LOTTA AL COVID

A Cisliano il sindaco fa i test immunologici: «Indispensabili per ripartire»

Nel comune del Milanese già effettuati 208 esami per verificare la diffusione dell’immunità tra la popolazione. Il primo cittadino: «Abituati a lavorare, non a prendere sussidi. Ma per la ripresa ci servono risposte»

di Rosalba Reggio

Covid: ecco il primo comune del milanese che fa i test sierologici

Nel comune del Milanese già effettuati 208 esami per verificare la diffusione dell’immunità tra la popolazione. Il primo cittadino: «Abituati a lavorare, non a prendere sussidi. Ma per la ripresa ci servono risposte»


2' di lettura

«Non si può dire ai cittadini di ripartire, senza prima dare risposte» . Risposte che il sindaco di Cisliano, Luca Durè, ha deciso di dare al suo comune, composto da circa 4900 anime, sottoponendo il 20% della popolazione a test sierologici per l'individuazione degli anticorpi contro il coronavirus.

Da questi esami, che valutano le molecole coinvolte nella risposta immunitaria dell'organismo, dovrebbero arrivare informazioni importanti per far ripartire le attività con maggiore tranquillità e consapevolezza.

Nella mattinata del 14 aprile i test realizzati a Cisliano, nella palestra dell'Istituto omnicomprensivo Erasmo da Rotterdam, sono stati 208 e hanno riguardato i dipendenti del comune, tutte le persone che stanno svolgendo attività di volontariato per gestire l'emergenza e 150 cittadini.

A tutti è stato sottoposto un questionario, nel quale andavano riportate le eventuali sintomatologie avute da gennaio. I risultati del test, incrociati alle informazioni fornite, daranno una fotografia importante dell'evoluzione della malattia, che sarà fornita al CNR e all'Università di Genova.

Lunedì 20 e martedì 21 aprile, verranno effettuati altri 800 test, che chiuderanno il campione del comune, ma probabilmente non fermeranno l'attività di screening.

«Se la richiesta resta forte – spiega il sindaco – siamo disponibili a continuare a fare test per dare un servizio alla collettività. Siamo parte di una provincia che vuole ripartire, perché abituata a lavorare e pagare le tasse, non a prendere sussidi, ma per farlo bisogna raccogliere più informazioni possibili sul virus e la sua diffusione, che è molto più ampia rispetto ai numeri ufficiali. I cittadini adesso vogliono risposte».

Il sito del comune offre la possibilità di prenotare il test attraverso una mail e tre numeri di telefono. Il costo è di 45 euro.

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