74 edizione

Il sakura italiano. Ad Agrigento la festa del mandorlo in fiore

di Nino Amadore


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(AdobeStock)

2' di lettura

Una festa internazionale, multiculturale, dell’amicizia tra i popoli. Un appuntamento fisso arrivato alla 74° edizione: è la Festa del Mandorlo in fiore di Agrigento, un pezzo del patrimonio immateriale del nostro Paese. Se in Giappone c’è il sakura (la fioritura dei fiori ciliegi e prima quelli di prugno con festival dedicati alla rinascita e alla fertilità) in Sicilia c’è questa festa che celebra, appunto, l'arrivo della primavera che da queste parti si manifesta con il rifiorire dei mandorli e il ritorno della vita dopo l’inverno. Con un richiamo culturale al mito del mandorlo in fiore riportato da Omero.

Una manifestazione nata come sagra nel 1934 a Naro, paese a una ventina di chilometri da Agrigento, per iniziativa del conte Alfonso Gaetani, e cresciuta nel tempo (non senza difficoltà, soprattutto negli ultimi anni) fino alla versione odierna. Legata alla fioritura nel corso degli anni ha assunto un nuovo significato, quello del dialogo tra i popoli e le culture: ne è il simbolo la suggestiva accensione del tripode dell’amicizia al Tempio della Concordia (il 5 marzo). Dal 1954, nell’ambito della festa si svolge il Festival Internazionale del Folklore, cui partecipano gruppi folkloristici provenienti da varie parti del mondo, «in un'atmosfera di festoso scambio di esperienze e tradizioni che anima per una settimana le vie della città e coinvolge, con l'accensione del tripode dell'amicizia e l'esibizione che chiude la manifestazione, anche la Valle dei Templi» spiegano gli organizzatori.

Quest’anno saranno presenti una trentina di gruppi che definire folkloristici è forse anche troppo riduttivo e che hanno ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di patrimoni immateriali: dalla Bielorussia alla Bolivia, dalla Colombia all’Ecuador e poi dall’Egitto, dagli Emirati Arabi, dal Kenia, dal Kazakistan, dalla Corea, da Montenegro e Perù, dalla Lettonia e dal Libano, da Macedonia, Messico, Moldavia e ovviamente dall’Italia con la partecipazione dei pastori sardi.

Da un paio d’anni la manifestazione, che per questa edizione prende il via l’uno marzo e si chiude il 10 marzo, è organizzata dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e non a caso, si direbbe, visto che l’iniziativa intende valorizzare le espressioni artistiche che appartengono alla tradizione culturale dei popoli, ed in particolare quelle manifestazioni che hanno ottenuto dall'Unesco il riconoscimento come “patrimonio dell'umanità”: il Parco è patrimonio Unesco dal 1998 e nel 2015 il riconoscimento di “eccezionale valore culturale”.

Fitto il calendario di eventi e spettacoli, alcuni dei quali a pagamento, performances open air, in theatre e parade, nonché eventi culturali a latere.

Sul treno storico con vista sui dei mandorli
Proprio il 10 marzo è prevista un’altra iniziativa: il collegamento con un treno storico tra Palermo e Agrigento con visita al Tempio della Concordia attraversando il Giardino della Kolymbetra gestito dal FAI per assistere alla premiazione dei gruppi Folkloristici. Il treno, i cui rotabili fanno parte del parco storico di Fondazione FS Italiane, sarà composto dalla locomotiva storica anni ‘60 E 646 196 e dalle carrozze tipo “59” anni ‘60 e dalle carrozze “Centoporte” anni '30 e dal bagagliaio a carrelli UIz.

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