ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCommodity

Il settore oil paga la frenata del greggio, per analisti taglio Opec+ solo "simbolico"

E' ancora l'andamento dei prezzi del greggio (lunedì in netto rialzo, nella seduta di martedì in senso opposto) a dare l'orientamento al comparto sull'azionario

di Stefania Arcudi

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Come successo nella seduta del 5 settembre, è ancora l'andamento dei prezzi del greggio (lunedì in netto rialzo, nella seduta di martedì in senso opposto) a dare l'orientamento ai titoli del comparto petrolifero che, dopo essere stati i migliori nella seduta precedente (+2,17% l'Euro Stoxx 600), sono il fanalino di coda (-2,07%). Infatti, i future del petrolio, che lunedì avevano guadagnato oltre tre punti dopo la decisione dell'Opec+ di tagliare la produzione ad ottobre di 100.000 barili al giorno, tornando ai livelli di agosto con la prima riduzione in oltre un anno, sono in netto calo (Wti ottobre -2,39% a 87,11 dollari al barile, Brent novembre -2,4% a 93,43 dollari). La stessa dinamica si ritrova anche tra i titoli del FTSE MIB: Eni e Tenaris, alla vigilia tra le migliori, sono in coda. In controtendenza Saipem, che ha siglato con Siemens Energy hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per lo sviluppo congiunto di una soluzione tecnologica d’avanguardia nel settore dell’eolico offshore.

Tornando ai movimenti del greggio, secondo gli analisti di Oanda, «la decisione di annullare l'aumento di 100.000 barili al giorno previsto per settembre è stata più simbolica che fondamentalmente significativa, in quanto non cambia realmente le dinamiche del mercato, ma farà sì che gli operatori ci pensino due volte prima di far scendere i prezzi come hanno fatto di recente». Le preoccupanti prospettive economiche globali, unite alla possibilità di un accordo nucleare tra Stati Uniti e Iran, «hanno creato un caso ribassista per i prezzi del petrolio, cosa che non era avvenuta per gran parte dell'anno. Ma l'Opec+ ha cercato di placare rapidamente questa tendenza, non solo segnalando la volontà di tagliare la produzione, ma anche lasciando aperta la porta a riunioni di emergenza per affrontare la volatilità del mercato», spiega ancora Oanda. In altre parole, se il mercato cercherà di far scendere di nuovo il prezzo, o se i fondamentali cambieranno, l'Opec+ potrebbe tagliare di nuovo e non aspettare fino alla riunione del 5 ottobre.

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti