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Il sindaco di New York Bill de Blasio si candida per le presidenziali 2020

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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Il sindaco di New York, Bill de Blasio con la moglie Chirlane McCray (Reuters)

4' di lettura

NEW YORK - Tanto annunciata alla fine è arrivata l’ultima candidatura per una nomination democratica. Il sindaco di New York, Bill de Blasio ha rotto gli indugi. E a poche ora dalla chiusura dei termini ha ufficialmente confermato la sua discesa in campo per le presidenziali americane di martedì 3 novembre 2020. Si tratta del 23esimo candidato tra le fila del partito democratico, una lista di candidati mai così numerosa per conquistare il primo posto nelle schiere del partito progressista nella corsa verso la Casa Bianca. “The mayor”, come lo chiamano tutti qui a New York ha annunciato la sua candidatura in un video di tre minuti intitolato “Working People First”, la classe media prima, titolo che da solo dice tutto.

De Blasio, 58 anni, vuole esportare in tutta la nazione il suo modello di governo e di leadership progressista con il quale in questi anni ha guidato la grande città americana. In una intervista recente ha detto che New York potrebbe essere un modello per i cambiamenti nelle politiche degli Stati Uniti, cambiamenti «profondi e progressisti da attuare subito». Un modello che si contrappone a quello dell'America di Trump, che lui conosce bene: «Sono un newyorchese e conosco la prepotenza di Trump da tanto tempo».

Figlio di padre tedesco-americano, veterano di guerra alcolista e morto suicida, e di madre italo-americana, da cui ha preso il cognome, de Blasio è la faccia moderata e progressista allo stesso tempo dei democratici di New York. Molto amato tra le minoranze nere e latine. Sposato con l’afroamericana Chirlane MCCray, ha due figli “mixed”, Dante e Chiara. Un ruolo molto importante tra gli afroamericani che lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale per le elezioni municipali nel 2013 lo ha avuto proprio il suo figlio adolescente Dante, capelli ricci con un’enorme palla in testa come un cantante soul anni Settanta, l'entusiasmo di un teen ager e gli occhi puliti, che in un famoso video diventato virale, dalla cucina della loro casa di Park Slope, a Brooklyn, raccontava che suo padre era un bravo padre sostenendo la sua candidatura. A Park Slope non è raro vederlo ancora al mattino presto quando esce dalle palestre comunali Ymca, quelle popolari, dove continua ad andare tre volte alla settimana.

De Blasio in trionfo a Grassano, paese d’origine. «Per me è un posto speciale»

De Blasio non ha cambiato le sue abitudini da sindaco. Ogni mattina si ferma da Colson dalle 7.15 alle 7.30 per fare colazione, nella pasticceria dove fanno i migliori cornetti del quartiere e il migliore cappuccino italiano. C'è un tavolino nel piccolo caffè sulla nona strada, proprio davanti alla palestra comunale,a poca distanza da Prospect Park, che ormai chiamano tutti “il tavolino del sindaco”. De Blasio prende un cappuccino e una brioche, mentre la scorta lo attende fuori, prima di scappare verso Manhattan e City Hall, la casa del comune.

De Blasio in questi anni da sindaco, soprattutto nel primo periodo, ha introdotto diverse misure molto popolari di aiuto al reddito per le classi più disagiate e ha eliminato le pratiche discriminatorie della polizia contro gli afroamericani e i latini (“stop and frisk”) nelle perquisizioni durante i controlli, il pre-K, il programma di pre-scolarizzazione con l’asilo gratuito per tutti i bambini da 4 anni che ora vorrebbe portare a tre anni. Restano ancora irrisolti i problemi delle case popolari insufficienti e della mancanza di fondi per le manutenzioni dei vecchi edifici, molti da bonificare dalle vernici al piombo, dell'alto livello di senza tetto per le strade e dei problemi infrastrutturali. Per il sindaco comincerà già da oggi una lunga kermesse elettorale nello Iowa e poi nel fine settimana in South Carolina per tentare di conquistare crediti rispetto ai suoi avversari. “The mayor” ha diversi pezzi da novanta del partito con i quali confrontarsi tra i 23 candidati. Tra tutti Joe Biden, l’ex vice presidente di Obama, al momento il più accreditato, ma anche Bernie Sanders, leader letteralmente adorato dai millennials bianchi, dalle minoranze e dalle donne, ingiustamente battuto, secondo molti, alle scorse primarie da Hillary per scelte del partito. Senza dimenticare il giovane Beto O'Rourke, l'ex procuratrice Kamala Harris, la professoressa Elizabeth Warren e tutti gli altri.

Dalla sua parte de Blasio ha un primato: fino ad ora, ogni volta che ha deciso di candidarsi per qualche carica pubblica ha sempre vinto. Nel suo palmares di public servant non ci sono sconfitte. I candidati democratici e lo stesso Trump sono avvisati. La battaglia del sindaco dagli occhi buoni può cominciare. Trump subito dopo l’annuncio della sua candidatura non ha perso tempo. In un tweet ha scritto che la candidatura di de Blasio “è una barzelletta, Bill de Blasio è considerato il peggiore sindaco negli Stati Uniti. Se vi piacciono tasse più alte e criminalità è il vostro uomo. New York lo odia!”. La risposta non si è fatta attendere: “Con Don, he’s a con artist” (Trump l’imbroglione, è un artista della truffa) ha detto il sindaco di New York intervistato in tv, ricordando due soprannomi tra i più noti del presidente americano tra gli abitanti della Grande Mela.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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