Consumi

Il ritorno della birra in lattina

Relegate per anni come prodotto di largo consumo e da scaffale del supermercato, ora vengono riscoperte dai birrifici italiani anche per la maggiore sostenibilità ambientale

di Maurizio Maestrelli

2' di lettura

La prima bevanda a essere sorseggiata da una lattina non fu una cola o un soft drink bensì una birra. Successe negli Stati Uniti, a Richmond intorno agli Anni Trenta del secolo scorso. Da allora il cilindro di alluminio ha rappresentato il contenitore forse più popolare per la birra, di certo il più comodo e versatile ma, nel tempo e soprattutto in Italia con il boom dei birrifici artigianali che scelsero univocamente la bottiglia in vetro, anche il simbolo di birra lager, quella da trovare al supermercato, di largo consumo e di basso prezzo, con l'appeal della commodity più che della bevuta premiante.

Da qualche anno a questa parte si registra invece una inversione di tendenza (la percentuale in volumi di vendita è passata da un 5,78% del 2014 a un 7,73% del 2020 – dati Assobirra). Sono infatti un numero sempre maggiore i microbirrifici che si sono dotati di impianto di confezionamento lattine su misura e che hanno riportato in auge un contenitore che ha in effetti mille pregi. Si raffredda più velocemente, si ricicla senza problemi, è più leggero e impenetrabile alla luce, una delle principali cause di difetto nella birra e, a parità di volume occupato, il numero di lattine è decisamente superiore a quello delle bottiglie.

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Il primo italiano a muoversi in questa direzione è stato il Birrificio Baladin con la sua Pop nel 2015 ma oggi c'è solo l'imbarazzo della scelta. Dalla American Magut del Birrificio Lambrate alla Mundaka del veneto Birrificio Crack, dalla White Shock dell'abruzzese Bibibir alla Sunny Side del laziale Eastside Brewing.“La riscoperta della lattina”, commenta Stefano Baldan, ceo di Brewrise che, nata nel 2016, sta rapidamente scalando la classifica degli importatori di maggior peso in Italia, “è nata negli States ma sta guadagnando terreno anche da noi. Brewrise è arrivata a distribuire circa una cinquantina di referenze in lattina, quando abbiamo iniziato erano appena cinque o sei, e sui volumi il peso delle lattine è passato, per quello che ci riguarda, da uno 0,21% del 2018 a un 9,70% del 2021 con un incremento nel 2020 del 140%.

Le ragioni sono molteplici ma mi piace sottolinearne due in particolare: l'innovazione tecnologica del contenitore che oggi può anche essere rivestito al suo interno di una sorta di pellicola di vetro, contenere birre non pastorizzate e addirittura permettere una rifermentazione al suo interno e la maggiore sostenibilità ambientale dell'alluminio che si ricicla più facilmente”.La febbre da lattina sembra aver contagiato tutti, soprattutto per quanto riguarda un certo stile di birra riconducibile alle India Pale Ale e alla grande famiglia delle specialità ricche di luppoli aromatici, e se il canale di vendita principale sembra essere quello dell'off trade, l'Horeca non rinuncia a riempire le sue frigovetrine di lattine dai colori e dalle grafiche sgargianti per un take away dell'ultimo minuto.Insomma, per la lattina sembrano proprio essere tornati i tempi migliori. Ne è una riprova una birra famosissima come la Corona Extra del gruppo AbInBev, da sempre legata alla sua iconica bottiglia trasparente alla quale deve buona parte del suo successo che proprio quest'anno in Italia le ha affiancato il classico formato lattina da 33 centilitri.

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