elettrodomestici

Il robot da cucina? Non è solo una moda

di Paola Guidi

2' di lettura

Li usano gli chef, li incensano i blogger e così, da elettrodomestici professionali o semiprofessionali sono diventati alleati efficientissimi della casalinga/o che vuole ottenere ottimi risultati senza faticare troppo. Parliamo dei robot, dei food processor, di quegli apparecchi un po’ ingombranti, molto potenti e veloci che compiono realmente un sacco di lavori “pesanti” nella preparazione dei cibi. E, da qualche anno, sono anche in grado di passare direttamente a cucinarli imitando, chi più chi meno, il famosissimo Bimby di Vorwerk, venduto, come è noto, da dimostratrici nel circuito dei privati.

I modelli in vendita sono molto diversi, in base al tipo di risultato che si desidera ottenere e anche i prezzi sono decisamente diversificati, da un minimo di100 euro circa sino a versioni sofisticate, connesse e professionali che superano i mille euro. Ecco che cosa occorre sapere prima di scegliere un apparecchio che sia davvero utile e che non venga chiuso in qualche cassetto o pensile e lì dimenticato.

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Impastano, preparano e cucinano: gli ultimi robot da chef

Impastano, preparano e cucinano: gli ultimi robot da chef

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I robot possono essere di tre tipi: multifunzione o food processor, il robot che cucina e quello che impasta. Nel primo caso si tratta del classico elettrodomestico con diversi accessori per affettare, tritare, mixare, montare, emulsionare in una contenitore spesso di acciaio inox e di capacità notevole (a partire da almeno 2 litri). Il secondo aggiunge a queste funzioni quella della cottura che in alcuni casi può essere anche a vapore e può essere dotato di diversi contenitori per effettuare le differenti lavorazioni: stufare, friggere, bollire e così via. Il terzo tipo di robot è specializzato nel mescolare a lungo e in modo omogeneo impasti anche densi per dolci, pasta , pane e pizza. La capacità del contenitore dove lavora di volta in volta il coltello affettatore, la frusta o l’elica emulsionante andrebbe scelta in base al tipo di lavori e di ricette che l’utente usa fare in cucina.

Un esempio: il grande classico robot impastatore Artisan di Kitchen Aid, costoso, è adatto a chi ama fare spesso il pane, la pasta per la pizza, i dolci. Il movimento cosiddetto “planetario” è in grado di impastare a lungo e omogenamente qualsiasi impasto, senza surriscaldarsi. Chi invece vuole una cucina molto “svelta” sceglierà un food processor come quello di Kenwood, che mentre affetta e sminuzza, contemporaneamente cuoce. Così in poco tempo è possibile preparare diversi piatti magari in piccole dosi per variare il più possibile la dieta. Per la famiglia vegetariana o vegana, spesso crudista, è da preferire il robot che riesce a tagliare, affettare e tritare verdure di qualsiasi tipo senza sfibrarle, facile da smontare e smontare. Ad esempio Magimix che ha inventato il food processor, ha un robot che, con un ingombro ridotto, accontenta chi segue queste diete molto salutari: è in grado di preparare smoothies energetici in tempi molto veloci. Vento, un apparecchio di Bugatti molto ben disegnato ed e elegante, ha un’aApp per chi vuole attenersi a una dieta completamente vegetariana o vegana ma saporita. Moulinex ha lanciato un robot connesso, iCompanion con la gestione delle ricette e video che insegnano passo dopo passo all'utente che cosa occorre fare; e, volendo, gli utenti possono scambiarsi ricette, inviano foto e video sui social network.

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