast però è in buona forma, a partire dal protagonista Mathieu Amalric.

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