Dopo la visita a Parigi e Berlino

Di Maio a Blinken: Cina partner commerciale, Usa nostri alleati

Prima Roma. Poi Bari, Matera e Brindisi dove si terrà il primo G20 a presidenza italiana. Russia e Cina allì’appuntamento da remoto. Blinken: «allineamento di valori tra Italia e Usa “per i diritti umani e la democrazia». Di Maio: «lLItalia è un forte partner commerciale della Cina, abbiamo relazioni storiche, ma non vanno a interferire con le relazioni che noi abbiamo con Usa e Nato»

di Gerardo Pelosi

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken (foto Reuters)

4' di lettura

Prima Roma. Poi Bari, Matera e Brindisi dove si terrà il primo G20 a presidenza italiana. Da ieri la salette vip degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino sono in allarme rosso costante. Delegazioni internazionali ad alto livello si susseguono a ritmo incalzante. Tra le prime a giungere nella capitale quella americana del segretario di Stato americano, Antony Blinken. Un ritorno dunque in presenza per i negoziati diplomatici nel nostro Paese senza sottovalutare i rischi connessi a una recrudescenza della pandemia per effetto della variante Delta.

Colazione di lavoro tra Di Maio e Blinken

Il capo della diplomazia americana è sbarcato a Roma proveniente da un giro nelle altri capitali europee (Parigi e Berlino). Colazione di lavoro con l'omologo italiano Luigi Di Maio al quale toccherà presiedere da questa sera a Bari il primo G20 Esteri italiano. Forte consonanza tra Blinken e Di Maio sui temi del multilateralismo, sulla lotta alla pandemia e ai cambiamenti climatici e sulla necessità di proseguire gli sforzi per sconfiggere il terrorismo fondamentalista, tema al centro questa mattina alla Fiera di Roma della prima riunione della coalizione Anti Daesh copresieduta da Italia e Stati Uniti.

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Italia-Usa, «allineamento di valori»

«Siamo molto grati per la leadership dell’Italia perché queste sfide sono al centro dell’agenda globale» ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken in conferenza stampa con Luigi Di Maio alla ministeriale anti-Daesh. Blinken ha parlato di un «allineamento di valori tra Italia e Usa per i diritti umani e la democrazia». «L’Italia è un forte partner commerciale della Cina, abbiamo relazioni storiche, ma non vanno a interferire con le relazioni che noi abbiamo con Usa e Nato» ha detto dal canto suo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «L’Italia è alleata degli Usa, partner Nato e Ue, e questa non è soltanto un’alleanza strategica ma di valori che permette alle nostre democrazie di poter affrontare questioni come i diritti umani dove l’Italia è stata in prima linea», ha sottolineato Di Maio.

Primo incontro a Roma Blinken-Lapid

Ieri Blinken ha incontrato a Roma il nuovo ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, nel primo faccia a faccia tra il nuovo Governo post-Netanyahu e l’amministrazione Usa. Lapid che ha anche visto Di Maio ed il collega Abdullatif bin Rashid Alzayani del Barhein, Paese firmatario degli Accordi di Abramo è entrato in carica due settimane fa e nel nuovo esecutivo funge anche da premier alternato. Negli Stati Uniti è intanto arrivato, su invito del presidente Joe Biden, il capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin, il cui mandato volge al termine. Incontri che cercano di riprendere il dialogo con Israele dopo il passaggio di Benyamin Netanyahu alla opposizione. Blinken ha spiegato che la normalizzazione degli accordi non deve sostituire il dialogo tra Israele e Palestina. Da parte sua Lapid ha ricordato che «in questi anni sono stati compiuti degli errori e lo status bipartisan di Israele è stato compromesso ma – ha aggiunto - lo aggiusteremo insieme». Lapid ha tuttavia espresso «forti riserve» al collega americano sulla ripresa dei negoziati per il rientro degli Stati Uniti nell’accordo internazionale sul nucleare iraniano. Lapid ha poi ricordato di aver parlato sia con i Democratici sia con i Repubblicani in questi ultimi giorni. «Ho ricordato loro che Israele condivide i maggiori valori di base degli Usa: libertà, democrazia e pace».

Oggi Blinken dal Papa e alla coalizione anti Isis

Questa mattina Blinken è stato ricevuto in udienza da papa Francesco alle 9.30, ma ha varcato la soglia del Vaticano già alle 8 per una visita culturale, probabilmente per una visita privata alla Cappella Sistina. Poi alla Fiera di Roma insieme a Di Maio ha co-presieduto con Di Maio la riunione della Coalizione anti-Isis a due anni dall’ultimo appuntamento a Washington nel febbraio 2019. Alla ministeriale hanno partecipato le delegazioni di oltre 40 Paesi, oltre al segretario della Nato Jans Stoltenberg e all’Alto rappresentante Ue Josep Borrell. «Faremo il punto sulle strategie in campo per contrastare l’attività terroristica in aree a forte rischio come quella siro-irachena in Asia occidentale e del Sahel in Africa», ha dichiarato Di Maio spiegando che «la stabilizzazione di questi territori ci permetterà inoltre di fermare flussi migratori irregolari verso l’Italia e quindi verso tutta l’Europa». In questa ottica, «dobbiamo rafforzare ancora di più la partnership con gli Stati Uniti e con tutti gli altri Paesi della Coalizione per bloccare le minacce terroristiche. La sicurezza dei cittadini per noi sta al primo posto e dobbiamo lavorare in maniera sinergica per tutelarla al meglio», ha aggiunto. Secondo Blinken l’Isis «non deve essere in grado di riprendere slancio». In un’intervista al ’Journal du dimanche’ il segretario di Stato Usa ha precisato che «anche la Coalizione ha ottenuto una vittoria con la fine del califfato geografico dell’Isis in Iraq e Siria, non dobbiamo abbassare la guardia». Dello stesso avviso il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, che parlando con lo stesso giornale ha sottolineato che per ottenere la sconfitta definitiva dell’Isis «la stabilizzazione dell’Iraq, è essenziale». Se questo non dovesse avvenire, avverte, i rischi di una rinascita dell’Isis «sono reali».

G20: ministro cinese da remoto, Lavrov manda vice

Questa sera a Bari primo evento del G20 Esteri che proseguirà poi domani a Matera (e una coda il 30 a Brindisi per una visita al centro di smistamento aiuti delle Nazioni Unite). A Matera i 20 ministri degli Esteri oltre ai rappresentanti Ue discuterà delle sfide globali come salute, sviluppo sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici, commercio internazionale, mentre una seconda sessione sarà dedicata alle relazioni con l’Africa, alla presenza di ministri del continente. A Matera sono attesi 500 delegati e 150 giornalisti che costituiranno per la città lucana la prima vera sfida post-pandemia. Nonostante l’allentamento delle restrizioni, alcuni dei protagonisti parteciperanno comunque a distanza: è il caso del ministro degli Esteri cinese Wang Yi e di quelli dell’Australia e del Brasile che si collegheranno ai lavori in videoconferenza. Non è ancora confermata invece la presenza del russo Serghei Lavrov, che venerdì ha avuto un colloquio telefonico con Di Maio e che potrebbe inviare il suo vice.


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