il centrodestra si è astenuto

Razzismo, sì del Senato alla commissione Segre: polemiche per la mancata unanimità

Palazzo Madama ha approvato la mozione della senatrice a vita con 151 sì. Avrà l’incarico di combattere l’antisemitismo e l’odio razziale diffusi nel Paese

di Nicoletta Cottone

Al Senato nasce una commissione contro l'odio voluta da Liliana Segre

Palazzo Madama ha approvato la mozione della senatrice a vita con 151 sì. Avrà l’incarico di combattere l’antisemitismo e l’odio razziale diffusi nel Paese


2' di lettura

Al Senato è nata una commissione monocamerale di controllo per combattere razzismo, antisemitismo e ogni forma di istigazione all’odio. Una commissione fortemente voluta da Liliana Segre: la mozione n. 136, prima fimataria la senatrice a vita Liliana Segre, è stata approvata senza i voti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che si sono astenuti (151 sì, 98 astensioni, nessun no). E proprio questa astensione è al centro delle polemiche. Il centrodestra compatto non ha votato la mozione di maggioranza facendo saltare l'unanimità e provocando un forte attacco di Italia viva, Democratici e 5Stelle. La nuova commissione vuole combattere i cosiddetti hate speech ovvero discorsi d’odio (non solo sulla rete, ma nella vita sociale in genere, negli stadi).

GUARDA IL VIDEO - Liliana Segre: «Antisemitismo presente, 6 milioni morti invano?»

Segre: «Speravo che sull’odio il Senato avrebbe trovato sintonia
La senatrice Liliana Segre - da bambina fu deportata ad Auschwitz, una dei 25 piccoli italiani sopravvissuti all’Olocausto - contava su un voto il più ampio possibile. «Speravo che sull'odio in generale il Senato sarebbe stato festante e avrebbe trovato una sintonia generale», ha detto amareggiata Liliana Segre. Dopo l’approvazione, l’Aula l’ha applaudita a lungo, tutti in piedi ed Emma Bonino si è avvicinata e le ha stretto la mano.

Senatori di Fi: sbagliato astenerci
«Con il nostro voto di astensione sull’istituzione della cosiddetta Commissione Segre abbiamo perso un'occasione per ribadire la nostra vocazione autenticamente liberale, che ci consente di coniugare la difesa della libertà di espressione con il reato, previsto dalla legge, di incitamento all'odio razziale», hanno sottolineato i senatori di Forza Italia Andrea Cangini, Andrea Causin, Franco Dal Mas, Sandra Leonardo, Massimo Mallegni, Barbara Masini, Laura Stabile.

L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo

« Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione - hanno sottolineato i senatori - ma mettersi a cavillare su una questione delicata come l’antisemitismo non crediamo sia utile al dibattito pubblico né all’immagine che il Parlamento dovrebbe dare di se. Questa volta ci siamo adeguati, in futuro non è detto che lo faremo»,

Liliana Segre e il ricordo dell'inferno di Auschwitz

Matteo Salvini (in Aula per il voto) si è difeso in nome del no a razzismo, odio e antisemitismo «senza se e senza ma», accusando però la sinistra di spacciare per razzismo lo slogan sovranista 'Prima gli italiani'. E avverte: «Non vogliamo bavagli e stato di polizia che ci riportano a Orwell».

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