ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùInterventi

Il salario minimo, se non è una misura sufficiente, è comunque una scelta necessaria

Quella che in Italia è ancora discussa come una proposta temeraria, è già realtà nella grande maggioranza dei paesi europei

di Marco Carlomagno

(Hyejin Kang - stock.adobe.com)

3' di lettura

3 o 4,6 milioni: tanti sono in Italia, rispettivamente per l’Istat e per l’Inps, i lavoratori con un salario orario lordo inferiore alla somma di 9 euro, la soglia della povertà assoluta, che descrive quella condizione per cui non si hanno le risorse necessarie ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi essenziali a condurre una vita dignitosa. E di 9 euro, appunto, è la soglia individuata dalla proposta di legge sul salario minimo, formulata dalle opposizioni parlamentari e che sarà discussa nei prossimi giorni alla Camera.

Quella che in Italia è ancora discussa come una proposta temeraria, è già realtà nella grande maggioranza dei paesi europei. Ma mentre da noi dilaga il lavoro povero, si continuano a opporre resistenze, nonostante il nostro paese sia all’ultimo posto, nel più recente rapporto Ocse sul lavoro, per protezione dei salari nelle economie avanzate. Il salario minimo è quindi promosso dalle opposizioni come una panacea, ma è davvero così? Ci permetterebbe davvero di sconfiggere il lavoro povero? Non proprio: il salario minimo è importante perché riconosce la dignità del lavoratore, ma da solo non basta.

Loading...

Tanti gli aspetti da considerare, quindi, per una misura che sia veramente efficace. E il primo passo è ragionare bene su come calcolare la soglia del salario minimo. E lo dimostra il fatto che sono in tanti, per esempio, ad abbandonare il pubblico impiego nonostante la sicurezza del posto fisso per via di retribuzioni troppo basse. Una realtà che spinge a riflettere su quanto veramente arrivi nelle tasche dei lavoratori e sulle disparità che così emergono. Con la flat tax i lavoratori autonomi che guadagnano fino a 85mila euro pagano il 15% di tasse, percentuale che, una volta applicata ai coefficienti, si abbassa ulteriormente. Di contro, un lavoratore dipendente con oltre 75mila euro di reddito paga il 43%, con l’aggiunta dell’addizionale regionale per la sanità e di quella comunale per gli asili nido.

Viviamo una situazione segnata da precarietà - per l’Istat i lavoratori precari sono 3,16 milioni - e salari troppo bassi, con un impatto che farà vedere i suoi effetti a lungo termine: redditi inadeguati portano a pensioni drammaticamente basse, al calo della natalità, alla sofferenza dei consumi. Ma anche all’emigrazione dei giovani: 6 milioni di lavoratori hanno già lasciato l’Italia e il 14% dei nostri laureati guarda all’estero per trovare stipendi più alti. Nel privato contiamo ben 9 categorie che non superano i 1.000 euro al mese pur lavorando a tempo pieno. Il settore dei servizi e quello agricolo sono particolarmente critici, ma la categoria più penalizzata è quella dei lavoratori domestici, che guadagnano meno di 9 euro l’ora per il 90%. A soffrire di più, al di là del settore, sono donne, giovani e lavoratori del Mezzogiorno.

Il salario minimo rappresenta solo un primo tassello di una strategia più ampia che sarà necessario implementare se vogliamo restituire dignità al lavoro. Innanzitutto, abbiamo bisogno di pensare a una defiscalizzazione seria e non a una riduzione indiscriminata del cuneo fiscale: con i contributi si vanno a ridurre anche le pensioni. Non solo: perché i lavoratori percepiscano effettivamente un netto dignitoso, servirà accompagnare il salario minimo con il supporto dello Stato. Un supporto che potrebbe assumere diverse forme: per esempio, mettendo insieme il sostegno alle famiglie con anziani o persone non autosufficienti con il salario minimo ai collaboratori domestici che svolgono lavoro di cura si potrebbe anche ottenere l’effetto di contrastare il lavoro nero e fare in modo che in futuro la badante, con i contributi versati, possa avere una pensione dignitosa senza pesare sulla collettività.

Segretario generale FLP

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti