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Il senso della vita per Romain Gary

Il senso della mia vita è in libreria per i tipi di Neri Pozza

di Riccardo Bravi

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Il senso della mia vita è in libreria per i tipi di Neri Pozza


2' di lettura

“Penso di non avere abbastanza vita davanti a me per scrivere un'altra autobiografia”. Queste parole, rilasciate a Radio Canada poco prima del suicidio di Romain Kacew (vero nome di Roman Gary), avvenuto il 2 dicembre del 1980, lasciano chiaramente presagire ciò che sarebbe successo nei mesi a venire.

Émile Ajar

In tale giorno il romanziere, avventuriere diplomatico sceneggiatore regista – e, chi più ne ha più ne metta – lituano naturalizzato francese mise fine d'impeto alla sua poliedrica esistenza sparandosi un colpo di revolver in bocca. Gli svariati successi diplomatici come compagnon de la Libération al fianco del generale De Gaulle, le conquiste amorose, le mille peripezie in lungo e in largo per il globo terrestre, gli anni dell'adolescenza e dell'“educazione sentimentale” a Nizza, la fama da grande letterato francese come sognava per lui la madre (lui che si rivelò poi essere l'unico, in Francia, ad ottenere ben due volte il prestigioso Prix Goncourt, sebbene la seconda volta mascherato sotto lo pseudonimo di Émile Ajar) non sono riusciti ad affievolire il malessere in cui Gary, prima di compiere il fatale gesto, è immensamente sprofondato.

Nel tentativo di ripercorrere a grandi linee la stravagante ed eccezionale parabola di questa eccentrica personalità, la casa editrice vicentina Neri Pozza, la quale si fa carico già da tempo di far conoscere Gary in Italia, propone l'ultima apparizione in vita dello scrittore ebreo-lituano, procedendo – ma come non farlo, d'altronde – alla traduzione letterale, eseguita peraltro ad arte da Giovanni Bogliolo, voce “ufficiosa” se non “ufficiale” di una buona fetta dell'opera di Gary nella nostra penisola – dall'originale Le sens de ma vie, che così si palesa: Romain Gary, Il senso della mia vita, Neri Pozza, 2020, pp. 112, euro 14,00.

Hollywood

Nell'ultimo capitolo che prende il titolo della raccolta, vengono evocate, insieme ad altri souvenir americani (tra cui l'amicizia da lui fortemente sentita per l'attore Gary Cooper, così come le varie sceneggiature preparate per Hollywood ma in seguito cestinate o rimaneggiate da altri autori), le tre autobiografie di cui Gary è stato autore: La promessa dell'alba, Cane bianco e La notte sarà calma.

Eppure si parla di altri due libri, Biglietto scaduto e Le radici del cielo, nei quali certi lettori non si sono esimiti di scorgervi in lungo e in largo la sua impronta personale: nel primo identificandolo con i problemi di impotenza e di declino del protagonista; nel secondo accusandolo di aver ucciso l'elefante e di essersi ispirato alla storia di un certo Raphaël Matta, di cui il romanzo si fa denuncia e narrazione.Negando queste illazioni Gary conclude l'intervista svelando che è nient'altro se non la femminilità a far da benzina alla sua macchina romanzesca. Anche se, a carburante finito, della macchina non restò più nulla.

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