Distretto di Carpi

Il salone delle Pmi Moda Makers entra nel circuito internazionale delle fiere

La Camera di Commercio di Modena ha acquistato il marchio per spingerne lo sviluppo all'estero. La prossima edizione, dal 9 all'11 novembre, nei padiglioni fieristici del capoluogo emiliano

di Natascia Ronchetti

2' di lettura

La prima edizione, nel 2016, fu una scommessa, con poche piccole imprese che ambivano ad aprirsi spazi all'estero, per controbilanciare la progressiva contrazione della domanda interna. Da allora Moda Makers, il salone delle Pmi del distretto della moda di Carpi, è sempre cresciuto, permettendo alle aziende di entrare in contatto con buyer stranieri. Adesso la svolta che lo proietta nel circuito internazionale delle manifestazioni fieristiche dedicate alla moda. Il marchio è stato acquistato dalla Camera di commercio di Modena, che ne ha affidato l'organizzazione a ModenaFiere, in collaborazione con Carpi Fashion System, di cui fanno parte le associazioni di categoria – da Cna a Confindustria -, il Comune, lo stesso ente camerale, la Fondazione Democenter, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.

Un salto di qualità che apre al salone, fino ad ora era realizzato in una struttura messa a disposizione dall'amministrazione comunale, le porte dei padiglioni fieristici di Modena. Il debutto nella nuova location, dal 9 all'11 novembre, avverrà con la tredicesima edizione. In presenza, dopo tre appuntamenti in versione esclusivamente digitale, a causa della pandemia. Con grandi spazi espositivi e collegamenti diretti con le principali arterie stradali e ferroviarie. «Condizioni che pongono le basi per una ulteriore espansione della manifestazione» dice Giuseppe Molinari, presidente della Camera di commercio di Modena.

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Lo storico distretto emiliano conta oltre 780 imprese, delle quali oltre duecento finali, le restanti inserite nella filiera della subfornitura: complessivamente sviluppano un fatturato di 1,4 miliardi di euro. Le Pmi ne costituiscono l'ossatura. Qui vengono prodotti marchi come Liu-Jo, Twinset, Blumarine, Champion Europe, intorno ai quali ruota un sistema produttivo che da anni cerca di sganciarsi sempre di più dal mercato interno. Nel 2005 l'export assorbiva il 30,6% della produzione, quota oggi salita al 37%. Una marcia che le aziende non vogliono rallentare. Oggi i principali sbocchi commerciali all'estero sono rappresentati da Francia, Germania e Spagna, che insieme concentrano quasi il 40% del valore delle esportazioni. Ma Moda Makers ha già dimostrato di poter agganciare nuovi bacini. Non solo nell'area Ue, ma anche negli Stati Uniti, in Russia, nei Paesi asiatici.

«Se abbiamo preso questa decisione –dice Alfonso Panzani, presidente di ModenaFiere – è perché tutti i promotori sono fermamente convinti che le ampie prospettive di crescita del salone possano svilupparsi ancora meglio, esprimendo tutto il potenziale dell'evento».

Accanto all'edizione in presenza resterà anche la vetrina virtuale, con la piattaforma online gestita dal Consorzio Expo Modena. Il distretto, oltre che dal comune di Carpi è costituito da Cavezzo, Novi, San Possidonio e Concordia, tutti nella provincia emiliana, con un totale di oltre 5.400 addetti.

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