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Il Salone di Torino apre i «Confini» e ospita mille editori

di Filomena Greco

(ANSA)

3' di lettura

Edizione numero trenta. Frutto di un percorso in salita - prima la prova governance poi lo strappo di Milano - e che mette in campo un programma da salone maturo, più internazionale del passato, in grado di coinvolgere per cinque giorni luoghi sparsi in mezza Torino. L’appuntamento con il Salone internazionale del Libro di Torino è dal 18 al 22 maggio. Il Lingotto resta l’area eletta ad accogliere editori, librai e visitatori. Gli editori saranno più di mille, 424 i titolari di stand - cento in più dell'anno scorso -, 1.200 appuntamenti su un’area estesa per 45mila metri quadri.

«Oltre il confine» è il filo conduttore scelto. Quasi un monito per un Salone che ha dovuto per forza di cose uscire dalla confort zone e reinventarsi, puntando i piedi sulla sua identità e sulla voglia di fare. #Salto30 l’hastag scelto per una edizione «cha sta ribaltando i pronostici» racconta il direttore Nicola Lagioia. «Ci saranno più editori dell’anno scorso, abbiamo superato i mille, con un’area commerciale pari a 11mila metri quadri, in aumento del 10% rispetto al 2016».

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Il Salone edizione numero 30 è stato un lavoro corale per dire ancora una volta «che questa è la casa ideale della cultura» ribadisce Lagioia. «Il Salone è stato capace di assorbire il colpo e di rinnovarsi» aggiunge il presidente Massimo Bray. «Questo sarà il luogo in cui la frattura sarà ricomposto in nome del lavoro fatto a favore della cultura e della lettura per trent’anni».

Nel programma snocciolato da Lagioia, personaggio dopo personaggio, come un album delle figurine Panini, fanno capo i nomi della narrativa america, i classici, gli autori italiani, gli ospiti stranieri e i palcoscenici incrociati dove la narrativa incontra la musica, la poesia, il teatro oltre che il suo pubblico. Il tributo ad “Another side of America” arriverà grazie alla presenza del Pulitzer Richard Ford, di Jonathan Lethem, di Brian Turner, delle visioni cyberpunk di Bruce Sterling e di Emily Witt. Con annesso evento speciale dedicato a Furore di John Steinbeck.

Oltre i confini si va grazie a scrittori e luoghi letterari di culto, la Londra multietnica di Hanif Kureishi, grazie a Daniel Pennac «che si fa in quattro», tra presentazione del libro, reading, incontro con gli studenti e seminario sulla traduzione. E poi ancora Amitav Ghosh, Luis Sepulveda, Pablo Ignacio Taibo II, Annie Ernaux e Yasmina Reza, Alice Gimenez Bartlett. Al caso letterario Elena Ferrante il Salone dedica due convegni, il primo per raccontare gli editori stranieri alle prese con «L’amica geniale», il secondo realizzato da scrittori e critici internazionali. Mentre in onore delle contaminazioni e del dialogo incrociato con il mondo dei fumetti, il Salone ospiterà tra gli altri un maestro come Milo Manara.

Nella edizione numero 30 del Salone tornano formule classiche come il Bookstock Village, area dove tradizionalmente il Salone incontra bambini e studenti, accanto ad alcune novità come lo spazio dedicato ai 68 principali festival culturali e letterari italiani che scelgono il Salone per incontrarsi, o come l’Ibf, l’area dove si comprano e si vendono i diritti e che quest’anno per la prima volta si apre alle case produttrici cinematografiche e televisive.

La festa del Salone diventa mobile. E porta ottanta scrittori in luoghi simbolo o in spazi insoliti, dal Museo Egizio alla mongolfiera di Borgo Dora, dal sommergibile Provana custodito al Parco del Valentino al Mercato della carne di Porta Palazzo. E poi ancora L’Isola del silenzio, uno spazio insonorizzato accessibile con banconote da 10 minuti, l’incisione di un audiolibro a cura dei lettori del Salone, un treno speciale, «del libro», che parte da Roma a Torino alle 7.05 in punto, un evento speciale dedicato a Twin Peaks di David Lynch.

«Il dialogo con gli scrittori non si è mai interrotto» racconta Bray. «Gli editori hanno risposto in maniera così forte perché sanno che a Torino arrivano i lettori veri, quelli che comprano i libri» aggiunge Lagioia. L’appuntamento però è già per domani, 28 aprile, quando Torino entrerà nello spirito del Salone grazie all’incontro con il Nobel della letteratura Vetlana Aleksievic.

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