Consumi

Il salmone ha un posto fisso sulla tavola degli italiani: come cambia l’offerta

Sette famiglie su dieci lo comprano regolarmente e ora le aziende puntano a differenziarsi con prodotti top

di Manuela Soressi

(AdobeStock)

3' di lettura

Lo comprano quasi 73 famiglie italiane su 100. E non in maniera sporadica, ma in modo piuttosto regolare e sempre più spesso: i dati elaborati da Gfk Italy e aggiornati a fine agosto, indicano infatti un aumento di oltre il 10% della frequenza d’acquisto e del 9% della spesa media, arrivata sui 45 euro. Insomma, non c’è dubbio che agli italiani il salmone piace. Tanto e sempre di più.

«La penetrazione nelle famiglie è cresciuta di ben il 7% rispetto all’anno scorso e ha riguardato tutte le versioni in cui il salmone viene proposto in Gdo, dal fresco al surgelato al conservato – commenta Marco Pellizzoni, commercial director GfK Consumer Panel Italy – Il salmone affumicato e quello fresco sono le due tipologie più presenti nelle famiglie (con rispettivamente il 58% e il 32% di tasso di penetrazione) e sono anche quelle che, nei 12 mesi, hanno visto aumentare di più il numero medio degli acquisti effettuati».

Loading...

Un’escalation, quella del salmone, che dura da tempo e che l’ha inserito a pieno titolo nell’alimentazione degli italiani, dopo che per decenni era stato solo una specialità destinata alla tavola delle feste. Infatti ora i consumi si sono destagionalizzati, anche grazie al successo del sushi, di cui è uno degli ingredienti più comuni e apprezzati. Ma soprattutto grazie all’arrivo massiccio di salmone d’allevamento, in particolare dalla Norvegia, che lo scorso giugno ha battuto il record storico mensile con 5.753 tonnellate di prodotto arrivato in Italia (fonte Norwegian Seafood Council).

La disponibilità di grandi quantitativi di salmone allevato, pronto da acquistare quando i prezzi sono bassi e da congelare in attesa di metterlo il commercio, ne ha abbassato i prezzi finali, rendendolo più accessibile ampliandone, quindi, il numero degli acquirenti. Un processo ancora in atto, visto che, ad agosto 2021, il numero delle famiglie acquirenti è aumentato di quasi l’11%.

Un successo che rischia di essere, però, anche un boomerang determinando una banalizzazione del salmone. Per evitare che diventi una “commodity” alcune aziende stanno puntando a sviluppare il segmento premium, con proposte di qualità.

Come Mowi Italia, sede operativa dell’omonimo colosso norvegese (3,8 miliardi di euro di vendite realizzate in 70 Paesi), che dallo scorso maggio è entrata in Gdo con due linee a brand aziendale, rispettivamente dedicate al salmone affumicato e al salmone fresco ricettato, ora sostenute da una campagna di comunicazione integrata in vista del Natale. «Nel prossimo biennio il canale retail resta il principale dei nostri obiettivi di sviluppo – spiega Ambrogio Sainaghi, managing director Mowi Italia, che a ottobre ha già raggiunto i 104 milioni di euro fatturati nell’intero 2020 –. Vogliamo ampliare la distribuzione e aumentare il range dei prodotti, sempre sostenibili e di alta qualità, inserendo referenze che soddisfino nuove occasioni d’uso, creando nuovo valore nella categoria».

Su prodotti di qualità punta anche La Nef, azienda creata nel 1989 da Giordano Palazzo per fornire il salmone affumicato alla salumeria di famiglia a Osimo, poi diventata uno dei maggiori distributori specializzati del settore ittico, con 47 milioni di euro di fatturato e con i lituani di Norvelita entrati come soci di minoranza. «Da anni stiamo lavorando per evitare la banalizzazione del salmone e per questo trattiamo solo materia prima mai congelata, come sottolineiamo anche sulle confezioni», spiega il vicepresidente Nico Palazzo. A gennaio La Nef inaugurerà una nuova sede, dotata anche delle tecnologie necessarie per ampliare il progetto luxury rivolto al normal trade e all’alta ristorazione, che oggi genera il 10% dei ricavi.

Sui professionisti dell'alta cucina ha puntato anche Ōra King Salmon, quando, l’anno scorso, ha deciso di sbarcare anche in Italia. Allevato in modo sostenibile e selezionato in base a precise caratteristiche qualitative e di performance – e per questo definito dal New York Times il “wagyu del mare” – ha subito conquistato chef famosi (da Massimo Bottura a Felix Lo Basso) e nel test condotto da Eataly in primavera ha fatto il sold-out. E così ora, oltre che sull’ecommerce, punta anche sul retail. «Il nostro brand ha saputo costruire una rete di distribuzione sul territorio, ampliando l’offerta a tutti gli amanti del salmone e per il Natale 2021 lo si potrà acquistare anche negli store Eataly di Milano Smeraldo, Torino, Pinerolo e Roma», conferma la responsabile vendite per l’Italia, Claire Creedon.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti