innovazione e occupazione

Il robot ci «ruba» il lavoro? Parlano imprenditori, filosofi, scienziati, sindacalisti, banchieri

di Vittorio Carlini

2' di lettura

Il robot sostituirà l’uomo sul posto di lavoro? La domanda la pongono in tanti. Molteplici sono le risposte. Diversi studi hanno affrontato il tema. Così, ad esempio, l’Ocse da un lato è arrivata a dire che circa il 9% delle attività lavorative può essere automatizzata; ma, dall’altro, ha sottolineato che i robot sostituiscono soprattutto singole funzioni. Con il che l'’«attacco» al posto di lavoro non è così automatico. Il tema comunque esiste ed è concreto. In tal senso il Sole24Ore ha realizzato sette interviste ad altrettanti protagonisti dell’impresa, della cultura, del mondo del lavoro e della scienza.

Alberto Bombassei, presidente di Brembo: «L’Industry 4.0 è un ’opportunità. Le imprese, però, devono investire nell’innovazione. Il rischio per l’occupazione non è il robot in sé ma le aziende che non puntano sui nuovi paradigmi e che rimarranno fuori dal mercato». LEGGI L’INTERVISTA

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Susanna Camusso, Segretario generale CGIL: «Serve un piano del “Lavoro 4.0” oltre che della “Formazione per l’inclusione digitale”. Anche così possono contrastarsi forme di instabilità sociale. Pensare che il fenomeno possa essere gestito solamente dal mercato è pura utopia». LEGGI L’INTERVISTA

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco-Bpm: «Banca “fisica” e “digitale” sono destinate a diventare un tutt’uno. L’innovazione sostituisce i servizi a basso valore aggiunto ma crea nuovo lavoro. L’esempio? La digitalizzazione dei dati correlati alla gestione dei crediti dubbi». LEGGI L’INTERVISTA

Roberto Cingolani, direttore generale dell’Istituto italiano di tecnologia: «La nuova rivoluzione digitale è diversa dal passato. Serve un approccio più globale. I bambini, già dai sei anni, devono appropriarsi del processo mentale dell’innovazione. Dopo la scuola dell’obbligo, è necessaria la formazione continua». LEGGI L’INTERVISTA

Brunello Cucinelli, presidente dell’omonima azienda del lusso: «L’innovazione è importante. Si deve, però, recuperare la responsabilità sociale d’impresa. L’azienda deve mantenere i legami con il suo territorio, tutelare l’occupazione e sostenere l’indotto industriale». LEGGI L’INTERVISTA

Aldo Fumagalli Romario, presidente ed amministratore delegato di Sol : «La digitalizzazione è una grande occasione, da sfruttare. Essenziale è la formazione professionale non solo di operai e impiegati ma degli stessi manager. I Governi devono intervenire per garantire una equa re-distribuzione della ricchezza» . LEGGI L’INTERVISTA

Carlo Sini, Accademico del Lincei e filosofo: «Non esiste il conflitto tra uomo e tecnologia. Il vero “vulnus” è che lo strumento hi-tech è subordinato ai soli fini economico-finanziari. Riguardo all’occupazione? Bisogna costruire monete di scopo, non tesaurizzabili, per finanziare lavori socialmente utili». LEGGI L’INTERVISTA

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